In mostra a PALAZZO REALE, una piccola guida alla pittura di TIZIANO 

Tiziano torna a Milano con 14 opere. Ecco una mini guida per scoprire uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano

credits: wikipedia - Autoritratto Tiziano

Dopo la gradita comparsata dell’Annunciazione napoletana ai chiostri di Sant’Eustorgio, Tiziano torna a Milano con 14 opere in una collettiva sul ‘500 veneto e, in particolar modo, sulla figura della donna.
Ma chi è, da un punto di vista squisitamente pittorico, Tiziano Vecellio? Cosa ha reso grande questo delicato poeta del colore? E soprattutto, come fa colui a cui piace la bellezza – ma non ha avuto la fortuna di potersi formare adeguatamente sulla storia dell’arte – a godere della pittura veneta del ‘500? Per voi, una piccola guida.

in mostra a PALAZZO REALE, una piccola guida alla pittura di TIZIANO 

# Breve biografia dell’artista

credits: wikipedia – autoritratto tiziano

Poche parole sulla sua vita (parafrasando Longhi, quando si parla di pittura i dati biografici sono quasi irrilevanti): non sappiano di preciso quando è nato (tra il 1488 e il 1490) ma morirà nel 1576 a Venezia dove trascorre gran parte della sua vita. Il grosso della sua formazione avviene nella bottega dei Bellini ma la svolta (e tra poco vedremo il perché) avviene con l’incontro con Giorgione.

# Lo stile di Tiziano

credits: wikipedia – Pietà (Giovanni Bellini Brera)

Finalmente parliamo di pittura! Un passo indietro e partiamo dalla Pietà di Giovanni Bellini a Brera, dove una luce calda tendente all’ocra permea il mondo intero – dal corpo di Cristo alle colline sullo sfondo – e ammorbidisce persino il marmo sul quale poggia la mano del Redentore, e iniziamo a parlare di pittura tonale (e qui l’incontro con Giorgione) e tonalismo (un -ismo, appunto; un’estremizzazione di un concetto che vediamo nel Tiziano più maturo e poi in El Greco fino a Cézanne). Il tripudio di colore puro del Rinascimento fiorentino (prendiamo un dipinto di Raffello qualsiasi), dove la natura del rosso è rossa, e la natura del blu è blu e via dicendo; nella scuola veneta cinquecentesca appare smorzato e uniformato dalla luce: la luce che altera il colore, lo sfuma velatura su velatura, e ne definisce appunto il tono col suo riverbero che si rende palpabile nell’aria.


# La pittura tonale

credits: wikipedia -Assunta di Santa Maria Gloriosa dei Frari

Osserviamo ora la monumentale Assunta di Santa Maria Gloriosa dei Frari e vediamo come dalla terra al Padre Eterno, questa luce dorata “uniforma” le nuvole con le carni del coro degli angeli, e le vesti della Vergine coi volti bruni degli astanti. La pittura tonale è appunto un’indagine scrupolosa sull’impatto che la luce ha sui colori e i loro riflessi.

Inutile dire che qualcosa che per i nostri occhi non ha nulla di nuovo – si pensi alla fotografia nel cinema ma anche ai filtri di Instagram – ha rappresentato una rivoluzione le cui conseguenze arrivano fino all’Impressionismo e, per citare un esempio ancor più recente, al periodo blu di Picasso.

# Il mondo poetico e concettuale del pittore

credits: wikipedia – Pietà Tiziano

Ma in Tiziano, così come in Rembrandt o in Rubens, la poesia del vero (il colore puro è parte di un linguaggio convenzionale, ogni colore è definito dalla luce) è al servizio di una intellettualizzazione della realtà. 

 
Vediamo appunto l’ultima opera di Tiziano: la Pietà delle Gallerie dell’Accademia. Sul palcoscenico è rappresentata la tragedia e, a differenza della prima Pietà che abbiamo visto, il dolore regna supremo – c’è, in effetti, una pestilenza in corso a Venezia – e il mondo è qui ridotto a un monocromo; è giusto una punta di colore nelle vesti della Vergine, della Maddalena e dell’uomo di destra (Giuseppe di Arimatea? Nicodemo?) a suggerirci che non stiamo osservando un gruppo scultoreo, ma persino quelle che sono in effetti sculture (il Mosè a sinistra e la Sibilla di destra) esprimono in un ossimoro, un dolore vivo, animato e tumultuoso. Infine, la fiaccola dell’angelo dalle ali ombrose non emana altro che una luce grigia, morta.
Un tonalismo il cui grigio accomuna materiale e immateriale desaturando la realtà fino, come detto sopra, alla quasi monocromia in un’esaltazione della tragicità.

# Tiziano a Milano

credits: wikipedia – San Girolamo penitente

Riepilogo della presenza di Tiziano nelle permanenti milanesi:



  • Ritratto di vecchio armato, 1535 circa, olio su tela, 65×58 cm, Milano, Pinacoteca Ambrosiana
  • Ritratto del conte Antonio Porcia, 1535-1540 circa, olio su tela, 115×90 cm, Milano, Pinacoteca di Brera
  • Ritratto del signore d’Aramont, 1541-1543 circa, olio su tela, 74×70 cm, Milano, Pinacoteca del Castello Sforzesco
  • San Girolamo penitente 1552, olio su tela, 235×125 cm, Milano, Pinacoteca di Brera
Per approfondire il pittore, ecco na serie di testi alternativi al catalogo della mostra:
  • Tiziano – I.G. Kennedy, Taschen 2006
  • Tiziano – A. Chastel, Abscondita 2013
  • Tiziano. Problemi di iconografia – E. Panofsky, Marsilio 1992
 

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MARCO LAGOSTENA

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