COVID. 4 PARAMETRI condannano l’ITALIA: NON è un MODELLO per GESTIRE l’EPIDEMIA

Nella graduatoria dei Paesi con i peggiori risultati economici e sociali nell’affrontare l’epidemia, l’Italia si colloca quasi al quarto posto vicina al Regno Unito, preceduta da Spagna e Belgio. Ecco perché il "Modello Italia" non è da imitare

Nella graduatoria dei Paesi con i peggiori risultati economici e sociali nell’affrontare l’epidemia, l’Italia si colloca insieme ai tre paesi che hanno ottenuti i peggiori risultati al mondo. Nonostante la pessima gestione della prima ondata, in questi mesi non si è messo a frutto il fatto di essere stati la prima nazione europea ad essere colpita.

Enorme spesa pubblica assistenziale a deficit, tanti bonus, 30 miliardi tra cassa integrazione e sostegni vari ma poco o nulla per i trasporti, per decongestionare i flussi di studenti soprattutto fuori dalle scuole stesse, pochissimo per la gestione sanitaria che ha visto scarsi miglioramenti, nessun piano di rilancio del Paese. Ecco perché il “Modello Italia”, fuori dalla retorica politica, non è da imitare.


COVID. 4 PARAMETRI condannano l’ITALIA: NON è un MODELLO per GESTIRE l’EPIDEMIA

Pubblichiamo estratto articolo di Alberto Brambilla per “Il Corriere Economia” – Decessi, debito, deficit e Pil: perché l’Italia ha sbagliato strategie per frenare la pandemia. Gli errori

# I 4 parametri certificano il fallimento del “Modello Italia”

Alberto Brambilla per “Il Corriere” ha analizzato la situazione di 29 Paesi prendendo a riferimento 4 parametri: il numero di decessi ogni 100 mila abitanti, la perdita di Pil causata dalle misure adottate dai vari governi, il deficit del bilancio 2020 che dipende dalle minori entrate fiscali e contributive e dalle maggiori spese sostenute dallo Stato con i vari scostamenti di bilancio e i provvedimenti legislativi, infine la previsione del rapporto debito pubblico-Pil a fine 2020.

A ognuno di questi quattro parametri è stato attribuito un peso che è poi stato ponderato, paese per paese, alla media del gruppo preso in esame. In sintesi se un Paese ha avuto un numero di decessi molto alto, forte contrazione del PIL perché non avendo buona organizzazione sanitaria ha scelto di adottare il lockdown e contemporaneamente anche un forte deficit di bilancio con il conseguente aumento di debito pubblico sul Pil, significa che quel Paese ha messo in campo strategie sbagliate. L’Italia purtroppo si classifica tra i peggiori, ecco i criteri analizzati singolarmente.



#1 Il nostro paese è settimo nella classifica globale dei decessi ogni 100.000 abitanti. E il peggiore tra i Paesi con elevata spesa per la protezione sociale

Facendo riferimento al primo indicatore, relativo al numero di decessi ogni 100 mila abitanti, in base ai dati dalla John Hopkins University al 18 novembre 2020 l’Italia è al settimo posto con 75,68 morti contro i 79,25 del Brasile, i 78 circa di Regno Unito e Messico, gli 80 dell’Argentina, gli 88 della Spagna e i quasi 128 del Belgio. Confrontando però la spesa per la spesa per welfare con Spagna e Belgio, il fatto che sia di gran lunga superiore e molto più alta degli altri paesi che ci precedono in classifica, ci pone come il peggiore tra i Paesi con elevata spesa per la protezione sociale.

#2 Per la variazione del Pil a fine 2020, con -10,65%, solo Argentina, Iraq e Spagna fanno peggio di noi nel mondo

Quanto al secondo indice, la previsione di variazione del Pil a fine 2020 in base alle stime del Fmi, ci classifichiamo al quart’ultimo posto a livello mondiale con un -10,65% preceduto dalla Spagna con un -12,83%, l’Iraq (-12,06%) e l’Argentina (-11,78%). 

#3 Al nono posto al mondo per deficit: -12,98%, in Europa solo Spagna ha un deficit peggiore 

Nella classifica del deficit di bilancio 2020 ricavato dalla elaborazione dei dati Fmi l’Italia si posiziona al nono posto con un -12,98%, si classifica al nono posto preceduta dal Canada (-19,92%), dagli Stati Uniti (-18,72%), Iraq, Brasile, Regno Unito, Giappone, Spagna e India (-13%). 

#4 Al secondo posto mondiale per il Rapporto debito su Pil: 161,8%

Il quarto parametro è rappresentato dal rapporto debito sul Pil nelle previsioni di fine 2020: in questa classifica siamo al secondo posto con il 161,8%, preceduti dal Giappone con l’inarrivabile 266,2% e seguiti dagli USA con il 131,2%. La Grecia è assente dalla classifica, sarebbe classificata in seconda posizione con il 214% mentre gli Usa sarebbero stati preceduti dal Portogallo con il 150%, ma la classifica finale per l’Italia sarebbe restata uguale.

Fonte articolo: Il Corriere

# Conclusioni: una situazione pessima e un modello da non imitare

La conclusione dello studio è evidente. Comunque la si voglia analizzare, sotto il profilo economico o sanitario, la situazione italiana è pessima. L’Italia non è un modello, come dice il Governo. E le conclusioni potrebbero essere perfino peggiori se si considera l’effetto sociale, con le restrizioni a cui i cittadini sono stati sottoposti: l’unico paese ad avere fatto due lockdown così lunghi e restrittivi, l’unico ad avere scuole chiuse da quasi un anno. E malgrado restrizioni così forti, i risultati sanitari risultano peggiori perfino di paesi, come Germania o Svezia, che hanno adottato poche o nessuna restrizione sulla libertà dei cittadini. 

Continua la lettura con: Uno studio internazionale: in ITALIA le misure anti Covid più restrittive del mondo. NORVEGIA e FINLANDIA provano che l’approccio svedese FUNZIONA

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