ROGOREDO o Drogoredo: come fare rinascere il boschetto che divide un quartiere

Rogoredo è un quartiere noto anche al di fuori di Milano principalmente per tre cose:

          La stazione
          Sky
          Il boschetto

So com’è Rogoredo. Da una parte l’inferno e dall’altra il paradiso, in mezzo con un certo fascino dantesco si trova lo Stige rappresentato dalle ferrovie che trasportano individui che cercando di uscire dall’accidia del resto d’Italia ma non sanno ancora di stare per immergersi nell’iraconda e competitiva Milano.

Cosa pensano i milanesi di Rogoredo?

Parlando con chi abita a Milano ho raccolto queste informazioni:

# Il boschetto ha avuto un’esplosione dopo l’Expo

# È un centro commerciale di droga a basso costo

# C’è di tutto: prostitute, spacciatori, venditori di armi

# I residenti sono esasperati ma nessuno a loro dà retta (almeno i risultati dicono questo)

# Ogni tanto avviene un repulisti fatto da qualche associazione ma chi vive lì pensa che siano solo interventi di facciata

# Ogni due per tre svaligiano un appartamento

# Vi si possono trovare persone scomparse

# Più di qualcuno ha dovuto scegliere tra portafoglio e coltello, la sera

La soluzione non è fare finta che il boschetto sia invisibile

Ora, contro queste situazioni uno si aspetterebbe di trovarsi a gridare allo scandalo o sentire quella ripugnante sensazione di schifo nel leggere certe cose ed io voglio specificare che il mio intento non è questo.

C’è il visibile e l’invisibile ed il visibile è sempre più all’esterno verso i peli negli occhi altrui piuttosto che all’invisibile trave del nostro. Il visibile è la spazzatura a Roma che tutti vedono, il visibile è Milano che cresce, Milano che fa questo e quello. Poi c’è l’invisibile. Ciò che le persone non dicono e non fanno ci rivela molto di loro.

Io credo che Milano per diventare davvero grande dovrebbe acquisire la capacità di saper ascoltare e che è possibile solo quando invece di fare sterili noiosi e petulanti osservazioni sugli altri si raccoglie l’umiltà di farle guardandosi allo specchio. Ecco, il boschetto è una di quelle cose che Milano cerca di tenere un po’ sotto al tappeto nonostante qualche articolo qua e là o perfino qualche servizio: è chiaro che il problema non è stato preso seriamente in considerazione ad oggi.

Le domande che farei al sindaco

Se potessi fare qualche domanda al sindaco Sala gli chiederei:

–        perché dopo l’Expo molti milanesi mi hanno raccontato che molti criminali sono stati “concentrati” a Rogoredo?

–        Sono state prese misure per la riqualificazione fisica e culturale del boschetto?

–        Come collabora con lo Stato visto che la questione ormai è diventata nazionale visto che i bassi prezzi della droga attirano ormai tossici dell’intera pianura?

–        Perché c’è sempre più di una camionetta dei militari con le forze di polizia ma non si spingono ad effettuare un intervento quando il crimine si svolge sotto i loro occhi?

L’obiettivo qui non è accusare il sindaco ma capire, altrimenti le associazioni il cui scopo dovrebbe essere di contrastare il problema continueranno ad andare a vuoto per decenni e il boschetto rischierà di degenerare in una guerriglia urbana nel territorio tra chi deve spacciare e farsi la dose e chi ci vive.

Rogoredo o Drogoredo

Intendiamoci, Drogoredo non è una presa in giro. E’ semplicemente il modo popolare con cui dei milanesi hanno chiamato quella che una volta era una frazione di Milano abitata da gente più felice, più serena e senza la preoccupazione di dover fare un’ora in più di straordinario pensando al timore di doversi ritrovare al buio nello Stige. Insieme agli altri morti viventi annegati nell’accidia, pigrizia nel non riuscire a reagire, e sovrastati dal resto di una città immersa nella frenesia che non ha tempo da perdere con i perdenti diventando lei stessa tale, così facendo.

Voglio dedicare questo articolo ad uno di quegli invisibili: un ragazzo di Como di cui ho trovato un foglio di smarrimento appeso ad un palo, di una buona famiglia, con cui per puro caso mi ero soffermato il giorno prima a parlarci ed offrirgli qualcosa da mangiare ed a chiacchierare sul perché si era ridotto così.

Mi dispiace che la vita ti abbia messo di fronte prove dure, tanto si sa che non c’entra il ceto sociale su certe cose e le famiglie bene sono altrettanto se non più vulnerabili di quelle difficili.
Spero che tu ne sia uscito, i tuoi parenti mi sembravano molto preoccupati quando li chiamai
Fra tutte le attività che ho svolto a Milano in tre anni, quei dieci minuti a parlare con te sono stati forse tra i più importanti di tutta la mia vita milanese.

Vorrei invitare più persone a considerare di soffermarsi a scrutare oltre l’apparenza del classico punkabbestia che chiede quei due euro sulla linea gialla per farsi la dose. Chiedere chi è, sentire cosa gli è capitato, offrirgli una bevanda calda e semplicemente farlo esprimere senza la pretesa di risolvere per forza un problema che ora è qualche anno che si fa sempre più prepotente. Alla stessa maniera invito la stessa Sky ad alzare l’attenzione sulla questione visto che sono vicini di casa di quella situazione e non sempre se ne deve occupare qualche d’un altro, quando sotto casa accadono dei drammi.
A volte possono bastare solo un sorriso ed un’offerta disinteressata per creare una crepa nella cella d’isolamento tossica dove quel che è alla fine un povero ragazzo che ha solo voglia di sentire che non è invisibile.

DAVIDE TODINI

Leggi anche:
10 città stato del mondo che possono ispirare Milano
* E ora Milano Città Stato! Se non lo fa l’Italia, si può chiederlo all’Europa
Milano Città Stato sarebbe un bene soprattutto per l’Italia
Primo passo del consiglio comunale verso Milano Città Stato
Corrado Passera: Milano Città Stato è il più interessante progetto che ci sarà in Europa nei prossimi anni
“Proviamoci. Mi impegnerò personalmente”. Beppe Sala a Milano Città Stato

VUOI CONTRIBUIRE ANCHE TU A TRASFORMARE IN REALTA’ IL SOGNO DI MILANO CITTA’ STATO?
SERVE SCRIVERE PER IL SITO, ORGANIZZARE EVENTI, COINVOLGERE PERSONE, CONDIVIDERE GLI ARTICOLI, PROMUOVERE L’ISTANZA, AIUTARE O CONTRIBUIRE NEL FUNDING, TROVARE NUOVE FORME UTILI ALL’INIZIATIVA.
SE VUOI RENDERTI UTILE, SCRIVI A INFO@MILANOCITTASTATO.IT(OGGETTO: CI SONO ANCH’IO)

Stampato Milano Città Stato

eBook Milano Città Stato
CONDIVIDI
Articolo precedenteThe genius experience
Articolo successivoLa stazione sciistica più vicina a Milano sono i PIANI DI BOBBIO
Davide Todini
Nato e cresciuto a Roma, amo la letteratura e cerco di mescolare gli interessi tecnologici a quelli umanistici. Gioco a calcio, calcetto e calciotto e pratico la spada giapponese. Tuttavia la calma con cui faccio tutto questo si traduce talvolta in lentezza. Nel frattempo ho condotto una vita di vizi, sbagli ed errori, e sono pieno di difetti. .