Il più antico TEATRO coperto del MONDO

“Grazie al Palladio, l’architettura italiana è diventata ancora una volta universale”

Credits: @teatrolimpicovicenza (YG)

Il Teatro Olimpico è una delle attrazioni più interessanti di Vicenza, la sua importanza è stata riconosciuta anche dall’UNESCO ed è stata inserita nella lista dei patrimoni protetti. Se vuoi scoprirlo, continua a leggere.

Il più antico TEATRO coperto del MONDO

Abbiamo già parlato di Andrea Palladio, figura numero uno dell’architettura veneta. L’urbanista Ottavio Cabiati diceva che “grazie al Palladio, l’architettura italiana è diventata ancora una volta universale”. Un artista famoso non solo per le meravigliose Ville Palladiane che ha regalato al suo territorio, ma anche per la visione che aveva del mondo, per la sua innovazione, e per la sua proficua collaborazione con numerosi enti pubblici, dalla Repubblica della Serenissima al Comune di Vicenza.


Ed è proprio a Vicenza che si trova una delle massime espressioni del genio dell’architetto padovano, il Teatro Olimpico. 

Credits: @teatrolimpicovicenza (YG)

Il Teatro si trova all’interno del Palazzo del Territorio, nel cuore della città, Fino ad allora, il teatro non era un edificio permanente e a sé stante come lo conosciamo adesso: piuttosto, si trattava di una serie di sale o spazi all’aperto temporaneamente adibite alle rappresentazioni. 

Nel 1580 però, l’Accademia Olimpica gli commissiona la realizzazione di quello che diventerà il primo teatro stabile coperto al mondo. Il progetto palladiano si ispira chiaramente alle indicazioni di Vitruvio, rifacendosi alla costruzione dei teatri di epoca romana. Tutto questo per creare una linea di continuità con l’architettura classica che era la firma palladiana. Il classicismo del Teatro Olimpico traspare in diversi dei suoi elementi costitutivi: il monumentale proscenio rettangolare da cui si dipartono sette scene prospettiche in legno ne è un esempio. 



Credits: @teatrolimpicovicenza (YG)

I lavori di progettazione del Teatro Olimpico iniziarono nel 1580, quando fu commissionato dall’Accademia Olimpica, ma il Palladio, che aveva 72 anni all’epoca, morì pochi mesi dopo, e fu quindi impossibile per lui vederne il completamento. Sarà il figlio Silla a curarne l’esecuzione consegnando il teatro alla città nel 1583.

# La storia del Teatro Olimpico

La cerimonia di apertura del Teatro Olimpico si tenne il 3 marzo 1585 e la rappresentazione di “Edipo Re” di Sofocle è entrata nella storia del teatro. La scenografia riproduceva le sette vie di Tebe che si intravedono nelle cinque aperture del proscenio con un sapiente uso della prospettiva. La realizzazione di questa meravigliosa scenografia si deve a Vincenzo Scamozzi. L’effetto è così incantevole e ben riuscito da diventare parte integrante stabile del teatro..

Credits: @teatrolimpicovicenza (YG)

La fama del nuovo teatro si sparge prima a Venezia e poi in tutta Italia suscitando l’ammirazione di quanti vi vedevano materializzato il sogno umanistico di far rivivere l’arte classica. Poi, nonostante un inizio così esaltante, l’attività dell’Olimpico venne interrotta dalla censura imposta dalla Controriforma, e il teatro diventa un semplice luogo di rappresentanza. Bisognerà attendere la metà dell’Ottocento, con le sale appositamente restaurate per l’occasione, prima, e il secondo dopoguerra poi, per la ripresa delle attività artistiche all’interno di un teatro che non ha rivali al mondo.

Credits: @teatrolimpicovicenza (YG)

# Il Teatro Olimpico oggi

Il Teatro Olimpico attualmente può ospitare circa 400 posti ed è diventato un punto di riferimento per la panoramica della cultura e del teatro a Vicenza; le sue attività comprendono rassegne di musica classica e concerti.

Credits: @teatrolimpicovicenza (YG)

Purtroppo, però come gran parte delle attività legate ad arte e spettacolo, il Teatro Olimpico è momentaneamente chiuso al pubblico in ottemperanza con le misure di contenimento della pandemia in atto. 

Fonte: Teatro Olimpico di Vicenza, Paesi Online

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GIADA GRASSO 

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Giada Grasso
Classe 1987, nasco a Catania, vivo a Venezia, e parlo toscano. Per riscattare una parlantina alquanto solida, mi laureo in Comunicazione e mi specializzo in Scienze del Linguaggio. Mi piace viaggiare, anche e soprattutto con la mente, e spaziare tra i più disparati interessi: canto, continuo a studiare lingue che mi stimolino, programmo, leggo libri di neuroscienze e sociologia, medito nel tempo libero, fotografo quando trovo la luce colpire gli oggetti nel modo giusto, pettino una gatta che non vuole saperne di essere acconciata.