Da “in motu vita” al progetto “Dopodomani”: le TRASFORMAZIONI fatte o desiderate della STAZIONE CENTRALE

Cambiamenti nella Stazione Centrale. Come sarebbe se si fossero realizzati i progetti più radicali?

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La Stazione Centrale ha avuto molte possibilità di cambiamento che hanno spesso però portato a numerosi dibattiti. Dalla piattaforma con funzione di eliporto all’attuale Centro Commerciale incorporato. Come sarebbe potuto essere la Stazione Centrale?

Da “in motu vita” al progetto “Dopodomani”: le TRASFORMAZIONI fatte o desiderate della STAZIONE CENTRALE

# La volontà di una nuova Stazione Centrale per sostituire quella preesistente

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La Stazione Centrale di Milano ha dietro di sé una storia al quanto travagliata. In data 1 Luglio 1905,venne costituita l’Amministrazione Autonoma delle Ferrovie dello Stato: diede predisposizione per un piano di riordino del nodo ferroviario di Milano che avrebbe portato alla costruzione di una nuova Stazione Centrale, in sostituzione di quella preesistente divenuta ormai insufficiente rispetto al traffico ferroviario che cresceva sempre di più.

# La prima pietra che portò al progetto “in motu vita” di Stacchini

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Il 28 Aprile 1906, durante l’Esposizione Universale incentrata sui traporti, fu posata la prima pietra che avrebbe dato il via alla costruzione della nuova Stazione Centrale. Qualche mese più tardi fu bandito un primo concorso per la facciata della nuova stazione ma nonostante la partecipazione di 17 partecipanti, nessuno si aggiudicò il primo e il secondo premio. Nel 1911 fu bandito un secondo concorso con 43 partecipanti dove spiccò il progetto “in motu vita” dell’Architetto Ulisse Stacchini successivamente modificato prima dell’approvazione definitiva che arrivò solo nel 1924.

# Il nuovo progetto: riscaldamenti e riparazione dei danni della seconda guerra mondiale

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Il nuovo progetto introduceva una copertura a grandi arcate in sostituzione delle pensiline. L’inaugurazione avvenne in data 1 Luglio 1931 alla presenza del Ministro delle Comunicazioni, competente anche in materia di trasporti. Con delle piccole modifiche soprattutto incentrate sull’attivazione dell’impianto di riscaldamento dei deviatoi e sulla riparazione dei danni della seconda guerra mondiale, rimase invariata fino agli anni 50.

# I nuovi progetti: dalle piccole modifiche ai cambi radicali

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Nel 1952 le Ferrovie bandiscono insieme al Comune di Milano un concorso di idee per gli accessi alla Centrale ma si riscontrò che tra i progetti presentati si passava da piccole modifiche a cambiamenti radicali come l’inserimento di due rampe per raggiungere il piano dei binari posto a quota 7,39 metri del progetto degli architetti Morini e Vincenti. Due progetti furono presentati dall’architetto Viganò il quale uno prevedeva due piazze laterali sopraelevate al piano del ferro, l’altro invece prevedeva l’integrale azzeramento dell’edificio in pietra. 

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# Il progetto “Dopodomani”: avrebbe creato disguidi o sarebbe stato incredibile?

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Il concorso venne vinto dal progetto “dopodomani” presentato dagli Architetti Giulio Minoletti ed Eugenio Gentili. Prevedeva la demolizione della galleria delle carrozze con l’avancorpo centrale, riproponendola più ampia ed a percorso unico alla quota dei binari. Inoltre l’obiettivo era quello di portare tramite due rampe simmetriche i mezzi di trasporto su gomma alla quota dei binari ed al coperto. Inoltre si voleva collocare una stazione per autolinee extra-urbane, insieme a due autorimesse, a livello della piazza, utilizzando lo spazio coperto compreso tra le rampe.

Il progetto scatenò un forte dibattito tra i sostenitori dell’architettura moderna e coloro che invece temevano che l’accentramento di troppe funzioni in un unico luogo avrebbe creato disguidi a livelli organizzativi. Si concluse con la decisione di non agire tranne se non nell’istallazione delle scale mobili al centro del salone della biglietteria.

# Il progetto incentrato sulla riduzione dell’altezza e sulla piattaforma con funzione di eliporto

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Con la necessità di dotare Milano di un Air Terminal, le Ferrovie decisero di chiedere agli architetti Minoletti e Gentili di rielaborare il vecchio progetto che verrà successivamente approvato nel 1960. Con la riduzione dell’altezza a 82,90 metri, viene inoltre prevista una piattaforma sui binari come funzione di eliporto.

# La Stazione Centrale diventa anche un Centro Commerciale

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Si era ipotizzata la costruzione di un edificio per gli uffici milanesi della FS ma il progetto non vide mai luce. La Stazione Centrale non sarà più modificata fino agli interventi promossi da “Grandi Stazioni” con l’obiettivo di valorizzare gli spazi, trasformando la Stazione Centrale in un Centro Commerciale in grado di offrire più servizi ai viaggiatori.

Fonte: Adalingo

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MARCO ABATE

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Marco Abate
Laureando in Scienze dell’Organizzazione presso l’Università Bicocca di Milano. Nato a Monza e da sempre amante della tecnologia e degli animali. Affascinato dai social network e dalla creazione di contenuti multimediali.