Manifesto

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UN NUOVO MODELLO DI SOCIETÀ PER I PROSSIMI 100 ANNI DI STORIA
Vivaio è un’associazione che mira a trasformare in realtà progetti apparentemente impossibili. Uno di questi progetti nasce dalla domanda: può Milano proporre un modello di società ideale per tutta Europa?
Così a partire dai primi mesi del 2015 vivaio ha avviato un percorso per definire un progetto di città ideale.
Il progetto ha preso il nome di Milano città stato per indicare un modello di gestione autonoma delle risorse che risponda alle mutate esigenze della società. È l’idea di costituire un laboratorio che sperimenti su base locale soluzioni replicabili su scala nazionale.
Mesi di lavoro progettuale hanno portato alla luce alcuni punti condivisi da chi ha partecipato ai lavori, a prescindere dal proprio orientamento politico. Come primo punto, parlando di città stato intendiamo chiarire i fondamenti filosofici di questa idea.

PERCHÉ MILANO CITTÀ STATO?
Perché occorre porsi dei limiti per poter crescere. Una città stato è un luogo che presenta una linea di demarcazione molto netta rispetto a ciò che sta fuori ed al suo interno può amministrarsi in modo autonomo. In particolare per città stato di Milano intendiamo uno spazio più virtuale che fisico, dove i cittadini gestiscono il bene comune per sviluppare un sogno comune.

QUAL È IL SOGNO DI MILANO CITTÀ STATO?
Dare la possibilità a ognuno di esprimersi secondo le sue inclinazioni, facendo al contempo crescere la comunità di cui fa parte. Noi crediamo che il punto primo di una società sia quella di favorire la crescita e la realizzazione dei suoi membri, in ogni aspetto della loro esistenza. Una società è ottimale se in ogni momento offre opportunità ad ognuno di fare un passo avanti negli affetti, negli affari, nella crescita personale, nella cultura, nella propria formazione e così via. Credere nella realizzazione degli individui come valore fondante di una società significa considerare il benessere degli altri come una parte fondamentale della propria realizzazione. Nessun individuo può sentirsi realmente realizzato se non prova piacere a migliorare l’ambiente di cui fa parte, da casa sua alla città, fino a spingersi a orizzonti sempre più grandi.

TRE FATTORI DI FORZA DI MILANO CITTÀ STATO?
1.Confine. Milano città stato è il luogo dell’avanguardia, uno spazio in espansione dove poter sviluppare la creatività misurando direttamente i risultati delle proprie azioni, in modo da renderle replicabili in altri luoghi.
2.Identità. A Milano città stato i cittadini perseguono la loro realizzando aiutandosi l’un l’altro e per questo hanno bisogno di avere un’identità superiore per muoversi in modo armonico verso un fine condiviso. Identità è senso civico e consapevolezza delle proprie capacità e delle proprie responsabilità, identità è capacità di sognare individualmente e collettivamente.
3.Diversità. Milano città stato è luogo di attrazione delle capacità. Dando un’identità collettiva a chi entra, i diversi si sentono a casa. Tutti quelli che arrivano portano ricchezza con la loro diversità, ma hanno in comune il fatto di condividere lo stesso sogno.

QUALE È LA VISIONE?
E’ di prendere le caratteristiche migliori del mondo, coltivarle a Milano e riportarle nel mondo. Milano città stato vuole prendere il meglio di tutto il mondo è concentrarlo in un solo luogo. E’ una lente dell’intelligenza, un concentrato di intelligenze in uno spazio virtuale che fa esplodere nuove idee  che si diffonderanno nel mondo.

COME SI PUÒ ATTUARE?
Si attua perché i cittadini la vogliono costruire, e il fatto di costruire un progetto insieme crea identità, che è quello che manca anche all’Italia dove non si riesce a creare un progetto unitario.

QUALI SONO I RIFERIMENTI FILOSOFICI DI MILANO CITTÀ STATO?
L’ambizione più grande di Milano è di contribuire a un processo di rinnovamento radicale per tutto il mondo occidentale. Le società moderne si sono costituite sui tre fondamenti della rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fratellanza. La società moderna riconosce che l’individuo deve essere libero, deve avere uguali diritti e deve vivere in fratellanza con gli altri. Concetti che oggi sembrano ovvii ma così non erano nelle società precedenti alla rivoluzione francese dove il destino delle persone era vincolato alla condizione di nascita, alle scelte della casta dominante in un mondo dove il conflitto era la regola.
Libertà, uguaglianza e fraternità hanno costituito i fondamenti della società occidentale negli ultimi due secoli, hanno ispirato l’evoluzione civile ma paradossalmente hanno portato anche una degenerazione della nostra civiltà.
Due secoli sono tanti e crediamo sia giunto il momento di affermare un aggiornamento dei principi fondanti del nostro vivere, aggiornamento che tenga conto delle nuove necessità imposte dallo spirito contemporaneo.
I tre principi fondanti di Milano città stato  saranno questi:

Libertà e responsabilità.
Uguaglianza e diversità.
Fratellanza e Identità.

Se si vuole evolvere occorre inserire degli elementi in apparente contraddizione.
La libertà senza limiti ha generato soprusi e abusi, sconfinando in aggressività e arroganza. Così la rivoluzione francese è nata in un mondo che soffriva per la mancanza di libertà così la società attuale soffre per l’eccessiva libertà. La libertà senza limiti può portare alla distruzione delle risorse del pianeta, all’aggressione per accaparrarsi ogni ricchezza, può portare al concentramento in poche mani delle grandi ricchezze del mondo. Ma non basta. La libertà illimitata può generare anche il suo contrario, con controlli dell’autorità che per arginare gli eccessi possono limitare fortemente la libertà gli individui.
Per arginare ogni degenerazione si deve introdurre il concetto di responsabilità accanto a quello di libertà. Responsabilità significa che l’individuo deve pagare il prezzo della propria libertà, attraverso la piena responsabilità delle sue azioni. Responsabilità nei confronti degli altri e della società nel suo complesso. Tanto maggiore sarà la libertà esercitata tanto maggiore sarà la responsabilità verso il resto della società: chi ha più dovrà dare in termini di contributo alla crescita e alla libertà della società.
Allo stesso modo il concetto di uguaglianza portato in eccesso ha generato un altro problema storico delle società contemporanee: l’omologazione. L’omologazione è la degenerazione dell’uguaglianza: si è talmente uguali da perdere ogni diversità. Ma la diversità è ciò che arricchisce la nostra società e perdere la diversità è un danno individuale e sociale.
E’ il momento di introdurre la diversità come valore fondante accanto a quello dell’uguaglianza.
Puoi accedere alla diversità se c’è uguaglianza. Una volta che si è affermata l’uguaglianza nei diritti è giusto che ci sia la diversità. Mentre prima la diversità era basata sui privilegi, una diversità basata sull’uguaglianza arricchisce la società.
La fratellanza ha introdotto il concetto del vivere assieme, in armonia con agli altri. Considerare gli altri come propri fratelli ha affermato il diritto a vivere in pace, abiurando conflitti e guerre che prima della rivoluzione francese erano la condizione normale della società occidentale.
Ma anche la fratellanza ha bisogno di un’evoluzione, di una maturazione attraverso l’inserimento di un’apparente contraddizione: l’identità. La fratellanza è una valore autentico se è fondata da individui liberi, diversi e autentici, individui che vivono in fratellanza proprio perché nella fratellanza possono realizzare più pienamente se stessi. Fratellanza senza affermazione dell’identità individuale significa frustrazione e alienazione, che porta la fratellanza ad essere una manifestazione di ipocrisia e a degenerare in conflitti contro gruppi contrapposti al proprio.

COME SARÀ LA GESTIONE DI MILANO CITTÀ STATO?
Nella storia si hanno due modelli di società.

Modello 1
Società Autoritarie
Modello 2
Società Democratiche
I tempi sono maturi per l’introduzione di un nuovo modello:
Modello 3
Società Partecipative

Tra un modello e l’altro cambia la velocità di comunicazione. Milano città stato sarà il primo esempio di modello 3, di società partecipativa.
Società partecipativa significa che il valore dell’individuo è in base alla sua partecipazione alla città. La partecipazione si guadagna sulla base del contributo che si dà alla città.
Di conseguenza compito principale dell’amministrazione è di valorizzare chi agisce nell’interesse comune: promuovere l’orientamento spontaneo dell’individuo verso il bene degli altri come logica conseguenza della sua realizzazione individuale.
In un mondo tecnologicamente avanzato si può avere il feedback immediato della bontà di ogni azione.
Nella città stato le regole non sono una limitazione ma un modo di espansione delle possibilità, sono basate sul principio di rendere più semplici e facilitare i rapporti tra gli individui.
Milano città stato fa assistenza ma non assistenzialismo: sa prendersi cura dei suoi cittadini meglio del governo centrale, perché è più vicino al cittadino.
In città stato giovani e anziani devono partecipare in modo attivo, non in modo corporativo per tutelare interessi di giovani o anziani, ma per promuovere il benessere di tutti.
L’autorità ha come primo compito quello di aiutare: a Milano città stato l’autorità è un amico, non un nemico dei cittadini. I cittadini non sono sudditi ma proprietari del bene comune e la pubblica amministrazione non può avere come principio quello di funzionare drenando le risorse dei privati ma l’opposto: deve essere finalizzata alla creazione di valore per il cittadino.
Nell’epoca dei social c’è già una partecipazione attiva degli individui, dove ognuno è protagonista delle sue idee e premiato dagli altri sulla base del contributo delle sue idee.
La preminenza di un bene comune condiviso e l’affermazione di un modello partecipativo porta al superamento del concetto del partito. In una società evoluta il partito diviene una forma di stupidità perché ghettizza, divide, e spinge ad essere partecipi degli interessi della propria parte invece che degli interessi della città. Fare per “partito preso” significa agire irrazionalmente senza pensare se è giusto e sbagliato ed è così che di fatto agiscono ormai i partiti tradizionali: è un modo di vivere l’azione sociale in modo fondamentalista, senza spirito critico, esattamente come nell’ortodossia religiosa.
Nella società partecipativa la rivoluzione è un processo continuo: per questo motivo Milano città stato è un progetto aperto che si svilupperà in modo autonomo rispetto alla politica, attraverso liberi cittadini che porteranno all’attuazione dell’idea con i loro progetti e con la loro azione.