ROMA è CAPITALE da 150 anni: sarà capace di diventare la CAPITALE del FUTURO?

La città più amata e più odiata dello stivale si trova ad un bivio: andare avanti o tornare indietro?


Il 3 febbraio 2021 sono passati esattamente 150 anni dalla proclamazione di Roma Capitale del Regno d’Italia. Ora è tempo per Roma di guardare al futuro.

Roma città del futuro? E’ lecito farsi questa domanda nell’anno in cui Roma compie i suoi 150 anni da capitale del paese. Un secolo e mezzo che ha fatto la storia non solo di Roma ma dell’Italia tutta. Così nell’anno più strano dell’ultimo millennio, la città più amata e più odiata dello stivale si trova ad un bivio: andare avanti o tornare indietro? Roma è ancora capace di questo ruolo che riveste da così tanto tempo?


ROMA è CAPITALE da 150 anni: sarà capace di diventare la CAPITALE del FUTURO?

# Storia della capitale in poche righe

Era il 20 settembre del 1870 quando i soldati italiani, sotto il comando del Generale Raffaele Cadorna, a partire dalle 4 del mattino sferrarono l’attacco contro le milizie pontificie per entrare a Roma. Pochi giorni dopo la breccia di Porta Pia, un plebiscito popolare sanciva l’annessione di Roma al Regno d’Italia e l’anno successivo, a febbraio, la Città Eterna veniva ufficialmente proclamata Capitale d’Italia. Da allora Roma è stata la immortale protagonista di tanti avvenimenti, primo fra tutti la sua ufficializzazione a capitale del Regno d’Italia, poi ci sono state le trasformazioni urbanistiche per diventare una grande città europea e i suoi abitanti, che nel 1871 erano circa 220 mila, oggi sfiorano i 3 milioni. La conclusione della “questione romana” nel febbraio del 1929 con la sottoscrizione dei Patti Lateranensi fra il Regno d’Italia e la Santa Sede. Le guerre, il fascismo, le deportazioni, la liberazione. Poi l’arte, l’architettura, il cinema e tutto quello che ha contributo a creare nel mondo il mito di Roma.



# “Cosa ne pensate del futuro di Roma?”

In occasione di questo compleanno scrittori, giornalisti, politici, il Papa stesso hanno detto cosa pensano di Roma e come vedono il suo futuro. Primo fra tutti il Santo Padre, straniero ma romano d’adozione, in occasione dell’apertura delle celebrazioni per festeggiare i 150 anni di Roma capitale, ha raccontato una città che ha saputo crescere e aprirsi e che potrebbe avere tutte le carte in regola per proporsi come la città del futuro.

# Per il Papa Roma si deve proporre come “città di tutti”

“In 150 anni, Roma è tanto cresciuta e cambiata – ha detto Papa Francesco – diventando da ambiente umano omogeneo a comunità multietnica, nella quale convivono, accanto a quella cattolica visioni della vita ispirate a altri credo religiosi ed anche a concezioni non religiose dell’esistenza. La città deve essere la casa di tutti” ha insistito il Santo Padre sottolineando come ci sia una domanda d’inclusione scritta nella vita dei poveri e di quanti, immigrati e rifugiati, vedono Roma come un approdo di salvezza. “Spesso i loro occhi – ha detto il Papa – incredibilmente, vedono la città con più attesa e speranza di noi romani che, per i molteplici problemi quotidiani, la guardiamo in modo pessimista, quasi fosse destinata alla decadenza. No, Roma è una grande risorsa dell’umanità!”.  

# Per Mattarella Roma ha bisogno di un sostegno nazionale

 “Per la città serve sostegno nazionale”. Roma può dare tanto allo sviluppo del paese. Con questa consapevolezza la comunità nazionale deve assicurare il sostegno necessario affinché le funzioni della capitale siano svolte al meglio e creino così vantaggi per l’intero sistema. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in chiusura del suo messaggio per i 150 anni di Roma Capitale.

# “Roma appartiene a tutti”

Anche Maurizio Molinari, giornalista, direttore di Repubblica, sembra avere speranze per questa città che afferma “appartiene a tutti. A chi ci ha vissuto e a chi ci vive ancora. A chi l’ha amata e a chi se n’è sentito tradito ma è tornato a esserne innamorato più di sempre”. Una “città immortale il cui tempo – continua il direttore di Repubblica in una intervista per il lancio della guida “Roma Capitale 1871-2021”– è immanente, non passa ma si somma, ogni frammento è un momento e ogni volto un tassello del grande mosaico della vita”.

# “Roma potrebbe proporsi come città del futuro”

Per Corrado Augias, scrittore, romano verace, “Roma potrebbe proporsi come città del futuro. Lo ha detto in occasione del lancio di “Roma Capitale 1871-2021”, un libro che contiene la storia della città dalla breccia di Porta di Pia all’odierna riapertura del Mausoleo di Augusto, proponendo un itinerario diverso per ognuno dei 150 anni trascorsi in cui scoprire luoghi, ricordi, aneddoti, segreti dell’Urbe. Dunque Roma, fa notare il giornalista, potrebbe aspirare a proporsi come modello ma, afferma “avrebbe bisogno di un programma europeo che finanzi modelli di sostenibilità ecologica rimettendo a posto il rifornimento idrico, risolvendo il problema dei rifiuti, digitalizzando il patrimonio culturale e mettendo l’illuminazione pubblica al passo con i tempi” solo per fare qualche esempio. “Un lavoro immenso”.

FRANCESCA SPINOLA

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