Villa Scheibler, la PICCOLA VERSAILLES di Quarto Oggiaro

A Quarto Oggiaro sorge Villa Scheibler, una dimora storica costruita nella seconda metà del Quattrocento ed ampliata successivamente che, per la sua struttura e le sue sembianze, è stata soprannominata la Piccola Versailles.

Da riserva di caccia di Ludovico il Moro al declino

La Villa, che prende il nome dai suoi ultimi proprietari, fu progettata come casino di caccia per Ludovico il Moro, che amava perdersi in battute di caccia nel territorio circostante, un’area ricca di boschi e di acque (tra cui il torrente Pudiga, affluente del Nirone) che oggi è nota come Parco di Villa Scheibler.

Dal XVI secolo alla metà del XVII secolo, la casa padronale, circondata dai fabbricati legati all’attività agricola, appartenne ai Del Maino, che coltivarono il fondo a foraggio e vite.
Nella seconda metà del XVII secolo e fino alla fine del XVIII secolo, la proprietà passò ai nobili milanesi Longo, che ampliarono il fondo agricolo e rividero la struttura della casa, abbellendo le facciate con due ordini di finestre, costruendo la sopraelevazione centrale e lo scalone che porta al piano nobile e aprendo il portico su colonne ancora visibile oggi.

Insomma, nel tempo, con l’aggiunta nella zona nord orientale di un nuovo corpo di fabbrica lungo e stretto che terminava con l’originaria chiesa SS. Vitale e Agricola, dalla configurazione a L della pianta più antica, la forma diventò definitivamente a U.
Dopo un passaggio ai Melzi-Nazenta, nel XVIII secolo gli Scheibler divennero proprietari della dimora, che designarono a residenza di campagna.

Dopo essere stati ceduti alla Società Anonima Quartieri di Vialba, che ne fece un allevamento del baco da seta, nel 1926, villa e parco furono acquistati dal Comune di Milano, che convertì parte dell’area verde in vivaio comunale. Il parco divenne accessibile al pubblico alla fine degli anni Settanta, prima di cadere nel degrado più totale insieme agli edifici che sorgevano al suo interno, tra cui un’area destinata a scuderia e una chiesa.

Il recupero

Nel 2000, la villa viene inserita nel progetto presentato dal Comune di Milano al concorso europeo “Urban II”, incentrato sulla valorizzazione delle periferie nord-ovest e sul recupero di strutture di elevato valore storico e monumentale. Il progetto, avviato nel 2006 con un cofinanziamento per il 75 per cento dell’Unione europea e dei fondi di rotazione dello Stato e per il 25 per cento del Comune – finanziamenti integrativi sono poi stati ottenuti nell’ambito di un accordo tra Comune, Regione, Provincia, AEM e ALER – prevedeva l’utilizzo della villa come centro di servizi per la valorizzazione socio-economico dell’area, servizi informativi del centro per l’impiego, spazi espositivi.

Grazie all’intervento di ristrutturazione, sono stati recuperati sia la villa sia il parco, abbellito da una fontana a quattro vasche, da un itinerario botanico e da una piazza dei fiori. L’area è aperta al pubblico e vengono organizzate visite guidate gratuite in compagnia delle GEV (Guardie ecologiche volontarie) del Comune.

Villa Scheibler viene utilizzata per eventi e ricevimenti: è una delle dimore di SposaMi, un servizio di wedding planner low cost organizzato dal Comune di Milano nel 2017, con servizi a prezzi calmierati e una forte inclinazione sociale.

Il passaggio segreto

Nel Parco di Villa Scheibler si trova anche Villa Caimi, una dimora settecentesca nata come casa di campagna di una ricca famiglia milanese (i Caimi) che da decenni risulta in stato di abbandono, nonostante siano stati presentati svariati progetti di recupero. Sembra che, un tempo, Villa Scheibler e Villa Caimi fossero collegate da un passaggio sotterraneo.

Come arrivare a Villa Scheibler:
tram 3, 14
autobus 57, 40

VALENTINA SCHENONE

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