M3: 7 CHICCHE che forse non sai sulla METRO dei MONDIALI 

Vediamo 7 curiosità poco conosciute sulla terza linea metropolitana di Milano

Credits Yt - Treno Meneghino Giallo

La prima tratta, Duomo-Stazione Centrale FS, è stata inaugurata per i mondiali di calcio degli anni ’90 ospitati dall’Italia. Vediamo 7 curiosità poco conosciute sulla terza linea metropolitana di Milano.

M3: 7 CHICCHE che forse non sai sulla METRO dei MONDIALI 

#1 La prima linea in Italia ad avere la guida automatica

Credits: wikipedia.org – Duomo M3

La linea gialla è stata la prima in Italia ad avere la guida automatica. Il macchinista, anche se presente in cabina, interviene solo per aprire e chiudere le porte e dare il consenso alla partenza, e gestire le situazioni di emergenza. Il computer di bordo riceve gli input dal sistema, mentre il convoglio viaggia sui binari, e impone il tipo di andamento che deve avere il treno, come velocità, frenata, partenza da fermo e rispetto della segnaletica come avviene nella più recente M5.


#2 Alla fermata Crocetta era prevista una tettoia a forma triangolare e una fontana

Oggi uscendo dalla fermata di Crocetta M3, nella piazzetta-spartitraffico che divide Corso di Porta Romana da Corso di Porta Vigentina, si trova un obelisco con in cima la scultura di un Santo, Calimero. Ma il progetto iniziale era un altro. Secondo il progetto dell’architetto Guido Canella in superficie sarebbe dovuta sorgere una tettoia a forma triangolare con funzione di riparo, con una fontana e una statua.

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#3 Tre stazioni sono state set per film e video musicali

Le stazioni delle linea gialla sono state negli anni anche set per produzioni artistiche. Una scena del film Anni 90 è stata girata alla fermata di Sondrio, quella di Lodi TIBB è stata usata in “Nati Stanchi” mentre Vasco Rossi canta “Siamo Soli” a bordo dei vagoni della M3 al capolinea di San Donato.

#4 La fermata di San Donato non è a San Donato, ma ricade dentro i confini comunali

Nonostante il nome della stazione capolinea riporti il nome del comune di San Donato Milanese è interamente costruita all’interno dei confini comunali di Milano e per questo motivo ricade nella tariffazione urbana. Il territorio comunale di San Donato Milanese si estende a sud-est della via Marignano, a un centinaio di metri di distanza dalla stazione.

#5 A Porto di Mare doveva esserci il nuovo porto di Milano


Agli inizi del Novecento, vista l’inefficienza degli antichi navigli, per la navigazione a motore si era pensato di collocare proprio in questa zona un porto per sostituire la darsena. Nel 1918 si iniziò a scavare il bacino portuale, ma dopo qualche anno i lavori vennero bloccati. Nel 1941 il progetto fu approvato ma i lavori mai ripresi. La stazione è stata denominata Porto di Mare per ricordare quello che doveva essere il nuovo porto di Milano.

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#6 La strana sigla della fermata di LODI T.I.B.B.


In quella che oggi è l’area tra viale Umbria, via Sannio e Piazzale Lodi, c’era un’azienda gioiello di progettazione e costruzione di treni, tram, rotabili ferroviari, impianti di segnalamento e sicurezza. Il suo nome era Tecnomasio Italiano Brown Boveri, oggi cessata perché confluita nella Bombardier Transportation Italy con sede sociale a Roma. Quest’area era stata scelta come sede della fabbrica perché collegabile con lo scalo merci di Porta Romana e infatti la stazione della metro si sarebbe dovuta chiamare Porto Romana FS. Poi per non creare confusione con quella che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Medaglie d’oro, invece di Porta Romana, venne scelto di nominarla Lodi T.I.B.B., a memoria dell’azienda.

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#7 Era prevista una stazione in corrispondenza della Galleria Vittorio Emanuele

Credits: Urbanfile – Stazione Duomo 1983 progetto finale

La linea M3 è stata l’ultima realizzata come previsto dal progetto “Rete delle Linee” dell’Ing. Belloni anche se con alcuni cambiamenti rispetto al tracciato originale. Il più importante è quello della tratta verso sud che, da Duomo avrebbe dovuto passare sotto via Torino e proseguire fino al Giambellino. In questo percorso la linea si sarebbe dovuta inoltrare sotto la Galleria Vittorio Emanuele, con una stazione in corrispondenza, ma con la crescita della consapevolezza nella tutela della storica galleria si scelse di modificare il tracciato spostandolo su via Manzoni e costruire la fermata in fondo a piazza del Duomo.

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FABIO MARCOMIN

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