“Così Milano POTRÀ DIVENTARE una CITTÀ MIGLIORE. Un po’ più nord Europea”

Un modello che sta funzionando a Helsinki e Amsterdam potrebbe essere replicato nella nostra città. Questa la proposta di Luciano Floridi per Milano

Credit: @allofamsterdam (IG)

Il filosofo Luciano Floridi racconta come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata ai servizi pubblici potrebbe rendere la macchina amministrativa più trasparente, agile e meno costosa. Un modello che sta funzionando a Helsinki e Amsterdam potrebbe essere replicato nella nostra città.

“Così Milano POTRÀ DIVENTARE una CITTÀ MIGLIORE. Un po’ più nord Europea”

Pubblichiamo estratti articolo di Luciano Floridi per “Il Corriere Innovazione” – Floridi: «Milano e Roma città migliori seguendo il “modello Helsinki”»


# Helsinki e Amsterdam prima due città al mondo a lanciare i loro siti web per l’intelligenza artificiale

Credits: alessioporcu.it – Luciano Floridi

Scrive il filosofo Luciano Floridi su Corriere Innovazione che “Durante il Next Generation Internet Summit di fine settembre Helsinki e Amsterdam hanno annunciato, le prime due città al mondo a farlo, il lancio dei loro open Ai registers, siti web per l’Intelligenza Artificiale (Ai)”.

“Oltre a questo”, ricorda Floridi, “è presente anche un canale di feedback, per consentire una maggiore partecipazione: lo scopo è rendere l’uso di soluzioni Ai tanto responsabili, trasparenti e aperte quanto altre attività del governo locale, al fine di migliorare i servizi e le esperienze dei cittadini. Il progetto finale prevede di includere tutti i servizi di Ai delle due città. Ad oggi 5 applicazioni sono presenti nel sito di Helsinki e 3 in quello di Amsterdam.”

# L’Ai come soluzioni flessibile ai classici problemi della città, dalla gestione dei parcheggi al controllo sulla manutenzione stradale

Aggiunge Floridi che: “L’Ai che appare nei due siti è una normale tecnologia digitale, usata per gestire parcheggi o aiutare a segnalare problemi di manutenzione stradale. Zero fantascienza, ma piuttosto la conferma di una tendenza recente, che vede l’Ai offerta sempre più spesso come servizio (AIaaS, AI as a Service)”.



“Nel caso dell’Ai, si tratta di un servizio che offre una capacità di risoluzione di problemi flessibile, come la gestione del traffico o alla vocalizzazione automatica di testi per non vedenti. La AIaaS usata per sviluppare servizi pubblici urbani è una buona notizia, perché con la continua migrazione di cittadini che scelgono di vivere sempre di più in poche megalopoli, queste ultime avranno bisogno di essere gestite in modo molto più intelligente, utilizzando sistemi di Ai che forniscono servizi più efficaci ed efficienti, in modo aperto e trasparente al controllo pubblico e al feedback.”

# Un progetto rassicurante anche dal punto di vista etico

“Da un punto di vista etico”, scrive Floridi, “il progetto è rassicurante e porta una ventata di aria fresca. Dopo tutto il clamore su codici, elenchi di principi, quadri regolativi etc. (ne esistono oltre un centinaio) sull’etica dell’Ai, le due città hanno semplicemente deciso di inquadrare le applicazioni di Ai all’interno delle buone pratiche già disponibili che regolano i servizi pubblici. Questo approccio potrebbe essere riproducibile ovunque ci sia una buona “governance” della città. È interessante che si tratti di un progetto di “Ai sul campo”. La città è il luogo dove è più probabile che possano avvenire cambiamenti reali e positivi per l’automazione digitale, in modalità non dissimili da ciò che sta accadendo alle politiche verdi che cercano di contrastare il cambiamento climatico o l’inquinamento.”

# Sei città europee guidano l’innovazione. Milano si aggiungerà?

“Il progetto AI4Cities dell’Unione Europea”, ricorda Floridi,finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’UE, collega sei città e regioni europee alla ricerca di soluzioni di Ai su mobilità ed energia per raggiungere livelli di emissione zero. Non a caso due di loro sono di nuovo Amsterdam e Helsinki (gli altri membri sono Copenaghen, Regione parigina, Stavanger e Tallinn). Questo approccio locale, dal basso verso l’alto, consente più varietà e flessibilità di soluzioni. È vero che può essere rischioso, se non porta alla cooperazione, perché ci sono sfide e opportunità sistemiche globali che richiedono la giusta dimensione per essere affrontate con successo, si pensi solo all’attuale pandemia.”

“Spesso fare anche molto bene ma da soli non basta. Tuttavia, il fatto che il progetto coinvolga due città appartenenti a due diversi Stati membri dell’Ue dimostra già che la cooperazione è possibile. Dovrebbe essere anche favorita, per garantire che altre città si possano unire presto, si pensi a Barcellona o a Milano. Un movimento europeo, guidato dalle città a sostegno dell’Ai per i servizi pubblici sarebbe uno sviluppo molto positivo.”

# Le città europee sono attrezzate per l’uso dell’Ai: la strada sono le partnership pubblico-privato

“Secondo il Global Cities AI Readiness Index le città europee sono ben posizionate in termini di preparazione all’uso dell’Ai”, scrive ancora Floridi, ricordando che: “Una partnership pubblico-privato è una strategia fruttuosa, perché gli amministratori della città possono avere una conoscenza ottima dei servizi locali di Ai, ma spesso non hanno le competenze tecniche per tradurre queste informazioni in un servizio pubblico”.

# Per il successo di questi progetti dovrà essere possibile il “co-design” e la “co-responsabilità”

Questi sono i fattori chiave secondo Floridi: “Il reale auspicio è che il feedback abbia un vera accountability, e che ci sia un’apertura alla partecipazione fin dai primi passi progettuali di un servizio di Ai, in modo che sia possibile il “co-design” delle soluzioni migliori. Al “controllo e fiducia” deve affiancarsi il “co-design e co-responsabilità” dell’Ai come servizio pubblico. Questi fattori creano una cultura in cui sono i cittadini a essere abilitati a controllare e quindi determinare il comportamento dei servizi di Ai, non viceversa. Insomma, esattamente il contrario di quanti ancora paventano scenari catastrofici e distopici.”

Il fatto che chiunque abbia la possibilità di controllare i servizi sui siti, senza che lo faccia in concreto, è comunque già sufficiente. L’occhio del cittadino tiene in riga l’Ai, anche solo in teoria. L’esperimento merita di avere successo, ma anche in caso contrario ha già avuto la funzione di indicare una delle strade giuste da percorrere per realizzare servizi pubblici basati sull’Ai. L’Ai è una tecnologia straordinaria che può essere di enorme aiuto nella gestione della crescente complessità del nostro mondo. Sfruttarla in modo intelligente a livello urbano è un’ottima idea. Farlo con trasparenza e coinvolgimento dei cittadini a tutti i livelli è la cosa giusta da fare.”

LUCIANO FLORIDI per Corriere Innovazione

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