Il Comune lancia la sfida a Airbnb per risolvere il PROBLEMA CASA

Il Comune vuole seguire l'esempio di Amsterdam, Londra e Parigi e imporre un tetto al numero di notti per gli affitti a breve termine

Foto Andrea Cherchi (c)

Lunedì in un post, l’Assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran si era posto un dubbio: Milano si può permettere ancora Airbnb? La piattaforma di intermediazione che permette a privati di offrire a terzi la propria abitazione con la formula dell’affitto breve ha di fatto tolto dal mercato circa 20mila alloggi che potrebbero essere destinati ad affitti di lungo periodo. Martedì 18 febbraio l’Assessore al turismo Roberta Guarnieri ha dichiarato di essere d’accordo con altre città italiane e europee di porre un tetto di giorni consentiti per l’affitto breve tramite Airbnb.

Il Comune lancia la sfida a Airbnb per risolvere il problema casa

A Milano come Amsterdam, Londra e Parigi

L’assessore Roberta Guarnieri, a seguito di un confronto con le principale città turistiche italiane (Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Torino), ha espresso l’esigenza comune di arrivare quanto prima ad una soluzione sul problema case che affligge a diversi livelli tutte le grandi città.
In particolare si sta valutando con il governo se imporre un tetto limite al numero massimo di giorni di affitto nell’arco dell’anno, con il sistema delle locazioni brevi, come si sta già attuando in Europa: Amsterdam l’ha fissato a 30 giorni, Londra a 90 e Parigi a 120 (solo per le prime case). Una misura da porre in alternativa o da integrare a maggiori garanzie in favore di chi vorrebbe locare per lunghi periodi.
Il ricorso agli affitti brevi, tralasciando chi lo fa come attività professionale, è dovuto al fatto che rispetto alle locazioni classiche il pagamento è anticipato e quindi non c’è rischio di morosità e l’immobile in oggetto viene subito liberato, rendendo i proprietari più sicuri nel loro ruolo di affittuari.

Lo scontro PD, Forza Italia e sindacato sul tema

Se da un lato il PD e la sinistra in generale con l’appoggio dei sindacati vogliono tutelare chi vuole prendere un’abitazione in affitto, dall’altro Forza Italia e altre forze politiche “più vicine” ai proprietari di immobili vedono l’iniziativa come un modo per danneggiare chi utilizza il metodo degli affitti brevi per ripararsi dai cattivi pagatori, obbligandoli a regole troppo restrittive.

L’approdo probabile di questa vicenda sarà una formula che non scontenti nessuno, ovvero mettere un tetto al numero di notti per gli affitti brevi che non sia troppo limitato magari simile all’esempio francese e introdurre delle piccole garanzie per i proprietari. Questo intervento legislativo potrà avvenire solo a livello statale, quindi dovrà per forza prevedere un lungo percorso.

Le nostre proposte per risolvere il problema casa a Milano

In un nostro articolo avevamo lanciato alcune idee, che potrebbe attuare l’amministrazione comunale, per rendere più accessibili gli appartamenti a persone di medio-basso reddito e ridare ai proprietari di immobili maggiore sicurezza e responsabilità:

  • Riservare un quota di affitti calmierati in tutti i nuovi immobili in costruzione sull’esempio di Vienna
  • Trasformare gli appartamenti sfitti di proprietà in housing sociale come una proposta che arriva da Berlino
  • Tassare gli appartamenti sfitti come fossero affittati come succede in Francia

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FABIO MARCOMIN

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