The Quiet Space, lo spazio vuoto dove stare in silenzio: sarebbe utile anche a Milano?

Molti luoghi a Milano si presterebbero a una iniziativa del genere

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Nella capitale tedesca, per due settimane, è stato aperto uno spazio singolare. Un luogo dove non si poteva parlare, telefonare o mangiare. Chi entrava trovava solo il silenzio e l’architettura essenziale di un edificio industriale.

# The Quiet Space: l’ex centrale elettrica svuotata di scenografie e installazioni per lasciare spazio al silenzio

tresor.foundation – Quiet Place

Dal 1º al 17 agosto 2025 lo spazio del Kraftwerk Berlin, ex centrale elettrica riconvertita a luogo culturale, è stato dedicato all’iniziativa The Quiet Space, promossa dalla Tresor Foundation. La struttura, svuotata da scenografie e installazioni, è stata lasciata nella sua essenzialità di cemento e acciaio, accessibile gratuitamente a chiunque volesse entrare. L’ingresso era gratuito e senza prenotazione, con l’obbligo di rispettare tre regole essenziali: non parlare, non telefonare, non mangiare. L’obiettivo era offrire un’oasi di calma in una città spesso percepita come frenetica, creando un’esperienza insolita e temporanea in pieno centro urbano.

# I benefici dell’esperimento

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Il progetto, chiuso il 17 agosto, ha dimostrato come uno spazio urbano possa essere trasformato in un rifugio silenzioso senza bisogno di aggiungere contenuti. Per due settimane i visitatori hanno potuto sperimentare la sospensione dei rumori e degli stimoli, trovandosi davanti a un grande vuoto architettonico.

tipberlin IG – Quiet Place

Nessun programma di eventi, nessuna attrazione turistica, solo la possibilità di abitare il silenzio. L’esperienza ha evidenziato la crescente necessità di pause percettive nei contesti urbani contemporanei, dove la continua attività culturale, sociale ed economica rende sempre più difficile sottrarsi al rumore di fondo che accompagna la vita quotidiana.

# Sarebbe utile anche a Milano?

cascinaromacreativehub IG – Base Milano

Un’iniziativa simile potrebbe trovare spazio anche a Milano. La città è tra le più rumorose d’Europa a causa del traffico intenso, dei cantieri diffusi e della movida serale che anima quartieri interi. È anche una città affollata, dove vie, piazze e spazi pubblici sono costantemente popolati, e appare priva di momenti di sospensione, con un calendario di eventi e attività che non conosce interruzioni. Per questo motivo un luogo del silenzio, aperto e gratuito, potrebbe avere un impatto concreto. Potrebbe essere ospitato in chiostri storici, ex aree industriali o padiglioni poco utilizzati, diventando un’occasione per introdurre una dimensione rara ma necessaria nella metropoli più frenetica d’Italia. Tra gli spazi già pronti potrebbero esserci l’Hangar Bicocca o Aria (l’ex Macello). Senza considerare gli spazi in attesa di riqualificazione. O, ancora più suggestivo, si potrebbe organizzarlo in uno dei cantieri bloccati dall’inchiesta sull’urbanistica. 

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Spunto: tipberlin IG

Continua la lettura con: Il borgo del silenzio

FABIO MARCOMIN


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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.

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