Settembre CALDISSIMO: i 7 settori cruciali per Milano a forte rischio di crisi. Due le strade per evitare il disastro

Ci attende un autunno critico soprattutto per sette settori che sono una linfa vitale per Milano. Per scongiurare questo rischio ci sono solo due strade.

credit: Andrea Cherchi (c)
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I nuovi scenari che si aprono dopo la fase due offrono comunque una serie di domande alle quali è difficile rispondere. Prendiamo in esame alcune situazioni, secondo noi molto importanti, cercando di immaginare cosa potrà accadere nei prossimi mesi per alcuni settori strategici per Milano. 
 

Settembre CALDISSIMO: i 7 settori cruciali per Milano a forte rischio di crisi. Due le strade per evitare il disastro

#1 Università

Inevitabile il calo di iscrizioni da parte degli studenti fuori porta, specie per gli stranieri. L’appetibilità dei nostri atenei, sempre più graditi dagli studenti di tutto il mondo grazie ai progetti Erasmus, si vede svilita dalla fase post Covid che insieme all’incertezza sulla riapertura impone ristrettezze nel poter assistere alle lezioni, almeno per quelle che riprenderanno. Seguirle online può sicuramente essere una soluzione anche se non definitiva, mentre l’esperienza fuori porta è, per la maggior parte dei ragazzi, legata anche al poter vivere in un altra città potendola conoscere e amalgamandosi a tutti gli altri portatori di cultura ed usi che rende l’esperienza stessa indimenticabile. Oltre al gettito diretto agli atenei mancherà quindi l’indotto creato dalla moltitudine di ragazzi più o meno giovani che avranno la vita sociale limitata o seriamente modificata togliendo molto del fascino e dell’interesse a chi ne può usufruire e sarà un motivo per il quale molti studenti eviteranno Milano e l’Italia preferendo altre mete o comunque rendendo la scelta molto più oculata. Già da alcuni mesi migliaia di studenti hanno abbandonato la città per svariati motivi senza confermare il loro ritorno.

#2 Mercato immobiliare

A questo tema si aggancia il Mercato Immobiliare che sta subendo una seria flessione soprattutto per gli affitti a breve termine oltre a una brusca frenata per student housing e alberghi, mentre al momento tiene il residenziale e gli uffici di nuova generazione che sono molto più snelli nel poter essere modificati nelle loro geometrie oltre che sanificati ogni qualvolta si debba fare. Certamente sono in crescita le richieste che riguardano il settore sanitario e medicale, ma rimane una piccola fetta di un mercato molto più ampio.

#3 Eventi

Milano è la città che con Parigi si contende lo scettro di capitale europea degli Eventi, forte della moda e dei moltissimi appuntamenti mondani e spettacoli che fanno ruotare nel capoluogo lombardo un numero impressionante di persone, con un relativo introito importantissimo per la crescita della città meneghina. Ovviamente la situazione attuale impone lo stop a numerosissime iniziative mettendo in forse l’organizzazione di quelle future. E’ impensabile che creare una valida alternativa a Milano possa non essere pericoloso per una eventuale perdita permanente come sede di tutti quegli eventi che verranno eventualmente dirottati in altre città. Ovvio che in Europa scatterà una vera e propria gara affinché la moda e altri ricchi mercati possano essere catturati con una gravissima perdita economica e di immagine da parte nostra.

#4 Turismo

Inevitabile parlare del Turismo e delle presenze decisamente ridotte per i prossimi mesi. La ricettività del capoluogo lombardo stava assumendo dimensioni da tipica città mondiale che, nonostante le dimensioni ridotte rispetto a qualunque metropoli, era in grado di accogliere milioni di turisti spesso concentrati in determinati periodi. Se non si stabiliranno delle linee guida certe e pratiche in brevissimo tempo rischia di prolungarsi anche nei mesi successivi l’ormai certo crollo delle visite previsto nel periodo estivo. Crediamo si debba correre ai ripari al più presto e in modo estremamente efficace.

#5 Fiere e Congressi

Le numerose Fiere e Congressi che fanno parte della tradizione della Madunina sono sospese fino a nuovo ordine. Non discutiamo la scelta di fermare momentaneamente il tutto ma senza una seria pianificazione troviamo difficile si possano programmare in futuro evitando un deciso calo delle presenze, considerando che la movimentazione delle persone si riaggancia ai temi già citati e per i quali, al momento e con le linee guida attuali e pressoché impossibile definirne gli sviluppi. Senza un richiamo deciso e credibile è plausibile si possano perdere numerose Fiere a favore di altre sedi.

#6 Negozi

La chiusura dei Negozi comporta non solo un danno economico ma una desertificazione dei quartieri. Molti esercenti, date le difficoltà di esercitare in modo da poter ricavarne un minimo di utile, stanno preferendo rimanere chiusi attendendo tempi migliori. Si stanno di fatto perdendo alcune realtà storiche e caratterizzanti che se non verranno aiutate spariranno per sempre facendo perdere alla città l’identità che la rende attrattiva, a favore di un impoverimento o di una tendenza globalizzatrice ben differente da quella che Milano ha necessità di mantenere.

#7 Produzioni

Non ultimo le Produzioni Cinematografiche e set fotografici. Milano è da sempre un set ideale per moltissime produzioni italiane e internazionali grazie ai luoghi caratteristici ed alla capacità di coniugare un centro tutto sommato piccolo e di impronta medioevale con una serie infinita di presenze di firme, di prodotti di alta gamma e tecnologicamente avanzatissimi. Un connubio inscindibile che è diventato un teatro naturale per ambientare produzioni che vanno film dei meneghini Aldo, Giovanni e Giacomo a Salvadores fino ai video di Rihanna passando per le numerose case di moda o marchi internazionale che da anni scelgono Milano come set. Un universo che produce utili importantissimi per una città che stenta a ripartire.

A questi si aggiunge infine il rischio più grande: quello di crisi sistemica irreversibile che aggravi la spirale di burocrazia, controlli e fiscalità oppressiva che sta progressivamente portando sempre più aziende del territorio a spostare la loro attività oltre frontiera. 

Quale conclusione trarre? Che chi ha la responsabilità del territorio si impegna al massimo per evitare che tutto questo accada. Le strade sono due: pretendere che buona parte dei futuri aiuti europei per riparare i danni della pandemia arrivino nelle aree realmente più colpite (in primis la Lombardia) e/o pretendere dal governo centrare di lasciarci finalmente liberi di amministrare risorse e poteri sul territorio per rilanciare la nostra città. 

ROBERTO BINAGHI 

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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Roberto Binaghi
Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.

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