Sessant’anni fa comparivano sul mercato i primi dischi di un gruppo destinato a lasciare il segno nella musica italiana. La scena milanese di quegli anni fu la culla di un progetto che avrebbe superato decenni e mode. Dalla prima incisione iniziava un percorso che li portò a calcare i principali palcoscenici del Paese.
# Il debutto 60 anni fa con i primi due singoli

60 anni fa uscivano i primi due singoli dello storico gruppo milanese “I Camaleonti”. Nella primavera del 1965 esordivano su vinile con il 45 giri che conteneva i brani “Ti saluto” e “Ti dai troppe arie”, in estate, proposero invece“Sha ….la la la”, un disco che conteneva anche “Tu credi in me”. Iniziava così la carriera discografica di una delle band che ha fatto la storia del beat italiano, nata un anno prima, con l’intuizione di Tonino Cripezzi, che arrivava da un gruppo giovanile, che contava, tra gli altri, Mario Lavezzi e Bruno Longhi, diventato poi giornalista sportivo. Questi artisti, insieme a Livio Macchia (mancato recentemente), che comunque va considerato il vero fondatore del gruppo, interagiscono con Paolo De Ceglie, Riki Maiocchi e Gerry Manzoli.
# L’influenza dei Beatles

The Beatles
I Camaleonti avevano tutti un’estrazione legata ai movimenti giovanili degli anni sessanta che, con la musica, volevano “cambiare il mondo”. Tutti milanesi, tutti influenzati dalle sonorità della beat generation e dall’arrivo a Milano dei Beatles (giugno 1965). Chi divenne poi un “camaleonte” si formò in vari locali meneghini, anche se è stato individuato nel Santa Tecla, che si ergeva nell’omonima via al civico 3, la fucina di questo storico sodalizio musicale. Osservando la copertina di “Sha…la la la” notiamo che il brano viene considerato uno “Shake” originale, facendo riferimento al ballo dello “scuotere” il corpo senza prestabiliti movimenti.
# La nascita nel “Paip’s” di Milano
Non solo: sempre sulla copertina si legge che quelle sonorità che propongono i Camaleonti arrivano dal “Paip’s” di Milano, che era un locale in stile texano, da dove nacquero le carriere artistiche di cantanti che sono riusciti a fare della musica il proprio mestiere, come Alberto Radius, che proprio in questa discoteca incontrò Mogol e Battisti che gli cambiarono la carriera. La rivista “Sabato sera”, che andava di moda negli anni sessanta, descriveva così questo locale: “Per chi ha voglia di fare quattro salti c’è una manciata di discoteche, pardon, “sale da ballo”. Una molto “alla page” è il Paip’s di Corso Europa, ritrovo degli “yè yè” milanesi, dove si auspicano radar all’ingresso per riconoscere il sesso dei frequentatori perché, questi beatnik, a causa dei capelli lunghi e dei petti piatti, rendono sempre più sottile la differenza apparente tra i due sessi”.
# I successi del gruppo: oltre 30 milioni di dischi e partecipazione ai festival canori più importanti

Tornado ai Camaleonti, gruppo che ha venduto oltre 30 milioni di dischi e i cui componenti avevano in comune la frequentazione in età adolescenziale dei parchi milanesi, con tanto di chitarra e voce per intrattenere amici e passanti, c’è da dire che la prima loro formazione era costituita da Livio Macchia, Gerry e Giorgio Manzoli, Riki Maiocchi e Paolo De Ceglie. I componenti storici sono stati, oltre a quelli già citati, Tonino Cripezzi, Dave Sumner, Mario Lavezzi, Gabriele Lorenzi, Vincenzo Mancuso, Valerio Veronese, Michele Vurchio e Massimo Brunetti.
In sessant’anni di onorata carriera, hanno sfornato innumerevoli dischi, infiniti concerti e partecipazioni a tutte le storiche kermesse canore italiane, come il Festival di Sanremo, il Cantagiro e il Festivalbar (5 edizioni per ogni concorso), un Disco per l’Estate (4 edizioni) e Canzonissima (due partecipazioni).
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FABIO BUFFA