Borbonica vs illuminista: le due culture dell’Italia

Pensiero del giorno Le due culture dell'Italia. Impossibile farle andare d’accordo perché ognuna è fatta per distruggere l’altra

il marchese del grillo

Pensiero del giorno

Impossibile farle andare d’accordo perché ognuna è fatta per distruggere l’altra.


Quella illuminista è legata alla rivoluzione francese, all’affermazione del cittadino contro l’ancient regime, contro il potere che si autoperpetua attraverso principi feudali. 

Nella cultura borbonica tutti ambiscono alla posizione di potere come surrogato del sistema nobiliare, delle baronie. E’ un potere di status, di privilegi, non di funzione

Il potere nell’ancien regime è determinato da una posizione sociale che di norma erediti o ti viene concessa dal sovrano. Nel nuovo mondo, dopo la rivoluzione francese, tutto devi guadagnartelo con il tuo lavoro.



La cultura borbonica si basa sulle rendite di posizione, guarda con diffidenza il merito. Guarda con diffidenza gli outsider di successo: chi si arricchisce del suo lavoro è pericoloso perché è potenzialmente sovversivo dell’ordine precostituito.

Il sistema di potere italiano è tipicamente borbonico: un sistema di persone piene di papà. L’ascensore sociale in una società borbonica è fermo. 

La stessa invidia contro chi ha successo che sta dilagando in Italia è una cesura tra la frustrazione dei miserabili e l’opportunismo di chi ha una posizione di potere e si vuole difendere da chi potrebbe prendere il suo posto. 

Paradossalmente la cultura dell’ancient regime nonostante sia più antica si sta impadronendo dell’Italia sotto nuove forme: il “potere per il potere” e il fatto che tutto debba essere elargito da un potere superiore.

Nell’illuminismo è la persona che è titolare dei diritti e concede il potere all’amministratore. E questo potere ha sempre dei limiti invalicabili a costo della sua stessa vita.
Invece nella cultura borbonica ogni libertà è una concessione di chi ha il potere. Che per sua natura non ha limiti. La stessa vita della persona è una concessione del potere.

C’è una parte d’Italia che è legata alla cultura borbonica, mentre Milano è sempre stata più Europa che Italia. Il suo simbolo è una cattedrale gotica, immagine di una cultura che guarda a Nord. La sua architettura è più vicina all’Austria e alla Francia che al resto d’Italia. 

La città, come parte del nord Italia, ha vissuto l’onda della rivoluzione francese: Milano ha già avuto la Repubblica, è stata Repubblica Cisalpina, ha avuto Napoleone che l’ha resa capitale del Regno d’Italia. 

Forse il limite della cultura illuminista in Italia è che è un’incompiuta perchè è un derivato: l’esperienza che abbiamo vissuto è un’esperienza di importazione.

Per fare nascere una cultura autentica forse l’unica strada è realizzare anche noi una vera rivoluzione contro l’ordine precostituito. Se non nelle strade, sicuramente di pensiero.

Questo è il momento giusto. 

“Mi dispiace ma io so’ io, e voi non siete un cazzo” (Il Marchese del Grillo)

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Publiée par Milano Città Stato sur Mardi 2 juin 2020

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