I ritardi del CAR SHARING MILANESE: quattro proposte per portarlo all’altezza di una metropoli internazionale

car sharing milanese
Credits: digitaloceanspaces.com

Car Sharing a Milano. Crescono i numeri ma il servizio è da migliorare.

Secondo i dati del Rapporto Aniasa 2019 sul car sharing in Italia, nel 2018 si conferma il trend di crescita del settore: gli iscritti ora sfiorano quota 1,8 milioni, le flotte sono cresciute dell’8% rispetto lo scorso anno ed è aumentata la distanza media percorsa del 4%, arrivando a 6,8 km.
Sempre dal Rapporto si scopre anche che la richiesta più alta è nei giorni feriali, più precisamente negli orari tra le ore 16 e le ore 21 (31%), seguita dalla fascia del mattino tra le ore 7 e le ore 12 (20%).

Le fasce 21-24 (16%) e 24-7(14%) non risultano tra quelle di punta.
Ma avete mai provato a cercare un’auto in centro a Milano alle 22?
Le auto praticamente non esistono e non sono disponibili nelle fasce di punta. Ecco perché il servizio car sharing non può essere considerato come la soluzione dei problemi di mobilità metropolitana, né come servizio sostitutivo del trasporto pubblico invece che complementare ad esso.

Ecco 4 possibili soluzioni per migliorare il servizio per i cittadini milanesi.

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I ritardi del CAR SHARING MILANESE: quattro proposte per migliorare il servizio

#1 Aumentare la flotta: più auto a disposizione

Se da un lato il numero di utenti italiani – trainati da Milano – è tra i più alti d’Europa, le flotte no. Le vetture in Italia risultano aumentate dell’8% rispetto lo scorso anno, ma confrontando con altri Paesi si nota subito una differenza degli investimenti: CarToGo, ad esempio, ha 1.100 auto a Berlino contro le 800 di Milano; DriveNow 1.000 a Berlino, 700 a Londra e 500 a Milano; Ubiquoo solo 150 vetture a Milano. Anche se in rapporto alla dimensione delle città queste differenze potrebbero essere giustificate, non lo sono invece se si considera il tasso di utilizzo che a Milano risulta maggiore.

#2 Dare la possibilità di prenotare la vettura per più tempo

È già possibile prenotare un’auto in anticipo, prima del servizio, ma spesso la tempistica del ‘blocco auto’ non è sufficiente. Ad esempio Enjoy, la compagnia più economica e più radicata nella città, prevede 90 minuti di prenotazione. Forse, prevedere una fee maggiore per bloccare più a lungo l’auto, oppure la possibilità di prolungare la prenotazione tramite l’App (come altre compagnie già fanno), potrebbe essere una soluzione per chi, a fine cena ad esempio, sarebbe disposto a pagare di più, per trovare la stessa auto e tornare a casa o andare in un altro locale. Una fee più alta permetterebbe di coprire il ‘costo auto’ da un lato e di soddisfare l’utente dall’altro, non impattando sulla mobilità urbana.

#3 Nella fasce orarie ‘critiche’, premiare chi termina il car sharing in una zona rossa

Si dovrebbe premiare chi usufruisce del servizio all’interno delle ‘zone rosse’.
Se è vero che in centro, negli orari di punta, è quasi impossibile trovare un’auto disponibile, offrire uno sconto o un benefit a chi lascia l’auto in una ‘zona rossa’, in una determinata ora, potrebbe migliorare la disponibilità di vetture durante i momenti di picchi di richiesta. Quale millennial non lascerebbe la macchina in una via, piuttosto che un’altra, per uno sconto sul prossimo viaggio?

#4 Offrire passaggi in stile ‘Blabla car’

L’utente, in mancanza di auto disponibili, potrebbe contattare il driver dell’altra vettura ‘disponibile al servizio’ per chiedere la condivisione del mezzo. L’algoritmo della vettura dividerà in modo equo tra i due autisti, a seconda delle tratte di ciascuno.
Se è vero che il 28% del fatturato è sviluppato dalla vendita di servizi accessori acquistati dai clienti – ad esempio le fee extra che ci tocca pagare quando usciamo dalla zona urbana – questo potrebbe essere un servizio aggiuntivo, ma ‘ben voluto’ da un utente senza macchina.

Idee per un servizio all’altezza di una grande metropoli

Siamo sicuri che le compagnie di car sharing investiranno sempre di più. Milano si aspetta un servizio al pari delle altre metropoli europee, con un servizio all’altezza delle esigenze dei cittadini e, anche, con una maggiore attenzione alla pulizia delle auto e al servizio Customer Care.

SILVIA BOCCARDELLI

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