Udine: si sperimenta RE-START, la tecnologia per far tornare gli spettatori nei GRANDI EVENTI

In attesa che il Covid scompaia può arrivare in soccorso la tecnologia. Come quella che verrà sperimentata a Udine a partire dal 28 febbraio. Vediamo di che si tratta. 

credits: infooggi.it. Evento di archivio

Tra i settori più colpiti dalle misure anti Covid ci sono i grandi eventi. Concerti, spettacoli o appuntamenti sportivi. L’assenza di pubblico crea danni economici e toglie anche il piacere per chi ama godersi gli eventi dal vivo. In attesa che il Covid scompaia può arrivare in soccorso la tecnologia. Come quella che verrà sperimentata a Udine a partire dal 28 febbraio. Vediamo di che si tratta. 

Udine: si sperimenta RE-START, la tecnologia per far tornare gli spettatori nei GRANDI EVENTI

# La tecnologia per riaprire gli stadi

E’ passato un anno, ormai, da quando la pandemia ha bloccato improvvisamente i campionati di calcio e in sostanza tutte le attività sportive, sia in Italia che all’estero. Lo stesso Covid-19 ha poi costretto le varie federazioni a dover gestire le competizioni, a tutti i livelli, seguendo severi protocolli dettati da ISS e dalle varie istituzioni preposte, al fine di evitare i contagi.


E così, dopo alcuni mesi senza sport, nemmeno in TV, i vari campionati sono ripresi, ma l’emergenza sanitaria in corso ancora non ha permesso, sostanzialmente a nessuno, di entrare allo stadio da spettatore per seguire le partite di calcio dal vivo.

# Il Progetto Re-start: un sistema tecnologico per mantenere un distanziamento di sicurezza tra gli spettatori

Dacia
Lo stadio Dacia Arena di Udine

La speranza arriva, in anteprima domenica, 28 febbraio da Udine: allo stadio DACIA ARENA si disputerà il match Udinese-Fiorentina, in occasione del quale L’Udinese Calcio, ha deciso di fa partire il primo test del progetto RE-START, sulla scia della riapertura parziale degli stadi annunciata per il 17 maggio in Inghilterra, al fine di favorire la riapertura in sicurezza degli stadi.

Il test, studiato insieme all’advisor della società Infront, prevede che i 350 addetti ai lavori, abitualmente presenti alla Dacia Arena nei giorni di partita, saranno dotati di un dispositivo tecnologico ideato dal gruppo “Be Shaping The Future” che segnala con una vibrazione, a chi lo indossa e agli steward, il mancato rispetto del distanziamento sociale permettendo anche il tracciamento dei contatti all’interno dello stadio, nel pieno rispetto della privacy.



A seguito di questo e di altri test, i prossimi mesi potrebbero vedere finalmente il volta pagina tanto atteso. Rimangono, per il momento, ancora forti dubbi sulla possibilità di aprire gli impianti sportivi al massimo della loro capienza. Tuttavia anche una riduzione del 50%, o giù di lì, sarebbe un risultato particolarmente incoraggiante.

# Udinese Calcio, la pioniera della tecnologia: qui l’avanguardia del VAR

Grazie al progetto, la società vive un momento di piena soddisfazione. Ma non è questa la prima volta in cui Udinese Calcio si impone al fine di sfruttare la tecnologia per proiettare il calcio nel futuro. Ne parla il vicepresidente della società, Stefano Campoccia: “L’innovazione tecnologica applicata al calcio, fa parte del DNA dell’Udinese. Qui ad Udinese, infatti, ci sono sempre state sperimentazioni rivoluzionarie. Come quella che portò all’utilizzo della Goal Line Technology. Fu propedeutica per l’inserimento del VAR. Anche il riconoscimento facciale, testato in occasione della finale degli EURO Under 21 del 2019, è passato da queste parti”.  Campoccia continua, elogiando il presidente della società: “Giampaolo Pozzo ha sempre avuto una grande visione. Udine ha fatto sempre da trampolino di lancio alle innovazioni. Ora ci auguriamo la riapertura totale e in sicurezza degli stadi. La Dacia Arena vuole con forza confermare la propria ambizione e diventare un punto di riferimento nazionale ed internazionale. Vogliamo sperimentare e sviluppare gli strumenti innovativi utili alla riapertura al pubblico”.

Credits: udinesetv.it, mondoudinese.it

Continua a leggere: Lo SCHERMO che INDIVIDUA il Covid in un istante

LUCIO BARDELLE

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social

Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.