Il “paese più SFORTUNATO d’Italia”

Noto come il paese "innominabile". Dicono sia il paese più sfortunato d'Italia, vediamo perchè e come ha saputo trasformare la maldicenza in un fattore di successo

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Credit: @antonio.mormando.photographer

Voldermort in Harry Potter non è l’unico il cui nome non può essere nominato, in provincia di Matera esiste infatti un paese anche noto come il paese “innominabile”.

Si chiamo Colobraro e tutti dicono sia il paese più sfortunato d’Italia, vediamo perchè.

Il “paese più SFORTUNATO d’Italia”

# Un piccolo paese in provincia di Matera

Credit: @girastrittue.colobraro

Colobraro è un piccolo paese in provincia di Matera, in Basilicata, che conta meno di 2000 abitanti. É un caratteristico centro agricolo dell’Appennino lucano situato nella valle del fiume Sinni e sorge sulle pendici meridionali del Monte Calvario.

Grazie al suo paesaggio completamente arroccato su uno sperone, Colobraro offre al visitatore la vista su un panorama mozzafiato.

Il nome pare derivi dal latino “colubarium”, un termine che indica un territorio pieno di serpenti, definizione azzeccata se pensiamo al paesaggio selvaggio e arido che circonda il paese.

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# “Quel paese”

Credit: @enzaspartaco

Nei paesi vicini, Colobraro è chiamato in modo scaramantico “Quel paese”.

Ciò a causa della presunta innominabilità della parola “Colobraro” per la credenza superstiziosa che anche la sola evocazione del nome porti sfortuna.

Sono due gli aneddoti che intrecciano la storia di Colobraro alla sfortuna, rendendolo così il paese dal nome innominabile.

#1 La caduta del lampadario

La leggenda narra che verso la fine degli anni Cinquanta un noto avvocato di Colobraro vinceva tutte le cause attirandosi l’invidia dei colleghi, i quali iniziarono a raccontare che il successo dell’avversario derivasse dal patto che questo aveva stretto con il diavolo.

Nel giorno in cui fu inaugurato il Tribunale di Matera, la prima causa vide protagonista proprio l’avvocato di Colobraro, don Virgilio, che durante la sua arringa disse: “Se non dico la verità, possa cadere questo lampadario”.

A quanto pare il lampadario cadde davvero, uccidendo i malcapitati che
avevano messo in dubbio le sue parole.

Da quel momento l’episodio dell’avvocato diventò un marchio di iella per l’intero borgo.

A dire il vero questa non può neanche essere considerata una leggenda dato che ci sono i documenti di quel giorno. Ma la storia di Don Virgilio non è l’unica a confermare la sfortuna del paesino.

#2 Il viaggio di Ernesto de Martino

La prima volta che Ernesto de Martino, antropologo e storico italiano, mise piede a Colobraro imboccò la strada sbagliata e il borgo gli apparve cupo e inquietante.

Il famoso antropologo visitò il paese nel 1952 e successivamente nel 1954 e riferì di essere stato protagonista di episodi sfortunati insieme al suo gruppo di ricerca.

La sua testimonianza non fece altro che consolidare la fama sfortunata che il paese aveva già. Da allora per tutti i lucani è semplicemente «Quel paese».

# Colobraro oggi: trasformare una maldicenza in un fattore di successo

Credit: @roberto_segato_

Questo borghetto è riuscito a fare di questa nomea la sua forza.

Dal 2010 ha trasformato le maldicenze in un evento di successo dal titolo “Sogno di una notte a Quel Paese”, durante il quale, ironizzando sulle storie sfortunate che accompagnano da decenni il paese, il visitatore è guidato lungo un percorso alla scoperta di questo borgo divertente e affascinante.

Questo spettacolo teatrale, scritto da Giuseppe Ranoia, ha trasformato la favola nera in una grande opportunità per il territorio e viene riproposto ogni anno precisamente tutti i martedì e venerdì di agosto (salvo imprevisti).

Nonostante questo ancora oggi alcuni abitanti delle località vicine per riferirsi a Colobraro dicono “Quel paese là'”, perché anche solo nominarlo potrebbe portare sfortuna.

Che siano storie reali o solo leggende, Colob…..quel paese là (sempre meglio essere prudenti) è sicuramente un borgo molto bello che porta il visitatore in un mondo fatto di storie affascinanti.

 

Continua la lettura con: Il BORGO più BELLO d’Italia si trova a UN’ORA da Milano

ARIANNA BOTTINI

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Arianna Bottini
Classe 1998, mi sto laureando in Scienze psicosociali della comunicazione. Sono alla ricerca del mio posto nel mondo; nel frattempo viaggio, leggo, cucino e compro piante.