Non serve vivere sul mare per trovare il miglior pesce. Alcune delle capitali europee più lontane dall’acqua ospitano il pesce più fresco del mondo. Ecco quali sono e perchè.
# Mercati ittici sui crocevia strategici

Milano, Parigi e Londra sono accomunate da una convinzione sospesa tra verità e leggenda metropolitana: il fatto di avere il pesce più fresco e più buono del mondo. In effetti, un motivo di verità esiste. Sono tre casi di metropoli lontane dal mare che ospitano i mercati ittici più rilevanti d’Europa:
- Parigi è sede di Rungis, il più esteso mercato agroalimentare del continente, snodo indispensabile per la ristorazione francese e internazionale.
- Londra dispone di Billingsgate, trasferito a Canary Wharf, che da decenni rifornisce i migliori ristoranti della capitale e oltre.
- Milano ha il mercato di via Lombroso, il principale polo italiano per dimensioni e volumi trattati.
In questi casi il pesce non rimane nei porti di sbarco ma viene innanzitutto convogliato verso i centri urbani dove la domanda e la capacità di spesa sono più alte. Una dinamica che spiega perché i flussi ittici non seguono la prossimità geografica, ma i nodi strategici della distribuzione.
# Una filiera complessa e globalizzata

Il percorso del pesce è regolato da una filiera articolata che combina aree di pesca, rotte logistiche e mercati di destinazione. Mediterraneo, Atlantico nord-orientale e mar Baltico sono i principali bacini di cattura, ma l’Europa dipende in larga parte dalle importazioni: il 65% del pesce consumato arriva dall’estero, quota che in Italia supera il 70%.
Una parte consistente del pescato viene destinata subito all’industria per conserve e surgelati, un’altra confluisce nei mercati generali delle grandi città. Qui avviene lo smistamento tramite aste o contratti di fornitura che alimentano pescherie, mercati rionali, grande distribuzione e ristoranti. Le moderne infrastrutture logistiche, unite al trasporto rapido su gomma e soprattutto per via aerea, riducono i tempi tra la cattura e il consumo. È questa rete, più che la vicinanza al mare, a garantire freschezza.
# Il mercato del pesce di Milano è tra i più avanzati d’Europa

Il mercato ittico di Milano, nato negli anni Trenta e trasferito negli anni Novanta nell’attuale sede di via Lombroso, è oggi il più moderno d’Italia e tra i più avanzati d’Europa. Con una superficie di oltre 11.000 metri quadrati, gestisce quotidianamente tonno, pesce spada, pesce azzurro e numerose varietà provenienti da mari italiani ed esteri. Il ruolo strategico della città è sostenuto dal sistema aeroportuale: Malpensa, Linate e Orio al Serio garantiscono arrivi giornalieri da Nord America, Oceano Indiano, Australia e Sudafrica, mantenendo intatte le caratteristiche del pescato. A questo si aggiunge il flusso nazionale, con partite che ogni mattina raggiungono Milano dalle aste dei principali porti italiani. È questo duplice canale, aereo e terrestre, a rendere il capoluogo lombardo il principale centro di distribuzione del pesce fresco in Italia settentrionale. Addirittura capita di trovare a Lugano dei cartelli con scritto: qui si trova pesce fresco proveniente da Milano.
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FABIO MARCOMIN