Quando a Milano un SUPERGRATTACIELO di 500 metri osò sfidare la Madonnina

Fino agli anni sessanta la Madonnina rappresentava il punto più alto della città: 108 metri. Durante il fascismo il Comune di Milano aveva promulgato una disposizione, voluta dallo stesso Mussolini, che prevedeva che non si potesse costruire nessun edificio che superasse la Madonnina, come la Torre Branca che costruita nel 1933 all’interno del parco Sempione si fermò appunta a quota 108 metri.

Nel 1958 fu inaugurata la Torre Velasca e, anche se il fascismo era decaduto così come la norma sull’altezza delle costruzioni, ci fu un tacito accordo tra Comune e curia che portò anche questo palazzo a fermarsi a 106 metri di altezza. Il primato della Madonnina era salvo, ma non per molto.

Nel 1960 si conclusero i lavori del Pirellone che con i suoi 127 metri divenne il palazzo più alto d’Italia. Ma soprattutto superava di 20 metri la Madonnina. Scandalo!
Il cardinale Montini, futuro Papa Paolo VI, si arrabbiò tantissimo e ottenne un compromesso all’italiana: in cima al grattacielo Pirelli venne posta una copia di 85 centimetri della Madonnina, in modo che ci fosse sempre lei a vegliare dall’alto su Milano.

La Madonnina continuò a dominare nei cieli di Milano anche dopo l’inaugurazione del Palazzo Lombardia che con i suoi 161 metri superò il Pirellone: per preservare la tradizione anche in cima di questo grattacielo venne sistemata una copia della Madonnina, benedetta dal cardinale Tettamanzi. C’è voluto poi il grattacielo Unicredit a infrangere il dominio della Madonnina, arrivando a 230 metri d’altezza e diventando così il grattacielo più alto d’Italia.

E pensare che negli anni sessanta si lavorò su un progetto per un supergrattacielo di 500 metri che se fosse stato realizzato sarebbe diventato a quei tempi il più alto del mondo. In realtà si trattò di una truffa, così almeno la valutò il procuratore di Milano che accolse la denuncia di uno dei finanziatori del progetto, tale Mario Palanti, che aveva sborsato 160 milioni di lire per il progetto senza ottenere nulla.

 

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