È stata dura ma… 7 BUONI MOTIVI per essere OTTIMISTI sul futuro di Milano

Milano è stata duramente colpita dal Covid-19 ma come l’araba fenice sarà in grado di risorgere dalle sue ceneri più forte di prima. Ecco i magnifici 7 motivi che saranno in grado di guidare Milano fuori dalla crisi

Credits: Andrea Cherchi

È inutile negarlo, il Covid-19 è stata una vera e propria batosta per Milano. La pandemia ha colpito duramente la città e dopo anni di successi e primati, Milano si è scoperta fragile, indifesa e impreparata ad affrontare un evento di tale portata. In molti si chiedono se sia solo una battuta di arresto o la fine definitiva delle smisurate ambizioni di una città che, come un moderno Julian Sorel, voleva uscire dal provincialismo italiano e diventare una vera capitale europea, moderna, efficiente e competitiva sul piano internazionale. La situazione è sicuramente molto difficile ma ci sono almeno 7 buoni motivi per essere ottimisti e puntare sulla rinascita di Milano.

È stata dura ma… 7 BUONI MOTIVI per essere OTTIMISTI sul futuro di Milano

#1 I milanesi (siamo fantastici)

Il fattore chiave da cui ripartire. Sono tante le qualità dei milanesi che hanno reso grande questa città e che potranno costituire il combustibile indispensabile per dare la spinta propulsiva necessaria per la rinascita della città. Dalla laboriosità tipica di Milano, che trasforma le lamentele in voglia di fare, allo spirito imprenditoriale inteso come capacità di creare valore, dal forte senso di responsabilità, che porta i milanesi ad agire in prima persona per migliorare la loro città, alla capacità di autocritica e di imparare dai propri errori. 


2. Assenza di rivali

Se è vero che l’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio Milano e la Lombardia, è anche vero che in questa situazione si è evidenziata la pochezza di tutte le possibili alternative a Milano. Anche nei giorni più bui dell’emergenza Covid in cui Milano si trovava in ginocchio, nessuna città o regione è stata capace di mostrarsi all’altezza della grande mentalità di Milano e di fare ciò che ha reso grande Milano: tendere una mano in aiuto di chi si trovava in difficoltà. Anzi, mostrando tutte una assenza di leadership, ne hanno approfittato per gettare discredito sulla città e per godere della sua sofferenza. E questo vale non solo per i territori, ma anche per personaggi o istituzioni:  nessuno è stato capace di emergere come leader e avanzare delle proposte per guidare il rilancio di Milano e della Lombardia, i territori più colpiti. Ora più che mai è evidente che solo Milano può salvare non solo se stessa, ma un Paese ormai allo sbando. 

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3. Siamo caduti così in basso che ora possiamo solo risalire

“Più giù di così non si poteva andare, più in basso di cosi, c’è solo da scavare, ma salirò, salirò fino a quando sarò solamente un puntino lontano, lontano”. Cosi cantava Daniele Silvestri nel 2002 e cosi si sente anche Milano, che con la crisi indotta dal Covid-19 ha toccato il suo punto più basso degli ultimi anni. Ora può solo risalire e tornare ad essere la stella più brillante d’Italia.



4. Le olimpiadi 2026

Milano accoglierà le olimpiadi invernali “Milano-Cortina 2026” e questa sarà un’occasione importante per rilanciare e trasformare la città. Sono infatti molte le opere previste per ripensare gli impianti sportivi e le infrastrutture della città in modo da accogliere al meglio le manifestazioni olimpiche e i visitatori da tutto il mondo. I progetti più importanti che cambieranno il volto della città in vista di Milano-Cortina 2026 sono: il Villaggio Olimpico, che verrà realizzato nella zona dell’ex Scalo Ferroviario di Porta Romana, il Palaitalia, nel quartiere di Santa Giulia alla periferia Sud-est della città, la riqualificazione del Palasharp, che dovrebbe diventare la Milano Hockey arena già nel 2021, e il restyling di Piazza Duomo, per ospitare le premiazioni delle gare milanesi.

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5. Ospedali più forti che mai e riforma del sistema sanitario

Durante la pandemia, gli ospedali lombardi sono riusciti a far fronte all’emergenza raddoppiando i posti di terapia intensiva e decuplicando quelli di degenza Covid. Ora la Regione ha stanziato un piano straordinario da 225 milioni di euro per ridisegnare la rete ospedaliera nell’era post Covid e rafforzare i posti letto di terapia intensiva, di sorveglianza sub intensiva e di degenza con l’obiettivo di garantire una risposta adeguata in caso di recrudescenza del virus senza compromettere l’operatività della rete ospedaliera per le altre patologie.

Inoltre l’emergenza Covid ha messo in luce alcune debolezze del sistema sanitario lombardo, in primis la medicina territoriale e di prevenzione, e ha così innescato un processo di revisione e riforma del modello esistente, con lo scopo di ripristinare il ruolo della medicina di base e di prevenzione per garantire continuità e assistenza nelle cure ai malati cronici.

6. Rafforzamento dello spirito di coesione lombardo

L’emergenza Covid ha aumentato la coesione tra Milano e il resto della Lombardia, soprattutto contro la Schadenfreude, la felicità per le disgrazie degli altri, dimostrata dal resto dell’Italia nei confronti dei lombardi. Un po’ come le truppe della Lega Lombarda unite a difesa del Carroccio riuscirono a sconfiggere il nemico comune Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, anche in questo caso il rafforzamento dell’unione tra lombardi può aiutare Milano e la Lombardia a riconquistare la consapevolezza del loro valore e della loro importanza e far rinascere l’orgoglio di una regione che rappresenta l’Italia che ce la fa nel mondo.

7. La fine degli imbruttiti

Con la crisi del Covid-19, Milano è stata costretta a fare un bagno di umiltà e a ripensare ai limiti del suo sviluppo frenetico. La città si è riscoperta più umana e ora punta ripartire con lentezza, “un passo alla volta”, esplorando la possibilità di seguire un modello di sviluppo alternativo, più autentico e meno patinato, centrato sui valori della condivisione e della collettività partecipativa. Riprendendo le parole di Filippo Del Corno, l’assessore alla cultura del comune di Milano, “Milano può essere più dinamica ma meno frenetica, più autentica e meno patinata, più vivace e meno bulimica”. Insomma più valori veri, meno “figa e fatturato”.

LAURA COSTANTIN

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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