Il BAR più SEGRETO di MILANO

A Milano c’è un bar ispirato al proibizionismo americano degli anni ’30… Il 1930, un bar così segreto da non sapere neanche dove sia

Credits: flawless.life

Nell’America degli anni ’30 il proibizionismo vietò gli eccessi e mise al bando la fabbricazione, la vendita e l’importazione di alcol. Quindi, in quegli anni, gli americani erano tutti sempre sobri? Certo che no: cercarono fin da subito dei modi alternativi per riunirsi e brindare.

Così, si incontravano dietro le saracinesche di latterie e barbieri, di posti sconosciuti ai più, dove era necessario parlare a bassa, bassissima voce… Benvenuti negli speakeasy.


E ora, da New York a Berlino, fino a Londra e Parigi, questi secret bar sono diventati una vera tendenza glam. Come potevano non approdare anche a Milano?

Il BAR più SEGRETO di MILANO

# Il 1930 è lo speakeasy di Milano ispirato al proibizionismo americano

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A Milano c’è un bar. “Che novità” direte voi. Beh, non è un bar qualsiasi: non si sa dove sia esattamente e neanche Google lo segnala sulle sue mappe… Insomma, non è un’iniziativa commerciale, si tratta davvero del bar più esclusivo di tutta Milano. Nonché, uno dei meglio custoditi della città.

In molti lo avranno già sentito nominare, ma in tanti non lo conoscono. Stiamo parlando del 1930, lo speakeasy della famiglia del Mag Cafè.



# Per entrare bisogna essere invitati ed esibire una tessera con scritte “segrete”

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Si ipotizza che il 1930 sia nei pressi di Piazza Cinque Giornate, ma in un viale anonimo, senza indicazioni o insegne e nascosto dietro un piccolo bar orientale. È veramente molto difficile inquadrarlo.

Ma allora come si può accedere? Beh, basta andare al Mag Cafè sui Navigli in Ripa di Porta Ticinese 43 e chiedere di essere invitati.

Ma non è così semplice: sono i proprietari a decidere chi può o non può entrare. Quindi, bisogna entrare nelle loro grazie oppure essere accompagnati da uno dei loro barman o dei loro amici. Ma, in ogni caso, per entrare bisogna esibire una tessera, un vero biglietto d’invito bianco adornato solo dal piccolo rilievo del 1930 e dal proprio nome.

E che non venga in mente di falsificarlo: su questo bigliettino ci sono delle frasi “segrete” scritte con inchiostro UV che solo l’usciere potrà riconoscere.

# Un bar che riporta a tempi lontani, tra divanetti vintage e un rifugio della Prima guerra mondiale

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Ma torniamo a noi. Una volta esibito il tesserino, verrà aperta una porta verso un’altra dimensione.

Infatti, si viene catapultati in tempi lontani. Si può ammirare uno splendido bancone anni ’30, accomodarsi sulle sedie disposte in un salotto in stile vintage oppure esplorare il seminterrato. Qui si nasconde un autentico rifugio della Prima guerra mondiale, dove l’aria è carica dell’odore di rum invecchiato.

Ma gli avvertimenti prima di entrare sono semplici e chiari: bisogna impostare il cellulare in silenzioso e non scattare fotografie, neanche taggare il luogo sui social network. Ed è semplice capire il perché: l’intento è proprio quello di non “far perdere l’incanto di un luogo senza tempo”.

# Il suo menù in realtà nasconde un romanzo: ogni puntata corrisponde ad una stagione diversa

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Le unicità di questo speakeasy non sono di certo finite qui. Anche il suo menù è molto particolare: cambia in ogni stagione e comprende 13 cocktails molto particolari, la lista per la cucina e… un romanzo.

Sembrerà strano ma è proprio così: il menù del 1930 contiene una storia, un vero feuilleton urbano a puntate. E ogni nuovo episodio corrisponde a una nuova stagione. Alcuni addirittura lo comprano per arricchire la propria collezione. Però, bisogna approfittarne: sono già arrivati al decimo episodio.

E voi, avete la stoffa per essere ammessi al 1930? Avrete una sola condizione: mantenere il patto di segretezza del locale.

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ALESSIA LONATI

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