Il CLOCHARD diventa guida turistica, fotografo, biciclettaio… 7 idee per aiutare chi è finito in mezzo a una strada

Bando alle frasi fatte, anzi bando proprio alle frasi. Vediamo invece i fatti, quelli che vengono praticati all’estero e quelli che rendono Milano una città in prima linea su un problema sempre più attuale


Senzatetto, senza fissa dimora, homeless, clochard, ma il loro identikit è ben più variegato e difficile da racchiudere in una sola parola. Spesso si tratta di persone che, nel giro di poco tempo, si ritrovano senza un reddito capace di coprire mutuo, bollette e spese vive, o senza il coniuge o l’appoggio della famiglia. Una condizione che purtroppo a Milano si sta verificando sempre più spesso. Cosa si potrebbe fare per aiutarli? Oltre a dare loro cibo e una dimora, ci sono anche altre iniziative che potrebbero essere utili per dare loro più dignità e opportunità di rilancio. 

Il CLOCHARD diventa guida turistica, fotografo, biciclettaio… 7 idee per aiutare chi è finito in mezzo a una strada

Secondo il censimento fatto dai volontari della Fondazione Rodolfo De Benedetti, in collaborazione con l’Università Bocconi, nel febbraio 2018, le persone senza fissa dimora a Milano sono più di 2.600, oltre il 75% è ospite di strutture di accoglienza notturna, un buon risultato paragonato ad altre realtà internazionali. Anche se purtroppo temiamo che il numero si sia impennato negli ultimi mesi. 


Alcuni dati:

# Tra il 2007 e il 2017, il 25% delle famiglie povere ha subito un sovraccarico del costo abitativo in Italia.

# In Italia, come nel resto dell’Unione Europea, le famiglie monoparentali sono le più fragili perché meno capaci di sopportare gli eccessivi costi abitativi.



# Tra i senzatetto che hanno usufruito dei servizi sociali della Caritas nel 2017, il 33% erano giovani tra i 18 e i 34 anni e il 30% erano donne.

# La fascia d’età più rappresentata è tra i 41 anni e i 60 anni.

# Alla fine del 2013 la Caritas stimò che tra Milano e l’hinterland i clochard fossero 13mila.

# Secondo la Fondazione Progetto Arca all’inizio del 2013, su 300 persone circa 45 erano italiane. Alla fine del 2013 gli italiani erano 91.

Ma passiamo ai fatti: ecco 7 ottime idee già realizzate

#1 La guida turistica

L’Irlanda trasforma i senzatetto in guide turistiche: l’idea è venuta a 3 studenti, ispirandosi all’esperienza di Manchester. I clochard conoscono molto bene le strade in cui vivono. Gli spostamenti sono pochi e il loro punto di vista è differente, molto personale, sicuramente anticonvenzionale. Per esempio, Derek (homeless di Dublino) è il cicerone del percorso di un paio di chilometri che si snoda dalla Cattedrale di San Patrizio alla Old Library. Per soli 10€ l’uomo racconta al suo gruppo i momenti e le emozioni che quelle strade gli hanno fatto vivere, nel bene e nel male.

#2 L’officina per biciclette

Ciclochard, così si chiama la ciclofficina ideata da una quarantina di studenti che da anni si interessano al reinserimento sociale dei senzatetto. L’associazione no profit ha l’obiettivo di offrire un percorso di responsabilizzazione e di ritorno all’autonomia a persone senza fissa dimora. Come per esempio ad Antonio, un ragazzo che vive per strada, intorno al Duomo. All’interno del progetto Ciclochard, Antonio ha imparato tutti i meccanismi della bicicletta, quindi una nuova opportunità di rendersi utile.

Ciclochard è in via S. Giacomo 32/b (zona Abbiategrasso – Chiesa Rossa) ed è aperta il giovedì dalle 15.00 alle 19.00 e la domenica dalle 10.00 alle 13.00. Per info http://www.ciclochard.org/

#3 La casa per homeless con cani

Si tratta dello stabile in via Ripamonti 580, confiscato nel 2010 alla criminalità organizzata. Qui i quasi 500 metri quadrati su due piani, più terrazzo e giardino, sono diventati il luogo dell’accoglienza per 50 persone senza fissa dimora e i loro cani.

Il centro rimane aperto 24 ore su 24 “per permettere agli ospiti di viverlo come una casa e di usufruire di percorsi di inclusione sociale che comprenderanno, laddove fosse possibile, l’accesso a tirocini, borse lavoro e tutto ciò che è necessario per l’avviamento all’autonomia”.

#4 Il fotografo e la mostra

Nel 2013, 15 senzatetto sono stati selezionati e hanno seguito un corso di fotografia professionale per 2 mesi. È stato poi chiesto loro di fotografare luoghi, momenti, emozioni. Il progetto “Ri-scatti”, nato da un’idea di Federica Balestrieri, è stato presentato per la prima volta nel febbraio 2015 al PAC (Padiglione d’arte contemporanea) di Milano.

#5 Un relook dell’immagine

Da Napoli arriva invece un’idea propedeutica alla ricerca di un lavoro: un taglio di capelli e una barba ben rasata oltre ad aumentare le possibilità di un reinserimento, possono ridare una sferzata di ottimismo e autostima. I senzatetto che hanno usufruito del servizio capelli/barba sono quelli che stazionavano in Galleria Umberto I l’11 marzo 2019.

Chi ha dei dubbi di quanto il look possa aiutare la percezione di sé può stupirsi davanti a questo video: 

#6 La farmacia di strada

Lo scorso settembre ha aperto in via della Lungara a Roma, nel quartiere Trastevere, la prima farmacia che fornisce gratuitamente antipiretici, analgesici, antipertensivi e gastrointestinali a chi non può permettersi di pagarli. Un esempio fra tutti quello di un ragazzo diabetico che si reca alla farmacia per l’iniezione, senza la quale rischierebbe di morire.

#7 Il muro della gentilezza

“Se non hai bisogno lascialo, se ne hai bisogno prendilo”. Lo scrisse l’uomo che ideò il muro della gentilezza, un signore iraniano di cui non si conosce il nome, che piantò degli attaccapanni su un muro, e a cui aggiunse, appunto, un biglietto con la frase qui sopra. È questa l’anima dell’iniziativa presente in varie città italiane, da qualche mese arrivata anche a Milano, in via Luigi Nono 7, zona Cimitero Monumentale. Qui chi ha bisogno può trovare vestiti, beni di prima necessità, libri.

A Uppsala, in Svezia, il muro della gentilezza è diventato anche un’installazione artistica che abbellisce la città. Lo stesso, per quello di Trento: in questo caso il muro è un armadio decorato dallo street artist Senka Semak.

E tu hai una buona idea da proporre a noi e al Comune di Milano? Scrivicela nei commenti.

Per conoscere la distribuzione sul territorio milanese e l’anagrafica si rimanda al sito di SOS Milano http://www.sosmilano.it/WP/2018/04/16/risultati-del-3-censimento-dei-senza-fissa-dimora-milano/

BARBARA VOLPINI

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