🛑 Italia in STALLO ancora per minimo un mese: nessuna ZONA GIALLA fino al 30 aprile

Si è scelto di dare ancora la priorità alla prudenza. Tra scuola, attività e spostamenti, ecco tutte le misure

Credits: giornalelavoce.it

Il decreto, emanato dal Consiglio dei Ministri, prevede una Italia ferma al colore arancione o rosso per tutto il mese di aprile. Nasce, però, la speranza di possibili deroghe. Come influirà tutto ciò sugli spostamenti, sulle attività e sulla scuola?

Italia in STALLO ancora per minimo un mese: nessuna ZONA GIALLA fino al 30 aprile

# A Pasqua tutti in rosso

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Come già avvenuto a Natale, nei giorni delle festività pasquali tutta Italia entrerà in zona rossa. Nello specifico, dal 3 al 5 aprile, non si potrà circolare nemmeno all’interno del proprio comune, se non per motivi di lavoro, salute e necessità. L’unica eccezione vale per le visite a parenti e amici nella propria regione, ma solo una volta al giorno e per un massimo di due persone conviventi. Inoltre, si può praticare attività motoria all’aperto nei pressi della propria abitazione e in forma individuale.


Nel resto del mese, però, in zona rossa non sarà permesso spostarsi per andare a trovare conoscenti, mentre in zona arancione sarà possibile solo all’interno del proprio comune. Per tutto aprile rimane in vigore lo stop allo spostamento tra regioni, a meno che non si possieda una seconda casa in cui spostarsi. In questo ultimo caso bisogna fare riferimento anche alle ordinanze dei Presidenti di regione che potrebbero imporre regole più restrittive, come in Campania, Puglia e Liguria.

# Coprifuoco e attività ancora ferme

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Come già accade, rimarrà in vigore il divieto di uscire di casa dalle 22:00 alle 5:00. Per i bar e ristoranti, che resteranno chiusi, è possibile solo l’asporto fino alle 18:00 e la consegna a domicilio fino alle 22:00. Parlando invece di palestre, piscine, teatri, cinema e musei, nessuna apertura o concessione fino al 30 aprile. Scelte drastiche che non fanno intravedere passi in avanti, ma che puntano ad abbassare la curva dei contagi e favorire una campagna vaccinale senza intoppi.

# Unica apertura: la scuola (fino alla prima media)

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Dopo un periodo di chiusura praticamente totale, è stato deciso che la scuola deve ripartire. Dopo Pasqua, nelle zone rosse verranno aperte le scuole fino alla prima media, mentre nelle zone arancioni fino alla terza media e scuole superiori al 50% in presenza. Una ulteriore differenza rispetto al passato è che i presidenti di Regione non potranno emanare ordinanze più restrittive riguardo la scuola e dovranno aderire alle decisioni del Governo. Una scelta dovuta dalla volontà di non privare più gli studenti delle lezioni in presenza, soprattutto per i più piccoli.



# Rimane una piccola speranza a tornare in zona gialla 

Credits: cronachemaceratesi.it

Nonostante la linea rigorosa che è stata adottata, uno spiraglio sembra aprirsi per le regioni più virtuose. Il nuovo decreto prevede che, se la situazione epidemiologica lo permetterà, da metà aprile alcune zone potranno aspirare ad un cambio di colore ancora meno restrittivo. Il cambio in zona gialla, però, avverrà solo se il numero di contagi sarà ridotto e la campagna vaccinale procederà con un buon ritmo. Il Comitato Tecnico Scientifico, infatti, ha affermato che le misure delle zone gialle permettono di contenere l’aumento del numero dei casi, ma non di ridurli. Il passaggio in giallo non solo darebbe la possibilità di spostarsi liberamente all’interno della regione, ma anche di riaprire i ristoranti a pranzo e perfino cinema e teatri con le dovute cautele.

# Obblighi per i sanitari e concessioni per i concorsi

Credits: @spettacolinews

In tutto ciò, si procede spediti verso la copertura vaccinale per i sanitari. Tutto il personale che lavora presso una struttura sanitaria, ovvero medici, infermieri, farmacisti e dipendenti, avranno l’obbligo di vaccinarsi. Per chi si rifiuterà, sarà sanzionato con la sospensione dello stipendio per tutta la durata dell’emergenza pandemica. La sanzione durerà al massimo fino al 31 dicembre 2021 e verrebbe revocata prima solo se si verificherà un calo importante della diffusione del virus. In aggiunta, è stato concesso lo scudo penale per chi somministra il vaccino, che avrà una responsabilità limitata per gli eventuali effetti collaterali sul paziente. Infine, nel decreto è presente la norma che sblocca tutti i concorsi della Pubblica Amministrazione. Le prove potranno essere svolte su base provinciale e regionale, dove è possibile in spazi aperti.

Fonte: leggo.it

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MATTEO GUARDABASSI

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