🔴 APP, test rapidi, rete scienziati: l’ITALIA è PRONTA per frenare i contagi. Manca solo il SI del Governo

Le imprese e gli scienziati italiani scendono i campo al servizio del Paese, con applicazione tecnologiche di tracciamento, test rapidi e sistemi di laboratori integrati

Foto: Andrea Cherchi (c)

Mentre il governo è impegnato a emanare decreti sempre più stringenti sulle libertà personali per contenere il contagio da Covid-19, non escludendo ulteriori inasprimenti e sanzioni da ieri portate fino ad un massimo di € 3.000 per chi non rispetta le regole, la parte innovativa del Paese sta mettendo in campo idee e soluzioni concrete che potrebbero agevolare a risolvere rapidamente l’emergenza che al momento non vede una data certa all’orizzonte. Test con tamponi a tappeto e tracciamento dei contagiati sono i fattori chiavi per adottare un metodo che ha funzionato per arginare il virus in Paesi come Corea del Sud, Singapore e Taiwan.

APP, kit per tamponi in 1 ora, rete di scienziati: l’Italia è PRONTA per frenare il contagio. Manca solo il SI del Governo

#1 Da Vetrya presentata al governo Pj19, l’app per tracciare a livello nazionale la diffusione e correlazione sugli individui del Covid-19

L’applicazione per smartphone sviluppata da Vetrya, gruppo italiano quotato alla Borsa di Milano e leader nello sviluppo di servizi, piattaforme e soluzioni digitali, che ha risposto a ‘Innova per l’Italia’ un’iniziativa proposta dai ministri per l’innovazione tecnologica, quello per lo sviluppo economico e quello per l’università e la ricerca scientifica per supportare la struttura del commissario straordinario per l’emergenza coronavirus.

Funziona utilizzando i dispositivi mobile e un sistema di mapping basato su l’intelligenza artificiale, per ricavare correlazioni tra individui e fornire alle strutture competenti l’andamento del Covid-19, consentendone un’analisi dettagliata sulla base dati in tempo reale e permettendo di tracciare i contaminati che si incontrano e ricostruire il percorso.

Vetrya, la società con sede a Orvieto (TR) che coordina il progetto tecnologico si è avvalsa del supporto del Cnit, il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni che consorzia 37 università̀ italiane e 8 unità di ricerca presso il nostro Cnr con lo scopo di tutelare al meglio il rispetto della privacy e le esigenze di protezione dei dati degli italiani.

Fonte: Adkronos

#2 Il kit per fare test sui contagiati in 60 minuti in arrivo ad aprile

L’App diventa così l’ultimo tassello di un processo che, grazie ad imprese italiane, risulta ora completo e pronto per essere utilizzato. L’altro problema, oltre al tracciamento dei dati, era infatti quello della difficoltà e della lentezza nell’eseguire i test utilizzando la modalità dei tamponi che sta creando problemi nell’avere l’esatto conto dei contagiati da coronavirus sia che siano asintomatici che sintomatici. Il timore diffuso è che i contagiati reali siano esponenzialmente di più di quello che i bollettini quotidiani della protezione civile riportano col rischio di avere molte persone che rischiano di contagiare familiari, medici o personale di farmacie o supermercati.

La società piemontese Diasorin Group Spa ha risolto questo problema con un kit per test che fornisce riscontro in soli 60 minuti, da distribuire alle strutture di triage esterne agli ospedali, basato sull’analisi molecolare del sangue. Il kit di analisi, approvato già dalla Food and Drug Administration e in approvazione in Italia, è ora ai nastri di partenza per verificare la presenza del Covid-19 in almeno 100.000 persone in brevissimo tempo, un numero già maggiore rispetto a quello delle persone sottoposte a tampone dalla Lombardia in un mese.

Leggi anche: Pronto TEST per verifica positività da Coronavirus IN 60 MINUTI: l’Italia potrebbe seguire il modello Corea del Sud

#3 Una rete di laboratori in tutta Italia per analisi

Gli scienziati italiani, infine, si sono messi a disposizione per creare una rete di laboratori di analisi che funga da “mega laboratorio” per il Paese. In un lettera inviata al Presidente del Consiglio e alle Regioni 290 scienziati con competenze di biologia molecolare e biotecnologie, con il consenso compatto della maggioranza dei direttori degli IRCCS e dei principali Istituti di Ricerca Biomedica si sono proposti di offrire un sistema di laboratori a rete diffuso in maniera capillare senza ulteriori costi di personale e attrezzature per non aggiungere ulteriori aggravi per la spesa pubblica sanitaria.

Consci che in Italia c’è la necessità di dover fare più controlli sanitari possibili sui cittadini, onde evitare che la crescita del contagio diventi impossibile da fermare, perchè “le attuali strategie di contenimento basate sulla identificazione dei soli soggetti sintomatici non sono sufficienti alla riduzione rapida della estensione del contagio” sono pronti a mettere in campo tutte le “risorse intellettuali e competenze tecnologiche di alto livello” di cui sono dotati.

Fonte: Il Sole24ore

L’Italia ha chiamato. L’Italia delle aziende e della scienza ha risposto. Ora manca solo il via libera dell’Italia istituzionale. 

FABIO MARCOMIN

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