Dopo essere stata sommersa dall’acqua l’Arena si copre di ghiaccio: al via l’esperimento per le olimpiadi

Un rettangolo di ghiaccio, delle stesse dimensioni di un campo da hockey, verrà ricreato all’Arena di Milano. Vediamo insieme perché

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credits: milanodavedere.it

Nei prossimi giorni l’Arena di Milano si trasformerà in un laboratorio di sperimentazione a cielo aperto. Verrà infatti ricreata qui una grande pista di pattinaggio, della dimensione di un campo da hockey. L’obiettivo: capire, misurando la tenuta del ghiaccio, se anche senza copertura la superficie ghiacciata potrà essere utilizzabile per le gare di speed skating delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Dopo essere stata sommersa dall’acqua l’Arena si copre di ghiaccio: al via l’esperimento per le olimpiadi

# Dopo essere stata sommersa dall’acqua, l’Arena Civica di Milano si copre di ghiaccio.

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Non è la prima volta che l’Arena milanese viene modificata ed utilizzata per altri scopi. Nel 1800 infatti, sotto il regno di Napoleone, questo luogo veniva sommerso dall’acqua per ricreare le naumachie, spettacoli molto in voga nell’antica Roma, che simulavano battaglie navali in piccoli bacini d’acqua artificiali.

Questa volta l’Arena verrà invece ricoperta dal ghiaccio, in modo da creare una pista di pattinaggio che potrà forse essere utilizzata durante i Giochi Olimpici invernali del 2026.

# L’esperimento a cielo aperto: sarà possibile utilizzare una pista di pattinaggio scoperta?

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Dal 6 al 22 febbraio, stessa finestra temporale dei Giochi Olimpici 2026, si terrà quindi questa sorta di esperimento: la pista ghiacciata senza copertura di protezione riuscirà ad evitare la formazione di quella “patina” che ne renderebbe impossibile l’uso?

È stato il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, a richiedere questo test. Le nuove norme varante da tale ente per contenere i costi, puntano alla sostenibilità dei Giochi, promuovendo l’utilizzo di impianti già esistenti. Al momento, nella mappa ufficiale, il luogo prescelto per le gare di pattinaggio di velocità è Baselga di Pinè, in Trentino. Per questo impianto si dovrebbero spendere almeno 70milioni e si teme di subire una grossa perdita una volta finite le Olimpiadi.

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# Ma la strada verso questa opportunità per Milano sembra essere lunga.

credits: milano.repubblica.it

Roberta Guaineri, assessora a Turismo, Sport e Qualità della vita, ha affermato che la possibilità di ospitare le gare di pattinaggio veloce sarebbe una grande opportunità per Milano, già destinata ad accogliere le gare di hockey, pattinaggio di figura e short track. Guarnieri ha inoltre sottolineato come questa riconversione momentanea non pregiudichi l’utilizzo dell’Arena da parte degli atleti, affermando che “questa è e rimane la loro casa”.

La strada è comunque molto lunga, se la misurazione della tenuta del ghiaccio dovesse risultare soddisfacente, bisognerebbe cambiare il regolamento olimpico, che vieta infatti le competizioni di questa specialità all’aperto. Un ulteriore ostacolo potrebbe essere di tipo politico. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, infatti rivendica “Se si dovesse optare per un impianto all’aperto a maggior ragione la scelta dovrebbe ricadere su Pinè”.

Fonte: milanodavedere.itmilano.repubblica.it

Continua la lettura con: La Città dello SPORT: nuovi impianti per una Milano all’altezza delle OLIMPIADI 

CHIARA BARONE

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Chiara Barone
Nata e cresciuta a Milano, sono una studentessa all'ultimo anno di Sociologia. Sogno un mondo più inclusivo dove cultura, passione e curiosità siano motore di innovazione e miglioramento.