Sapete qual è il Comune più indebitato d’Italia? MILANO! La città che produce più ricchezza rischia il PATATRAC

Debito Comuni. Fonte: Il Sole 24 ore
Debito Comuni. Fonte: Il Sole 24 ore

La norma “Salva Roma” inserita nel Decreto Crescita sta scoperchiando il vaso di Pandora del debito dei Comuni.

Il decreto Salva Roma

Non sappiamo se sia il più grande, sicuramente è il più chiacchierato. Il debito di Roma, che sia Comune, Roma Capitale, Provincia, Città Metropolitana, Regione o Partecipate, è da oltre un decennio oggetto di dibattito politico e di salvataggi arditi. Nel 2009 con la legge di “Roma Capitale” il debito di Roma era stato rapportato a una bad bank e coperto per tre quinti da tutti gli italiani. Sembrava già troppo, invece no: nel decreto crescita è stata inserita una norma già definita “Salva Roma” con cui si trasferirà allo Stato tutto il debito della galassia romana.

Leggi anche: 12 miliardi di debiti di Roma passano allo Stato

Dopo qualche giorno si è scatenato l’inferno. Diversi comuni hanno alzato la voce contro questa ennesima mossa e Salvini, pressato da un nord furioso, ha dato fuoco alle ceneri, annunciando che “o si fa lo stesso con tutti i Comuni o questa norma va cancellata“.

O tutti o nessuno. Ma quali sono questi tutti?

Il 23 aprile Il Sole 24 ore ha pubblicato i dati comparati sul debito dei principali comuni italiani. Nell’articolo Non solo “salva Roma”: gli altri comuni con la mina debito il primo quotidiano finanziario del Paese mostra la situazione di sofferenza di diverse nostre città. Si parla di Napoli, Genova, Torino e Reggio Calabria, ma la tabella comparata mostra un dato sconosciuto ai più: il primo comune d’Italia per debito è Milano.

Fonte: Il Sole 24 ore
Fonte: Il Sole 24 ore

Come si vede nella tabella, Milano ha 3,7 miliardi di debiti, di gran lunga il più alto d’Italia. Debito molto alto anche se lo si calcola per abitante: ogni milanese ha 2.733 euro di debito comunale, secondi in Italia solo ai torinesi. Un debito che ci costa oltre 300 milioni di euro all’anno per interessi, ossia pari a sei volte l’incasso previsto dal Comune per l’aumento dei biglietti ATM.

IL debito DEL COMUNE ci costa oltre 300 milioni di euro all’anno per interessi, ossia pari a sei volte l’incasso previsto per l’aumento dei biglietti ATM.

E’ un dato che sconvolge e che spiega anche il declassamento del rating di Milano a BBB (quasi spazzatura) a fine 2018 che era stato motivato dai media come dovuto principalmente al rischio Paese. Qui l’articolo: Milano, rating BBB con Outlook negativo: declassamento legato a sorti Italia. 

Altro che rischio Italia! E’ Milano che è a rischio fallimento. Un fallimento che si può scongiurare, almeno nel breve, attraverso tre scenari. Il primo è umiliante e ingiusto, il secondo disastroso, il terzo l’unico di buonsenso.

Primo scenario: un decreto “salva Milano”

Questo è lo scenario che a breve risolverebbe tutto. A spese degli italiani. L’intervento dello Stato per trasferire il debito di Milano a tutti gli italiani, esattamente come ha fatto e vuole fare ancora con il debito di Roma: sarebbe una partita di giro o, per dirla in modo più gergale, un magheggio truffaldino.

Sarebbe un intervento ingiusto perchè scaricherebbe sui cittadini dei comuni virtuosi il debito contratto dal Comune di Milano. Ma soprattutto sarebbe un intervento umiliante. Perchè è da incapaci irresponsabili risolvere i propri debiti scaricandoli sugli altri. Infine rappresenterebbe una soluzione nel breve, ma un incentivo ad aggravare la situazione nel lungo periodo: come dimostra Roma, Alitalia o ogni altro salva debiti effettuato dallo Stato, trasferire i debiti da un soggetto a un altro ha sempre l’effetto di incentivare nuovo debito nel soggetto insolvente.

è da incapaci irresponsabili risolvere i propri debiti scaricandoli sugli altri

Secondo scenario: andare avanti così

Si tratta dello scenario dello status quo attuale. Significa andare avanti cercando di tenere in pari i conti, confidando ogni anno di trovare le risorse addizionali per pagare i 300 e passa milioni di interessi. Visto che le leve per raccogliere proprie risorse per un Comune senza autonomia come Milano sono poche, questo scenario fa prevedere queste scelte obbligate per pagare gli interessi sul debito comunale:

  • taglio dei servizi, partendo ad esempio da quelli meno utilizzati, come bus e tram dopo le 20 o nei festivi, o la metro dopo le 21
  • aumento dei ticket di ingresso alla città (area B- area C)
  • aumento delle tasse locali (per residenti o esercizi commerciali)
  • introduzione di metodi creativi per finanziare il Comune (es. multe, ticket, addizionali)

Nella migliore delle ipotesi si riuscirebbe a pagare gli interessi però sottraendo risorse all’economia privata, col rischio di innescare una depressione. L’effetto più rischioso sarebbe quello di dover aumentare ancora di più il debito per incapacità di coprire gli interessi con le nuove imposte. In breve, questa soluzione è quella tipica italiana del tirare a campare che alla lunga porta ad aumentare il debito, riducendo i servizi e distruggendo l’economia.

Qual è allora l’unica soluzione di buonsenso per risolvere strutturalmente il problema del debito?

Terzo scenario: Milano città stato (o città regione o città autonoma o chiamatela come vi pare)

Come può la città che produce più ricchezza in Italia (10,6% del PIL), circa 180 miliardi all’anno, con un gettito per lo Stato superiore a 50 miliardi di euro, come può rischiare la bancarotta per meno 4 miliardi di euro di debito?

La risposta è semplice: perchè la ricchezza che Milano produce è dello Stato, non di Milano. Questo perchè Milano ha la stessa autonomia di tutti gli altri comuni d’Italia, ossia pari a zero.

La dimostrazione che l’autonomia è la soluzione è prendere uno dei pochi esempi di comuni perfettamente virtuosi d’Italia. Bolzano. La città altoatesina ha festeggiato il 2018 raggiungendo “debito zero”, ossia non ha debiti verso lo Stato.

Leggi anche: Tasse leggere, il modello altoatesino. E Bolzano diventa uno dei primi comuni a debito zero

Qual è l’unica differenza sostanziale tra Bolzano e Milano, entrambe città ricche e produttive? Bolzano è l’unica città italiana che si può definire una “città stato”, insieme a un altro comune tra i più virtuosi come Trento. Bolzano infatti trattiene sul territorio gran parte delle risorse che produce e può amministrarsi in autonomia rispetto allo stato italiano.

Si può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia, a dare la colpa alla parte politica avversa o alle amministrazioni precedenti, a fingere di non capire o a trattare con superficialità il tema della città stato. La realtà è che l’unico modo per smettere di vivere con il cappello in mano e avere la dignità di poter gestire i propri debiti si chiama autonomia. La nostra Costituzione lo consente a qualunque territorio con almeno un milione di abitanti. Per avviare l’iter basta un atto di volontà della giunta di Milano. Quanto debito e nuove tasse ci vorranno per arrivare a farlo?

l’unico modo per smettere di vivere con il cappello in mano e avere la dignità di poter gestire i propri debiti si chiama autonomia. La nostra Costituzione lo consente. Per avviare l’iter basta un atto di volontà della giunta di Milano. Quanto debito e nuove tasse ci vorranno per arrivare a farlo?

Leggi anche: 10 vantaggi che avremo con l’autonomia di Milano

ANDREA ZOPPOLATO

 

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