5+1 TERRE STRANIERE a cui l’ITALIA potrebbe proporre la DOPPIA CITTADINANZA (come pensa l’UK per Hong Kong o l’Austria per l’Alto Adige)

Non solo l'Austria con l'Alto Adige: ora anche l'Inghilterra pensa a dare la doppia cittadinanza ad abitanti residenti all'estero. Se l'Italia attivasse la politica della doppia cittadinanza, con chi potrebbe farlo? E se a farlo fosse Milano?

Non solo l’Austria con l’Alto Adige: ora anche l’Inghilterra pensa a dare la doppia cittadinanza ad abitanti residenti all’estero. Boris Johnson di fronte al rischio che Hong Kong vede venir meno il suo status ci città autonoma, a causa dell’ultima legge sulla sicurezza dell’ex-colonia britannica in promulgazione da parte della Cina che darebbe un duro colpo al sistema “Un Paese, due sistemi”, è disposto a offrire ai cittadini della penisola cinese la doppia cittadinanza con il Regno Unito. Se l’Italia attivasse la politica della doppia cittadinanza, con chi potrebbe farlo?

5+1 TERRE STRANIERE a cui l’ITALIA potrebbe proporre la DOPPIA CITTADINANZA (come pensa l’UK per Hong Kong o l’Austria per l’Alto Adige)

# Boris Johnson: “Spero non si arrivi a questo, il Regno Unito non vuole altro che Hong Kong prosperi nell’ambito del principio un Paese, due sistemi”

Boris Johnson in un editoriale pubblicato dal Times e dal quotidiano di Hong Kong South China Morning Post scrive “Spero non si arrivi a questo, il Regno Unito non vuole altro che Hong Kong prosperi nell’ambito del principio “un Paese, due sistemi”. Spero che la Cina voglia lo stesso”. Nel caso in cui però Pechino vada avanti sulla promulgazione delle legge sulla sicurezza nuova legge che potrebbe decretare la fine dell’autonomia di Hong Kong, in teoria garantita fino al 2047 in base agli accordi del 1997, il premier britannico promette che “verrà consentito ai 350 mila residenti di Hong Kong che hanno un passaporto britannico e agli altri 2,5 milioni che possono chiederlo di venire nel Regno Unito per un periodo rinnovabile di 12 mesi e ottenere ulteriori diritti di immigrazione, incluso il diritto al lavoro, che potrebbe metterli sulla strada per la cittadinanza“. 

Se anche l’Italia, mutuando l’idea del Regno Unito con la sua ex-colonia asiatica, attivasse la politica delle doppia cittadinanza con territori oltre i suoi confini, quali potrebbero essere?

Fonte: milano.repubblica.it

Leggi anche: Hong Kong come Milano: quando il governo centrale è ostile all’AUTONOMIA della sua città più potente

I Paesi con cui l’Italia potrebbe attivare la doppia cittadinanza

Sono molti i territori legati all’Italia con i quali, per motivi storici, culturali e linguistici, avrebbe senso attivare una politica di doppia cittadinanza e rendere più facile muoversi in libertà.

#1 Corsica

La Corsica ha un legame molto stretto con l’Italia. La più piccola e a più settentrionale delle tre maggiori isole del Mar Tirreno, geograficamente è la più italiana: si trova da appena 82 km dalla Penisola Italiana (promontorio di Piombino) con fondali inferiori ai 1000 metri, mentre fra l’isola e la costa di Provenza, corrono 175 km., con profondità superiori ai 2000 m. Anche storicamente e culturalmente appartiene all’Italia: sull’isola si parla ancora oggi una lingua molto simile al genovese e ha sempre fatto parte della storia d’Italia fino a quando Genova, schiacciata dai debiti, fu costretta a cederla alla Francia con il Trattato di Versailles del 1768. La doppia cittadinanza sarebbe doverosa per un popolo che è più italiano che francese.  

#2 Nizza

Credits: siviaggia.it – Nizza

La città simbolo del Risorgimento italiano che ha dato i natali a Garibaldi, il grande protagonista dell’unificazione d’Italia. Dal punto di vista geografico l’intero bacino del fiume Var, compresa la città di Nizza, appartiene all’Italia. La Contea di Nizza faceva parte del Ducato di Savoia, nel 1561 con l’editto di Rivoli l’italiano rimpiazzò il latino come lingua per la redazione degli atti ufficiali,  poi del Regno di Sardegna dal 1720 fino alla cessione alla Francia nel 1860. Infatti in seguito agli accordi di Plombières del 1858, stretti fra Cavour e Napoleone III, il Regno di Sardegna promise la cessione di Nizza e della Contea di Savoia all’alleato francese in cambio del sostegno militare per la creazione di un Regno dell’Italia settentrionale a guida sabauda. Manovre di palazzo hanno fatto perdere all’Italia una città simbolo che ancora oggi possiede atmosfere più italiane che francesi. 

#3 Alta Savoia

Credits: wikipedia.org – Monte Bianco

L’Italia è di fatto un’estensione del Regno di Savoia. E come può allora l’Alta Savoia non appartenere all’Italia? L’Alta Savoia è la regione francese confinante con la Valle D’Aosta con cui condivide la più alta montagna europea, il Monte Bianco. Il territorio conquistato dai romani, franchi, poi nel Sacro Romano Impero e per gran parte della storia moderna sotto la dinastia sabauda. L’alleanza con la Francia di Napoleone III nella seconda guerra d’indipendenza italiana, costò alla dinastia dei Savoia la perdita della Contea di Nizza e della Savoia cedute definitivamente alla Francia. 

#4 Fiume

Credits: croazia.info – Fiume

Altra città simbolo della storia d’Italia, nel cui nome molti italiani hanno combattuto e se la città fosse stata riconsegnata all’Italia dopo la prima guerra mondiale, forse la storia del nostro paese avrebbe preso tutta un’altra piega.

La città di Fiume, terza per popolazione in Croazia dopo Zagabria e Spalato, è parte integrante della regione geografica italiana e infatti per indicare i suoi confini orientali vengono la catena delle Alpi Giulie e il Golfo del Quarnaro, a cui fa riferimento anche Dante Alighieri. La sua posizione strategica e la presenza di un importante cantiere navale ha fatto della città oggetto di contesa per secoli, già entità autonoma nel 1710 sotto il Regno d’Ungheria dal 1779 al 1919 nell’ambito dell’Impero austriaco e quindi di quello austro-ungarico, poi glorioso Stato libero di Fiume dal 1920 al 1924 e infine parte del Regno d’Italia dal 1924 al 1945 come capoluogo dell’omonima provincia per poi passare alla Jugoslavia nel 1947, e dopo la dissoluzione di quest’ultima, alla Croazia nel 1991.

Ripristinare la doppia cittadinanza sarebbe un modo per fare pace con la storia e per compensare almeno a livello simbolico i famigerati effetti della “vittoria mutilata”. 

5. Canton Ticino 

Credits: ticinolive.ch – Lugano

Il Canton Ticino, parte del Ducato di Milano fino al 1515, è l’unico cantone svizzero in cui l’italiano è la sola lingua ufficiale, tranne il comune di Bosco Gurin che ha come lingua comunale anche il tedesco, mentre le varianti del lombardo parlate nel Cantone sono il dialetto ticinese nel Sopraceneri ed il dialetto comasco nel Sottoceneri. Secondo la Costituzione cantonale “il Cantone Ticino è una repubblica democratica di cultura e lingua italiane” e il preambolo chiarisce che “il popolo ticinese” è “fedele al compito storico di interpretare la cultura italiana nella Confederazione elvetica”. Se non lo fa l’Italia potrebbe farlo Milano: concedere la doppia cittadinanza milanese ai ticinesi. 

# Special Guest: Austria

Credits: 10cose.it – Vienna

Infine si potrebbe immaginare una doppia cittadinanza in comune con gli austriaci per lombardi e veneti: il Regno Lombardo-Veneto infatti fu uno Stato dipendente dall’Impero austriaco concepito dal cancelliere Klemens von Metternich all’inizio della Restaurazione seguita al crollo dell’impero napoleonico, la cui nascita venne sancita nel 1814 dal Congresso di Vienna. Sono ancora forti le influenze asburgiche su queste regioni e forse avrebbe senso ripristinarne una identità comune. 

FABIO MARCOMIN

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

 

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