🇷🇺 Natalia Molchanova: “Mi trovo bene a Milano perché chi ci vive, ci vive PER SCELTA”

Natalia Molchanova, consulente nella comunicazione digitale. Segni particolari: una russa cresciuta in Italia, sempre in viaggio tra i due paesi, sia per lavoro che per la famiglia e piacere.  Dalla grande terra di Russia arriva la protagonista delle Interviste Mondiali di Milano Città Stato di questa settimana.

Partiamo dall’inizio, nome ed età.

Natalia Molchanova, 30 anni.

Natalia o Natasha?

Natasha è il diminutivo più familiare, come mi chiamano i parenti. Però preferisco Natalia.

Città e Stato di provenienza?

Mosca. Russia, una volta Unione Sovietica. Sono nata in un paese che non c’è più.

Perché in Italia? 

A inizio 2000 c’era un po’ la moda in Russia di cercare di trasferirsi altrove, perché era una situazione critica dopo il caos degli anni novanta, dopo la crisi del 1998 non si capiva niente. Mio padre era socio di un’azienda che si occupava di importazione di prodotti casalinghi dall’Europa e in particolare dall’Italia, così i miei hanno deciso di provare a trasferirmi con mia madre. Nel 2003 ho iniziato a studiare nel primo liceo sperimentale artistico-scientifico a Roma.

Perché a Milano?

Finito il liceo non vedevo in Roma le opportunità di studio e lavoro, perché all’epoca volevo fare comunicazione visiva e c’erano solo scuole private che non davano un diploma equivalente alla laurea. Ho insistito, con grande dispiacere di mia madre, per trasferirmi a Milano dove ho studiato a Brera grafica d’arte, con un percorso da illustratrice, con mostre e concorsi, lavorando in parallelo come grafico. Completati gli studi, ho avuto una nuova crisi di identità e ho deciso di fare uno dei primi corsi di digital strategy lanciati al Politecnico. Allora nessuno parlava così tanto di social media e di comunicazione online.

Perché questa scelta?

Fin dall’inizio volevo studiare al Politecnico. Però ho deciso di fare un percorso culturale e artistico fino a quando ho scoperto il Politecnico a livello di metodo è un’università che dà molto di più. Però forse è un bene avere una formazione con due approcci opposti come Brera e Politecnico. Una delle differenze più importanti è che a Brera sei sempre solo mentre al Politecnico ti insegnano subito a lavorare in gruppo, che è più simile a quello che succede poi nel mondo del lavoro.

Quali sono le differenze tra Milano e Mosca?

Parlo della Mosca di oggi perché la Mosca degli anni novanta e la Mosca di oggi sono due città completamente diverse. Sia per l’offerta culturale che per le prospettive economiche, la sicurezza, l’apertura ai turisti e l’inclusività. Mosca è una città molto più grande di Milano e già paragonare una città di 1 milione e mezzo di abitanti con una di 15 milioni di residenti e una capienza di 20 milioni di persone ha forse poco senso. Attraversare Mosca da nord a sud è come attraversare mezza Lombardia.

Mosca è molto più internazionale rispetto a Milano. Nel senso che ci sono ristoranti di ogni cucina del mondo, come un ristorante di una parte della Mongolia, poi sono rappresentate tutte le aziende del mondo, ci sono un sacco di fiere. Anche il Salone del Mobile di Milano ha una replica a Mosca. A Mosca trovo una maggiore offerta di mostre e di spazi espositivi, anche per i bambini, ci sono musei di ogni tipo, anche di arte contemporanea che a Milano manca purtroppo. Con i mondiali di calcio tutto è stato molto più valorizzato e internazionalizzato, ad esempio mettendo ovunque i cartelli in inglese.

Mosca è più accessibile per i pagamenti elettronici, puoi pagare tranquillamente un caffè con la carta di credito. I mezzi urbani a Mosca sono più comodi, c’è una tessera ricaricabile che costa 50 centesimi e puoi usare con qualunque tipo di mezzo, dai bus al bike sharing, basta ricaricarla e ti sposti senza pensare a che biglietto devi prendere. Penso che per i turisti sia un grande aiuto. Da molti anni a Mosca ci sono un sacco di bike o monopattino sharing che ora sono comparsi anche a Milano. Per motivi climatici a Mosca d’inverno si usano poco gli spazi verdi però d’estate molti parchi offrono una intensa combinazione di attività sportive e culturali. Nel Gorkji park hanno fatto un museo di arte contemporanea con opere che cambiano di continuo, un cinema all’aperto con proiezioni di qualità, i vincitori di premi ai festival.

Queste cose a Milano mancano. Ci sono i parchi, come il parco nord, ma se vuoi qualcosa di più che andare a correre non ti stimola andarci. Anche il Parco Sempione, ogni tanto c’è qualcosa con musica dal vivo o un corso di yoga ma o è comunicato male da un sito del parco o non c’è. C’è molto verde ma a Milano non lo si usa per unire l’intellettuale con l’intrattenimento, forse si potrebbe fare qualcosa di più. Mosca poi è meglio come mobilità, sia per la rete metro che è molto sviluppata che per i taxi che costano poco e sono alla portata di tutti. A Mosca non sento l’esigenza di avere un’auto perché ci si muove senza problemi e a bassi prezzi con i taxi.

Mi sembra che anche dal punto di vista lavorativo Mosca offra molti momenti di networking. Sicuramente fa impressione la parte lusso, negozi o centri commerciali di lusso. A volte mi sembrano esagerati. Una grande differenza tra Italia e Russia sono le cure mediche: in Russia la cura gratuita è quasi inesistente. Ma se hai un po’ di soldi, in Russia è tutto più libero, non devi andare ad avere la prescrizione, ci sono dei centri privati che per pochi soldi ti fanno fare tutto senza passare dal medico di base. Vai, paghi e fai tutto. In Italia forse potresti scaricare molte file se ci fosse la libertà di gestire più autonomamente la propria salute. Io ammetto che a Mosca vado anche per farmi i controlli di routine, faccio prima e poi mi arriva tutto on line.

I principali problemi che hai trovato in Italia?

A Roma gli orari di apertura. Era tutto chiuso, specie nei festivi, anche le farmacie. A Milano era meglio.
Sono abituata a Mosca che in qualsiasi momento della giornata posso trovare un negozio aperto. Ora, con l’online puoi ricevere anche qualsiasi farmaco a domicilio in giornata.

Cosa cambieresti di Milano?

Farei qualcosa contro l’ossessione delle piste ciclabili. A Cinisello su una strada di una corsia hanno fatto una doppia corsia di piste ciclabili, togliendo del tutto i parcheggi (vedi foto sotto).

Io trovo che in certe vie del centro a Milano non puoi andare in bici: vai in via Torino in bici? Sicuramente ha senso che Milano opti per il trasporto verde ma credo si dovrebbe mettere più intelligenza, ad esempio prendendosi più cura di tutto ciò che è accessorio all’utilizzo della bici.  A Mosca tu puoi anche prenotare un taxi con il trasporto bici. Qui sarebbe fondamentale perché se prendo la bici può anche essere comodo fare dei pezzi e, magari per il ritorno o se dovessi farmi male e non essere più in grado di pedalare, farmi portare indietro da un’auto.

Hai intenzione di fermarti qui?

Per il momento sì. Qualche anno fa ho pensato di tornare in Russia perché la mia famiglia era tornata là. Ma quello che sento casa sono le persone con cui lavoro, sono gli amici e poi Milano è più piccola e questo è un vantaggio. Perché a Mosca la grandezza è faticosa. E poi il clima: bello l’inverno russo ma viverlo nel quotidiano è dura. Poi sono arrivata in Italia all’età di 13-14 anni che è il momento in cui ci si forma come persona. Sono diventata adulta qui in Italia e ho la sensazione che non sarebbe facile integrarmi nel quotidiano russo.

Luoghi del cuore di Milano?

Sicuramente Brera. Ci ho studiato e la trovo molto particolare come quartiere. L’altro luogo è piazza Duomo, il Castello, Parco Sempione. I Navigli non mi hanno fatto innamorare più di tanto, io li trovo troppo caotici, anche se ogni tanto mi piace uscire lì. Per una passeggiata di piacere scelgo Brera o zona Moscova.

Cosa pensi di Mosca città stato?

Mosca è Moscow region. Sappiamo che il sindaco è molto autonomo a prendere decisioni. Secondo la Costituzione della Federazione Russa, Mosca è un soggetto indipendente dalla Federazione Russa, la cosiddetta “città di importanza federale”.  Il governo di Mosca emette ordini (“ordini del governo di Mosca”) che vengono firmati dal sindaco di Mosca. Struttura e funzionamento del governo di Mosca sono stabiliti dalla legge di Mosca, adottata dalla Duma della città di Mosca.

Di Milano città stato? Di dotare a Milano dei poteri di una regione?

Secondo me potrebbe essere una sfida interessante e anche un caso utile, non per forza per raggiungere l’autonomia, ma per mostrare al resto d’Italia che si possono cambiare le cose. Molti italiani parlano dell’Italia come se invece che essere parte del paese, fossero tutti stranieri che parlano dell’Italia, senza sentire alcun potere di fare qualcosa.

Potenzialità inespresse di Milano?

Un sacco. Può sfruttare meglio i suoi punti di forza, come design e moda. Spingere di più sulla formazione, sull’incubazione di nuove aziende, creare più eventi, il Fuorisalone non si dovrebbe concentrarlo solo in un periodo. Distribuire più eventi per rendere Milano sempre viva, non come ora che è viva solo in pochi periodi. Poi se milano vuole posizionarsi come città attenta all’ecologia e all’inquinamento dovrebbe fare tirare fuori qualcosa dal design per combattere l’inquinamento o producendo materiali facilmente riutilizzabili. Milano che dovrebbe essere la capitale del design e del mobile ha un po’ di apatia, manca innovazione, anche le scuole dovrebbero essere più aperte alla ricerca e alla sperimentazione. La stessa cosa per la moda.

Cosa pensi dei milanesi? 

Uno dei motivi per cui mi trovo bene a Milano è che il milanese d’origine non esiste. E’ una città in cui chi ci vive, ci vive per scelta, non perché ci sono nati. Questo porta le persone ad essere più rispettose verso la diversità, più inclusivi, rispetto ai romani. Come mai proprio Milano è diventata questa città in Italia? Forse per la posizione strategica. Quando ero a Roma se c’era qualcosa di bello era sempre a Milano. Poi a Milano mi sento più al centro di tutto, in tre ore sono a Roma, in un’ora e mezzo sono a Venezia, in Svizzera o al mare. Qui ti senti al centro di tutto.

ANDREA ZOPPOLATO

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Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.