MTV Italia, Milano è in FERMENTO

Non era solo un canale tv. E' stato il colore di Milano


Non era solo un canale tv. E’ stato il colore di Milano.

1997. Dopo una grande attesa prende il via MTV Italia. Parte subito con il botto con gli MTV Day in cui spadroneggiano gli U2. Prima di allora gli italiani avevano conosciuto la musica in video grazie alle finestre del pomeriggio di DeeJay Television ma soprattutto attraverso gli schermi di VideoMusic, piccola e ancora artigianale tv che trasmetteva dalla Toscana. VideoMusic con i suoi video in successione, accompagnati di solito da semplice didascalie, è stata per molti la colonna sonora che faceva sfondo allo studio o al lavoro, un’alternativa alla radio di cui replicava tempi e programmazione. L’impatto di VideoMusic in Italia è stato forte. Ma se oggi la si confronta con quello che è stata MTV Italia, sembra la preistoria. 


Nel mondo MTV già spopolava. Nel Vecchio Continente era arrivata con MTV Europe che trasmetteva in inglese con musica nella stessa lingua. Il colosso della musica in televisione ha capito che in molti paesi la musica locale era un fattore di identità e gli artisti nazionali riscuotevano un interesse sempre maggiore. Per non perdere il mercato bisognava diversificare l’offerta: i principali paesi in Europa dovevano avere una loro MTV. Così fu anche per l’Italia. 

Inizialmente anche le trasmissioni in lingua italiana provengono da Londra. Ma dopo il primo anno MTV diventa italiana a tutti gli effetti, spostandosi a Milano. Gli uffici sono in San Babila dove si riuniscono i creativi. Mentre i programmi vengono trasmessi dagli studi di una traversa del Naviglio Martesana: ben presto si riconosce il posto dalle frotte di ragazzini e ragazzine che attendono gli ospiti e i vee-jay. Già i vee-jay. Un’invenzione di MTV: i dee-jay che mettono la faccia e diventano l’emblema del canale. In breve diventano più rockstar delle stesse star della musica. Oggi ci sono gli influencer, allora i volti più familiari erano Andrea Pezzi, Marco Maccarini, Kris & Kris, Giorgia Surina, Camila Raznovich, Valeria Bilello, Victoria Cabello, Enrico Silvestrin, Alessandro Cattelan, Massimo Coppola e gli altri volti di MTV quasi più celebri degli stessi cantanti. 

Ma l’impatto di MTV non è rimasto sugli schermi: ha tracimato in tutta Milano.
MTV Italia nei suoi primi anni, sotto la guida di Antonio Campo dall’Orto, è stata uno tsunami di creatività in un panorama televisivo che stava diventando asfittico. La creatività ha riguardato i programmi che costituivano un collaterale della musica, ma ha anche orientato la produzione artistica. Con MTV Italia si è affermata una musica più indipendente e d’avanguardia rispetto a quella che girava nelle grandi radio e che si vedeva nelle ospitate televisive. E Milano è diventata il centro polare di una scena musicale per certi versi irripetibile, soprattutto da quando si sono affermati i talent show.



Anche perché a fine anni Novanta Milano era un immenso talent show. Con gruppi e cantanti che si esibivano ovunque, sperando di arrivare in uno dei programmi di MTV. Senza MTV Italia grandi protagonisti della musica di allora, come i Blu Vertigo di Morgan, gli After Hours di Manuel Agnelli, i Casinò Royale, i Marlene Kuntz, i Prozac +, i Verdena o i Subsonica forse sarebbero rimasti nei sottoscala in un’eterna gavetta. Invece molti di loro hanno sbancato, diventando una miccia per una creatività che rifuggiva il conformismo del mainstream e del politically correct. Ma l’impatto di MTV Italia non riguardava solo la musica: il fatto di produrre programmi sperimentali faceva di Milano la terra promessa per chiunque avesse qualcosa di originale, dall’autore al disegnatore, dallo scenografo al programmatore.

Nei primi anni di MTV Italia Milano era il centro di un fermento di creatività trasversale che ha portato un colore e un’energia mai più rivissuta in seguito. Forse la Milano di oggi avrebbe bisogno proprio di questo, sopra ogni altra cosa. Di più colori, di più energia, di sognare nuovi orizzonti, infrangendo la prigione mentale dell’omologazione e della paura del giudizio degli altri. 

#milanograffiti

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ANDREA ZOPPOLATO

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