Recovery Milano #5. GREEN REVOLUTION: mezzi puliti, navigli balneabili, teleriscaldamento a impatto zero, creazione del più grande parco urbano d’Europa

Per evitare che Milano ricada in una nuova crisi sanitaria e per rilanciarla dal punto di vista economica, occorre destinare una parte del Recovery Fund a una rivoluzione fondamentale per il futuro della città: la Green Revolution


Entro il 15 ottobre il governo italiano dovrà presentare un piano per stanziare le risorse che arriveranno dal Recovery Fund. I giornali del Sud e i ministri del governo stanno facendo a gara per indirizzare i fondi nel Mezzogiorno, nonostante che l’area più colpita dal Covid sia la Lombardia e altre regioni del Nord.

Milano, che risulta la più colpita in Italia e la quarta in Europa (come da questo studio), deve avere un occhio di riguardo nell’assegnazione dei fondi. Anche perchè richiede interventi strutturali sia per evitare che si ritrovi in una nuova emergenza sanitaria sia per rilanciarsi a livello economico. 


Abbiamo preparato 7 proposte di soluzioni per Milano da fare finanziare con il recovery fund. Questa è la quinta e riguarda una rivoluzione fondamentale per il futuro della nostra città: la Green Revolution. 

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Recovery Milano #5. GREEN REVOLUTION: mezzi puliti, navigli balneabili, teleriscaldamento a impatto zero, creazione del più grande parco urbano d’Europa

 

il progetto di parco orbitale

Da qualche mese il Sindaco Sala si è convertito al colore verde. Sogna una città green, ecologica, sostenibile. Un’aspirazione che condivide con la grande maggioranza dei cittadini. Però occorre che questa aspirazione diventi reale e non si limiti a qualche albero piantumato nei parchi di periferie o in qualche tratto di ciclabile abbozzato alla bell’e meglio. 



Quello che serve è un progetto strategico che tocchi ogni aspetto del vivere. In breve occorre una vera e propria Green Revolution, che segua tutte queste innovazioni in modo integrato:

#1 Occorre sostituire mezzi inquinanti con altri a impatto zero, investendo le risorse del Recovery Fund per sostituire tutti i mezzi inquinanti, pubblici e privati, con mezzi elettrici o a zero emissioni

#2 Si deve introdurre il teleriscaldamento nei palazzi. Il primo fattore di inquinamento sono i palazzi. Milano deve avere un sistema di teleriscaldamento che porti ogni palazzo a non avere emissioni inquinanti e, se possibile, ad essere esso stesso uno strumento di purificazione. Si tratta di un investimento imponente ma che aprirebbe la strada a dividendi ecologici infiniti. 

#3 Acqua come in montagna. I Navigli devono avere dei sistemi di purificazione in grado di rendere le loro acque perfettamente pulite. Le tecnologie ci sono, i fondi per attivarle potrebbero esserci. Manca solo la volontà.

#4 Realizzazione del più grande parco urbano d’Europa. Si deve attuare il progetto nato da un privato, Giacomo Biraghi, per collegare tra loro la cintura verde di parchi che sono attorno alla città. Facendo nascere così il parco orbitale, il più grande parco urbano d’Europa che può diventare il simbolo della nuova Milano. 

Ma tutto questo non può essere fatto trasferendo i costi sui privati. Il Recovery Fund può essere l’occasione unica per realizzare questa rivoluzione green con effetti moltiplicativi negli anni a venire. 

Per approfondire il progetto: A Milano il più grande PARCO URBANO del mondo

# L’alternativa choc: trasformare Milano in una città stato (città regione) per finanziare questi progetti

Se come sembra le risorse previste per la nostra Regione, malgrado sia quella più colpita, saranno minoritarie, sarebbe opportuno concedere l’autonomia richiesta alla Regione Lombardia e soprattutto a Milano facendola diventare una città-regione in grado di gestirsi in piena libertà e trattenendo una buona fetta del residuo fiscale che ammonta a 56 miliardi, suddiviso in base al PIL o alla popolazione delle rispettive aree.

A Milano spetterebbero quindi fino a 11 miliardi di euro e potrebbe, tra le varie competenze che lo status di regione le mette a disposizione, accedere direttamente ai fondi messi a disposizioni dai bandi europei.

Ultima osservazione: perchè Milano non chiede che si adottino anche in Italia le regole europee per cui chi riceve più fondi, debba mettere in atto delle riforme per evitare che rimanga in un perenne stato di bisogno? Alle regioni e città italiane che ricevono più sussidi dovrebbero essere imposte le stesse regole che l’Europa vuole imporre all’Italia. 

Leggi anche: Milano città regione? Avrebbe 11 MILIARDI di euro ogni anno (senza che lo stato ci rimetta un cent)

 

ANDREA ZOPPOLATO

 

 

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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