Il PARCO SEMPIONE: storia e leggende del central park di Milano

Ai tempi degli Sforza, il Castello si apriva in un bosco dove c’erano anche animali esotici introdotti dai nobili che regnavano sulla città. 

Con la caduta degli Sforza il parco venne abbandonato e in età napoleonica fu trasformato in piazza d’armi, campo di addestramento militare, e rimase con questa funzione anche con il ritorno degli austriaci. 

Dopo l’unità d’Italia l’uso militare del parco fu sospeso e si avviò un dibattito su cosa farne di questo spazio: da un lato i costruttori premevano per inserirlo nel piano regolatori e trasformarlo in area edificabile, dall’altro lato però i cittadini si organizzarono in comitati che si opponevano con grande forza a questa idea.

Vinsero in cittadini e nacque così il parco attuale, denominato “Parco Sempione” e realizzato tra il 1888 e il 1894 da un progetto dell’architetto Emilio Alemagna secondo il modello romantico dei parchi all’inglese, con viali alberati e laghetti. 

Nel 1906 il parco ospitò l’EXPO e nel 1933 vide la realizzazione del Palazzo dell’Arte (Triennale). Il parco ospita diverse le sculture, tra cui il monumento equestre a Napoleone III e le opere Storia della Terra di Antonio Paradiso, Accumulazione musicale di Fernandez e i Bagni misteriosi di Giorgio de Chirico. Attira gli innamorati il Ponte delle Sirenette di Francesco Tettamanzi, un tempo sul naviglio in via Visconti di Modrone e qui portato in occasione della copertura della cerchia nel 1930.

Ogni anno, nel periodo del carnevale ospita un luna park che, in passato, aveva sede nella vecchia Fiera di porta Genova, lungo le sponde della Darsena. Nel gennaio 2011 il Parco è stato teatro di una prova della Coppa del Mondo di sci di fondo. In tale occasione alla neve frutto di abbondanti nevicate fu aggiunta neve portata dalle Alpi. 

Tra le leggende metropolitane, si segnala lo spettro della Dama Nera: nelle sere di nebbia, quando Parco Sempione è ormai deserto, capiterebbe di sentire odore di violette e apparirebbe la figura spettrale della dama vestita di un lungo abito nero e velata in viso. Si dice che adescherebbe giovani aitanti per condurli in un luogo sperduto dove dopo l’accoppiamento sarebbero vittime della follia. 

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