Visioni Urbane: la rivoluzione di PORTO DI MARE

Porto di Mare sta con fatica cercando di rinascere, risanando il Boschetto della droga e recuperando l’enorme area verde, prevedendo interventi per favorire la socialità e aggregrazione.

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porto di mare
Mappa del progetto

L’area di Porto di Mare ha una dimensione di oltre 1.200.000 mq, con una discreta accessibilità: a breve distanza vi sono ben tre fermate della M3: Porto di Mare, Rogoredo e San Donato, nonché la Stazione FS di Rogoredo; l’area è accessibile col bus 77 che dalla fermata M3 Lodi, costeggiando Porto di Mare lungo Via San Dionigi (e con una fermata all’altezza del Centro Ippico), raggiunge poi Chiaravalle; vi sono inoltre diversi accessi dall’Autostrada del Sole e dalla Tangenziale Est; l’aeroporto di Linate non è distante, e sarà agevolmente accessibile tramite la futura metro tranvia che collegherà la Stazione M4 Forlanini con la Stazione M3 Rogoredo.

E’ tuttavia un’area complessa dal punto di vista idrogeologico, per cui occorreranno ulteriori approfondimenti sul campo, per meglio posizionare soprattutto le attività ludiche e sportive, come vedremo meglio più avanti.

COSA PREVEDE IL PGT

Nel nuovo PGT, nell’area in parte soggetta ai vincoli del Parco Sud, sono previste:

lungo Via Fabio Massimo, nello spazio tra “Open Agri” ed il Parco Cassinis,  una Grande Funzione Urbana (GFU) per la localizzazione di rilevanti funzioni per servizi pubblici e/o di interesse pubblico e/o generale, per attrezzature pubbliche, nonché per funzioni, anche private, aventi carattere strategico;

lungo Via San Dionigi e sino al Centro Ippico Ambrosiano, un Ambito di Rigenerazione Ambientale, per insediamenti produttivi, artigianali ed innovativi, ambientalmente sostenibili;

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una fascia non ancora perfettamente individuata, che dovrebbe collegare “Open Agri” con la punta di Porto di Mare, ove si incrociano Via Sant’Arialdo con Via San Dionigi, a vocazione prevalentemente agricola, e comunque con vincolo del Parco Sud, che così viene ampliato.

LA VISIONE

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Fotomontaggio Woodstock-Porto di Mare

Il fotomontaggio rappresenta un momento di Woodstock: la collina sul lato sinistro, il ristorante rotante sullo sfondo (ce ne sono diversi in Europa, Asia e Stati Uniti) dietro ad una qui un po’ troppo ingombrante tribuna coperta, il cui posizionamento nell’idea progettuale, come vedrete tra poco, sarà ai due lati del palco, mentre la collina sarà al centro.

Woodstock ha rappresentato il primo grande momento giovanile dello stare insieme, quello stare insieme, evocato dai cittadini del Municipio 4 che hanno risposto al questionario del 2017: lo “stare insieme”, luoghi di aggregazione, sentiti come la miglior risposta di medio e lungo periodo per vincere il diffuso attuale senso di insicurezza.

Ricordiamo che la stessa parola “porto” indica un luogo di arrivo e di accoglienza.

 

IL PROGETTO

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Mappa del progetto

Questa immagine rappresenta una visione complessiva dell’idea progettuale: al centro un’area per grandi eventi musicali, con la collina da creare ed un’area pianeggiante, le due tribune coperte ai lati, il palco base (sul quale verranno di volta in volta montati gli allestimenti da parte dei gruppi musicali); sul retro del palco un parcheggio per gli autocarri che portano gli allestimenti, per gli automezzi degli artisti e per gli eventuali mezzi di sicurezza.

L’area concerti può anche essere utilizzata per organizzare festival musicali specializzati (ad esempio, di musica etnica), eventi teatrali, anche con un pubblico più ridotto che non quello dei grandi concerti, eventi culturali, come ad esempio un festival della poesia.

L’ACCESSO DEL PUBBLICO

L’accesso per gli spettatori può avvenire, per chi viene con i mezzi pubblici, dalla promenade e dal percorso pedonale tra gli edifici della Grande Funzione Urbana, collegata alla fermata della M3 Porto di Mare, mentre chi arriva con automezzi è previsto un grande parcheggio naturale, alberato, posto più in basso, e confinante con un parco sportivo, nella zona dell’ex discarica, che non può certamente essere utilizzata per coltivazioni di alcun tipo, ma che qualcuno in un’assemblea pubblica al Municipio  aveva tempo fa proposto per coltivazioni biologiche.

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La promenade

La promenade è un percorso che collega la grande funzione urbana con l’area concerti, ma è anche l’inizio di una serie di percorsi verso e dentro il parco (ad esempio: percorso vita – salute; percorso emozionale per i bambini, con giochi, da realizzarsi sul lato sinistro della promenade; percorso sportivo, che porta verso il parco sportivo; percorso musicale, con piazzole ove improvvisare momenti musicali; ed infine, percorso con aree per pic-nic, molto richieste dai cittadini). Sullo sfondo, un portale, qui immaginato come l’Arco di Trionfo, che dà accesso al parco ed all’area concerti.

La promenade può essere anche utilizzata per sfilate d’auto d’epoca, sfilate di moda, giochi di gruppo, per altre occasioni insomma di stare insieme.

Svetta sulla promenade il ristorante ruotante di accenato prima, che qui ha proporzioni eccessive, perché vi sono vincoli aeroportuali da rispettare, ma che dà molto bene l’idea che si vuole concretizzare.

Infine, nella parte iniziale della promenade, potete osservare uno strano edificio colorato, della dimensione di un ottavo di sfera, che rappresenta un video museo digitale attivo della musica, che conterrà una grande sala avvolgente ed immersiva, in cui saranno digitalmente proiettati, in realtà aumentata, i grandi concerti che hanno fatto la storia del rock, ma non solo, sulla falsariga del coinvolgente museo francese per Van Gogh.

Nella immagine che segue, di fronte alla Grande Funzione Urbana, si può vedere quello che abbiamo battezzato convento della musica.

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Convento della musica

Si tratta di un edificio conico (nell’immagine ne sono state sottodimensionate le proporzioni rispetto alle dimensioni dei cittadini), all’interno del quale vi sarà uno spazio per manifestazioni musicale per un pubblico di circa 500 unità, con un palco adeguato, più alcuni spazi utilizzabili da musicisti che intendano isolarsi per alcuni giorni, per comporre (da qui la denominazione, un po’ provocatoria, di convento).

LA GRANDE FUNZIONE URBANA

Cosa è previsto:

  • una serie di edifici, di forme differenti, a formare due cortine tra il parcheggio posto lungo Via Fabio Massimo ed il parco ove abbiamo posto il Convento della Musica; collegata con la fermata M3 Porto di Mare da un sottopasso da creare;
  • la parte verso il parco è di altezza limitata, con porticati nella parte interna, e tetti verdi fruibili per attività diverse, quali ad esempio attività di ristorazione, mostre ed eventi culturali, magari anche matrimoni;
  • la parte lungo il parcheggio ha invece alla sua base una piastra, con spazi aperti e con negozi, e porticati; così che tra le due linee di edifici si crea un percorso pedonale, una sorta di centro di inclusione in cui sia possibile passare il tempo libero, godendo di servizi di ogni genere, oppure una sorta di centro commerciale diffuso, o una specie di leisure park come ve ne sono diversi in Inghilterra, pur con dimensioni molto maggiori.
    Ad esempio, una piscina coperta, un’area termale e palestre coperte multi attività un centro medico (richiesto da molti nel questionario del 2017), una unità medica specializzata in music therapy, un nido, una scuola di ballo, attività artigianali per la realizzazione e la riparazione di strumenti musicali, sale prove e sale registrazione, oltre a bar e ristoranti, e forse anche un posto per le forze di controllo del territorio (vigilanza urbana, polizia o carabinieri).
  • Le costruzioni sopra la piastra, più alte sul lato strada, che avranno i tetti verdi, ma non fruibili dal pubblico, ma solo dai residenti, non la occuperanno tutta, in modo da creare ulteriori spazi fruibili e verdi, ad esempio per attività di co-working per le start-up innovative che potrebbero esservi domiciliate. La destinazione dei piani alti potrebbe essere prevalente ad uffici, ma senza escludere uno studentato, di cui a Milano si sente la mancanza, nonostante le numerose iniziative in corso, ancora insufficienti rispetto alle necessità.

 

L’AMBITO DI RIGENERAZIONE AMBIENTALE

Nell’Ambito di Rigenerazione Ambientale, sono state proposto due soluzioni, che potrebbero sostituire le costruzioni cadenti e malsane attualmente esistenti, non le cascine, che sono in buono stato.

porto di mareLa previsione è di realizzare una scuola dei mestieri: laboratori artigianali e laboratori per start-up innovative nel campo ambientale ed agrario, oltre ad attività di tipo agricolo, come indicato nelle due immagini: un grande vivaio al centro, una serra per la coltivazione di erbe a scopo terapeutico, con un ambiente naturale fruibile per cure speciali, ed una serra protetta per la coltivazione della cannabis a scopo esclusivamente terapeutico.

Gli edifici della prima immagine sono stati pensati con forme architettoniche tipiche delle cascine lombarde, come nella foto che segue.

porto di mareNelle due immagini non compare la previsione di orti urbani nella parte di area che confina con Open Agri. Orti urbani aperti per momenti di relax e di attività naturali. Nella Fabbrica del Vapore è stato realizzato l’Orto delle Idee, qui potremmo realizzare spazi per le Idee nell’Orto.

 

PROBLEMI DI CONNESSIONI E VIABILISTICI

Un problema a cui trovare soluzione è quello della viabilità, in quanto non ancora realizzati alcuni punti programmatici dell’accordo di programma “SANTA GIULIA”, quali la già citata metro-tranvia che collegherà la stazione M3 Rogoredo con la Stazione M4 Forlanini, il completamento della variante Paullese (lotti II e III), e lo svincolo di Mecenate della Tangenziale Est.

Inoltre dovranno essere effettuati interventi viabilistici relativi agli accessi, per facilitare l’eventuale flusso autoveicolare lungo le vie Fabio Massimo (da allargare rinunciando ad un tratto della parte di GFU confinante) e Sant’Arialdo, prevedere una uscita della tangenziale est nelle vicinanze (è in previsione l’abbattimento del cavalcavia Corvetto) ed in ogni caso la realizzazione di un breve tratto di strada che, dalla stazione di servizio nei pressi della stazione M3 Porto di Mare, consenta l’accesso all’area dei concerti all’aperto.

 

CONCLUSIONI

Il senso dell’iniziativa: aprire un dibattito costruttivo, aperto e realmente partecipativo, sul destino di quest’area, che necessita di qualcosa di più che non una pianificazione sulla carta, e neppure di “rammendi”, o concessioni pluriennali di edifici degradati, ai limiti dell’abitabilità, senza fognature né allacciamenti regolari, spesso con importanti presenze di amianto, come sembra preferire l’attuale Amministrazione Comunale.

Senza una visione ed una pianificazione complessiva non si attirano capitali ed investitori per far rivivere una delle più grandi aree degradate di Milano, città con una crescente  vocazione internazionale e di modernità, che qui non è per nulla rappresentata.

Conclude Bruno Cappuccio, coordinatore di Visioni Urbane

Noi ci speriamo. E con questo regalo che facciamo a Milano, vogliamo anche in qualche modo rendere a Milano quello che ci ha donato nei lunghi anni del nostro essere milanesi, nati o importati, sia in termini di opportunità che di servizi.

Bruno Cappuccio, di professione consulente di direzione aziendale, coordinatore di “VISIONI URBANE”, un “salotto visionario” di “volontariato attivo, creativo e partecipativo”, composto da professionisti di diverse provenienze, competenze ed esperienze lavorative, che si sono riuniti per offrire a Milano, idee, proposte e progetti di sviluppo per la città.

 

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.