Gli EFFETTI COLLATERALI della quarantena: in Cina si divorzia. In Italia che succederà?

Al cuore non si comanda, certo, ma cosa succede se istituzioni ed emergenza sanitaria impongono un ritiro forzato dentro casa, una quarantena da vivere o da “scontare” con la propria famiglia, per contenere la diffusione dell’epidemia?

Gli EFFETTI COLLATERALI della quarantena: in Cina si divorzia. In Italia si nasce?

Si passa gran parte del tempo a immaginare e pianificare una pausa dal lavoro. Non per forza per andare in chissà quale posto lontano ed esotico. Basterebbe poco per ricaricare le pile: divano, tv, una coperta, qualche snack e una tisana calda. Una selezione di film, un buon libro, dello streching e un corso di aggiornamento online.

Poi arriva un virus. Inaspettatamente, in sordina, quasi in modo beffardo, visto che per troppo tempo lo abbiamo considerato poco più di una normale influenza. E ogni aspetto della società in cui viviamo si ferma all’improvviso. Tutto, dal lavoro alla palestra, dalla scuola al corso di ballo, dal parrucchiere alla messa, dal viaggio all’uscita con il cane, diventa off-limits.
E con la richiesta di chiudersi in casa, di interrompere il lavoro e qualsiasi altra attività che comporti il contatto fisico con il mondo esterno, arriva il tempo libero.
Tanto tempo libero. Peccato che in quei 40, 60, 120 metri quadri di casa ci si ritiri tutti insieme.

Puff e sparisce il divano, puff il film sotto la coperta, puff il webinar, puff anche la tisana. Il tavolo del soggiorno è occupato dai libri di algebra e di spagnolo, tu con le cuffie siedi sulla tavoletta del water mentre cerchi di capire come collegarti a zoom, e la tua dolce metà abbarbicata al bancone della cucina dirige figli e report in inglese.
Giri l’angolo per tirare il fiato e chi ti incontri? Cambi direzione, ma chi incontri di nuovo? E a suon di passare ore e ore a stretto contatto con l’altro, dentifricio aperto, calze spaiate, mutande a terra, impronte ovunque, sono solo dei meravigliosi ricordi.
Questa è solo una simulazione, ma la realtà per molti non è tanto diversa.


# Come ha reagito la Cina

 

divorzio

Gli effetti del coronavirus sulla vita di coppia in Cina, in particolare a Xi’an e nel distretto di Yanta, è stato devastante, sembrerebbe. Abituati a ritmi frenetici e giornate interminabili passate fuori casa, molti cinesi dopo questa esperienza hanno deciso di interrompere la loro convivenza.
Ma la notizia è mitigata da un dato fondamentale: gli uffici comunali per le separazioni e i divorzi sono rimasti chiusi per più di un mese. Dal 1 marzo, data di riapertura, potendo eseguire al massimo 14 divorzi al giorno, gli uffici hanno fatto il tutto esaurito.
Comunque, secondo il Global Times, la ragione principale rimane quella della convivenza forzata 24 ore su 24 con la propria famiglia.

# Cina

sperazione

# Si è notato che la Cina registra un boom di divorzi in occasione dei festeggiamenti del Capodanno e degli esami di ammissione alle università… Motivi di grande stress per il popolo cinese.

# La legge cinese permette di divorziare in poche ore, basta compilare un semplice modulo che differisce da quello del matrimonio per il colore: uno è rosso, l’altro è verde.

# Tra il 2006 e il 2016, il numero dei divorziati è raddoppiato, passando da 1,5 a 3 su 1000 persone, per un totale di 4,2 milioni di casi.

# Secondo un rapporto della Corte suprema del Popolo, il massimo organo giudiziario cinese, il 70% delle dispute matrimoniali non consensuali è stato avviato dalla moglie.

# Come potrebbe reagire l’Italia

coppia

Riavvolgiamo il nastro. Cancelliamo per un attimo dentifrici aperti e calze spaiate, che sono poca cosa. Teniamoci anche compiti, riunioni, tensioni e battibecchi. Però pensiamo al nostro Paese, alle nostre abitudini, così diverse dal resto del mondo, ai valori famigliari forti e resistenti a tutto, anche ai virus.
E allora sento i profumi di una cena e vedo i sorrisi di adulti e bambini, che depongono armi e stanchezza e si ritrovano a parlare delle piccole cose e di un futuro incerto. E vedo quel famoso divano, un po’ stretto per tutti, ma ci si sta.
E poi vedo le luci spegnersi e vedo arrivare l’inverno prossimo.
Chissà quanti fiocchi alle porte. Speriamo.

# Italia

# Il quadro italiano è da anni tristemente noto: crollano le nascite, cala la popolazione residente in Italia e aumentano le persone che lasciano il Paese.

# Secondo i dati dell’Istat, dal 2015 la popolazione residente è in diminuzione: per la prima volta negli ultimi 90 anni siamo in una fase di declino demografico.

# In Italia nel 2019 ci sono state solo 435mila nascite, rappresentando il ricambio naturale più basso in 102 anni.

# Ogni 100 persone decedute, ci sono solamente 67 bambini che nascono… Nel 2010 ce n’erano 96.

BARBARA VOLPINI

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