Dal LOCKDOWN alla RABBIA? Escalation di violenza a Milano da parte di giovani

Il Procuratore Cascone: "I mesi in casa sono stati una sorta di pentola a pressione. In alcuni contesti privi di valori e interessi, cui spesso si aggiunge il disagio economico e sociale, dentro alloggi angusti e tempi dilatati si covavano rabbia e mentalità prevaricatoria"

Credits: corriere.it - Baby gang

Dopo il lockdown, con mesi senza scuola e senza attività di relazione, migliaia di adolescenti si sono riversati nei parchi e nelle piazze. Come pubblicato dal Corriere della Sera, negli ultimi tempi a Milano si è avuta una escalation di violenze e prepotenze di cui i genitori a volte sono all’oscuro. Rimanere chiusi in casa, avulsi dalla vita sociale, avrebbe amplificato il disagio dei ragazzi. Potrebbe essere un altro segnale di una sottovalutazione da parte dei governanti delle conseguenze delle proprie decisioni politiche. 

Dal LOCKDOWN alla RABBIA? Escalation di violenza a Milano da parte di giovani

# Il procuratore capo del Tribunale dei minori Cascone: “Dopo il lockdown abbiamo affrontato una escalation di rabbia e prepotenze. Ma questi episodi sono solo la punta dell’iceberg”

Piccole estorsioni e rapine a Citylife e al parchetto dietro Porta Romana. Un episodio di bullismo dieci contro uno al parco Solari, un altro in piazza Vetra. Una coppia aggredita in Darsena. E ancora rivendita di merce rubata con promozione tramite stories su Instagram. Scalatori di monumenti con tanto di filmati dalle Colonne al tetto dell’Arco della Pace. E poi movida selvaggia e senza regole: ultimo episodio un venditore di rose buttato nelle acque dei Navigli, mentre a giugno un venticinquenne era stato accoltellato in una rissa tra ragazzini in corso Garibaldi. Dopo il lockdown abbiamo affrontato una escalation di rabbia e prepotenze. Ma questi episodi sono solo la punta dell’iceberg. C’è un sommerso enorme. Per ogni denuncia che ci arriva, almeno altri 7-8 piccoli reati commessi da minori restano tenuti segreti all’interno dei gruppi di adolescenti, nascosti persino alle famiglie delle vittime“. Lo sfogo è del procuratore capo del Tribunale per i minorenni Ciro Cascone, noto per avere la mano più che ferma quando si tratta di sopraffazioni perpetrate da ragazzini nei confronti di coetanei. “Se le denunce ci arrivano le trattiamo immediatamente, nel caso di rapine anche con misure cautelari. Teniamo presente però che la finalità principale non è quasi mai quella predatoria. – riflette il procuratore – Spesso la rapina è solo un trofeo che arriva dopo settimane di vessazioni secondo la logica mutuata dalle baby gang: netta contrapposizione tra gruppi legati al territorio che migrano imponendo le loro violenze e pericolosa ricerca di “protezione” da parte delle vittime che finiscono per rimanere coinvolte in dinamiche più grandi di loro. Alla base c’è una profonda questione identitaria che va riconosciuta e smascherata“.


# Il lockdown ha fatto da incubatore e la Fase 2 da involontaria cassa di risonanza

Il lockdown, in questo senso, ha fatto da incubatore e la Fase 2 da involontaria cassa di risonanza. I mesi in casa sono stati una sorta di pentola a pressione. In alcuni contesti privi di valori e interessi, cui spesso si aggiunge il disagio economico e sociale, dentro alloggi angusti e tempi dilatati si covavano rabbia e mentalità prevaricatoria. – spiega il criminologo, pedagogista e giudice onorario Duilio Loi – Con la scuola e le attività pomeridiane precluse per il Covid, migliaia di ragazzini si sono riversati in strada e nei parchi diventando facili bersagli di gruppi che in questo “affollamento” di spazi all’aperto hanno dato il peggio di sé. Il gruppo rafforza il senso di onnipotenza e fraziona le responsabilità“.

# Cosa succederà a Settembre?

Cosa succederà a settembre, se per gli adolescenti non viene ripristinato un quadro di vita normale, con la scuola e le attività a regime? Il tema è complesso, i social network amplificano le possibilità di contatto e reperibilità anche di chi cerca di sottrarsi alle dinamiche intimidatorie. “Gli adolescenti faticano a riconoscere i reati per la portata reale che hanno. – aggiunge ancora lo psicoterapeuta Luigi Colombo – Quello di estorsione, ad esempio, è gravissimo, a prescindere dall’importo, e lo stesso vale per la ricettazione, le rapine, le minacce, le lesioni. Nel momento in cui tutto questo non viene denunciato alla giustizia minorile, sono le vittime stesse a minimizzarne la portata“. Questo non fa bene a nessuno, neanche agli aggressori, chiude Cascone: “Questi ragazzi difficili e devianti vanno intercettati e rieducati alla socialità e al rispetto delle regole, prima che sia troppo tardi per farlo“.

Fonte: Il Corriere della Sera



FABIO MARCOMIN

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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