OBBLIGO MASCHERINE ALL’APERTO: Regione Lombardia la prima a introdurlo e l’ultima a toglierlo. Ripercorriamo I FATTI SALIENTI

Ripercorriamo le tappe delle mascherine in Lombardia, di un obbligo unico in Europa e della sua (mancata) correlazione con la curva dei contagi. Resta il problema dello smaltimento dell'enorme quantità di mascherine prodotte in Lombardia e (per il 90%) rimaste ancora invendute

Finisce oggi 14 luglio 2020 la lunga querelle sull’utilizzo dei dispositivi di protezione su naso e bocca nei luoghi pubblici all’aria aperta. Una vicenda iniziata il 4 aprile e che sembrava non potesse mai finire. Tutte le mosse del presidente Fontana.

OBBLIGO MASCHERINE ALL’APERTO: Regione Lombardia la prima a introdurlo e l’ultima a toglierlo. Ripercorriamo i FATTI SALIENTI 

# 21 marzo 2020: il picco dei decessi e dei contagi in Lombardia (con ancora nessun obbligo di mascherine in Regione)

21 marzo. Il giorno più duro nell’emergenza Covid. 546 decessi in un giorno in Lombardia. Lo stesso giorno si è avuto anche il picco dei nuovi contagi: 3.251 nuovi positivi. Dal giorno dopo, il 22 marzo, i decessi iniziano a calare. Senza che siano stato ancora introdotto nessun obbligo sulle mascherine. 


# Il 4 Aprile 2020 Regione Lombardia introduce obbligo di mascherine all’aperto (quando contagi e decessi sono già dimezzati rispetto al picco)

Solo il 4 aprile, quando ormai contagi e decessi giornalieri risultano già dimezzati rispetto al picco del 21 marzo, il consiglio regionale introduce l’obbligo della mascherina per chi esce di casa o almeno di “protezioni per naso e bocca, come foulard o sciarpe”.

L’obbligo inizialmente era previsto da domenica 5 fino al 13 aprile nonostante non fosse arrivata nessuna indicazione in merito dal Consiglio Superiore di Sanità. Infatti il Presidente Franco Locatelli, ha negato che la misura lombarda fosse stata ispirata dal Consiglio stesso o dal Comitato tecnico-scientifico e sosteneva che “Sull’uso delle mascherine c’è un grande dibattito anche nella comunità scientifica perché non ci sono evidenze fortissime. Sappiamo che sono utili per prevenire il contagio di chi è infetto, ma la misura fondamentale è il rispetto del distanziamento sociale». La misura è stata presa inoltre nonostante la carenza dei dispositivi di protezione nelle farmacie.

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# Il 3 giugno 2020 Fontana dichiara: “Credo sia giusto portarla ancora finché non avremo la certezza che il virus è sconfitto”

Intervistato a Mattino 5 il governatore lombardo afferma che l’obbligatorietà in Lombardia sarebbe rimasta fino all’arrivo di un vaccino in grado di proteggere dal coronavirus. “Quelli credo siano comportamenti, stili di vita, che forse andranno tenuti anche nel momento in cui ci si avvicinerà al contagio zero perché finché non ci sarà la possibilità di avere un vaccino che ci garantisca dal ripresentarsi del virus, credo che qualche attenzione la si debba tenere”. Rispondendo sulla diversità di opinione riguardo al suo collega veneto Zaia aggiungeva: “Io sono più prudente perché ho parlato con tanti medici e tanti scienziati che dicono che la mascherina è il principale mezzo di attraverso il quale si evita il contagio, e tenuto conto che è fastidiosa ma non così drammaticamente fastidiosa e che ci consente una vita praticamente normale, io credo sia giusto portarla ancora finché non avremo la certezza che il virus è sconfitto.

Con le successive ordinanze estende l’obbligo fino al 14 giugno 2020.

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# Nuova ordinanza del 14 giugno: mascherine obbligatorie fino al 30 giugno, un unicum in Europa

Nonostante il calo drastico della curva dei contagi e il riscontro che il maggior numero di positivi si fosse riscontrato nelle RSA, il 14 giugno Fontana decide di prolungare di ulteriori 15 giorni l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, facendo della Regione Lombardia l’unico luogo in Europa a mantenere queste misura restrittiva.

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# Ulteriore proroga fino al 15 luglio: nemmeno il caldo torrido aveva fatto cambiare idea alla Regione Lombardia

Zangrillo, primario dell’Ospedale San Raffaele e responsabile del reparto terapie intensive, a fine giugno dichiarava che “il virus c’è e non è mutato, ma nella sua interazione con l’ospite è andato incontro, attraverso il fenomeno dell’omoplasia, a una perdita della carica rilevata in laboratorio, quindi è un’evidenza a cui corrisponde una mancanza di malattia“. Queste e altre rassicurazioni non erano sufficienti per togliere l’obbligatorietà nell’utilizzo delle mascherine all’aperto per i cittadini lombardi e quindi veniva ulteriormente prorogata fino al 15 luglio.

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# Ieri 13 luglio è arrivato lo stop: l’utilizzo delle mascherine all’aperto diventa facoltativo dal 15 luglio

Quando forse non ci sperava più nessuno, anche se l’ipotesi ha trovato sempre più conferme in questi ultimi giorni, la Regione Lombardia ha deciso di adeguarsi al resto d’Italia e d’Europa. Oggi infatti verrà emanata l’ultima ordinanza a riguardo a firma del governatore Fontana che renderà facoltativo l’utilizzo del dispositivo a protezione di bocca e naso all’aperto, salvo che non sia possibile mantenere il distanziamento sociale, mentre rimarrà obbligatorio nei luoghi chiusi e sui mezzi di trasporto pubblico.

La Repubblica del 14 luglio pubblica: Le mascherine-flop. Il 90% delle mascherine prodotte in Lombardia sarebbero rimaste invendute. 

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FABIO MARCOMIN

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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