5 modi per ridurre lo SMOG utilizzando le esperienze di altri Paesi

L'inquinamento è uno dei più gravi e irrisolti problemi a Milano. Come possiamo risolverlo?

Credits: giornaledeinavigli.it - Smog a Milano

Il mese di gennaio per i milanesi è stato drammatico, ben 22 giorni di Pm10 oltre i limiti mentre la legge consente solo 35 giorni di sforamento durante l’anno.

Cosa dicono gli studi sull’inquinamento atmosferico

L’OMS afferma che in Europa almeno 9 cittadini su 10 sono, ogni giorno, esposti a livelli troppo alti di inquinamento. Secondo il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, l’Italia è prima per decessi prematuri a causa delle alte concentrazioni di ozono e di biossido di azoto, mentre uno studio della University College London rivela che le persone esposte a maggiori livelli di inquinamento atmosferico sono più a rischio di depressione e suicidio.


Milano, per la sua posizione e per la conformazione geografica, è soggetta a frequenti condizioni di stagnazione dell’aria e perciò all’accumulo delle polveri sottili.

Nonostante il calo un calo significativo dei livelli di polveri fini nell’aria (siamo sotto la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo) segnalando dall’Arpa, noi milanesi sappiamo bene che è solo una tregua.
Quali misure si possono mettere in campo per avere l’aria pulita in città? 

Cinque idee che combattono lo smog

#1 Pulire di più le strade

Pulire le strade riduce il particolato del 60%. A Stoccarda, triplicando il numero di giorni di lavaggio delle strade, si è registrata una riduzione del 60% dei superamenti delle concentrazioni giornaliere del Pm10. Le emissioni di particolato, infatti, derivano solo in piccola parte dalle emissioni degli scarichi, mentre sono dovute principalmente dal deterioramento degli pneumatici, dei freni e del manto stradale (le cosiddette emissioni non-esauste), che crescono con l’aumento del peso del veicolo.


#2 Mezzi pubblici gratuiti

Mezzi pubblici gratis per tutti. Questa la proposta nel 2018 del governo tedesco. La misura, una vera rivoluzione nella storia della mobilità urbana in Europa, è descritta in una lettera inviata al commissario europeo all’Ambiente Karmenu Vella da tre ministri titolari dei dicasteri tedeschi competenti. Si riuscirà mai ad attuarla? Per ora si è attivata Tallinn che offre trasporti pubblici gratuiti ai residenti. 

#3 Incentivare il Telelavoro

Se stai a casa è meglio. Oggi grazie alla diffusione della banda larga, degli schermi a largo formato e dei sistemi di telepresenza la modalità del telelavoro è una soluzione praticabile e auspicabile. Usando telefono, internet e videoconferenze, in Europa potremmo risparmiare emissioni di 50 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. La stima è stata fatta dalla Commissione Europea, dal WWF e da Etno, l’associazione di categoria delle aziende di telecomunicazioni. Secondo Gpi (www.gpi.it), se il 10% dei lavoratori statunitensi lavorasse tramite telelavoro un giorno la settimana, si eviterebbero 40.000.000 di chilometri, 13.000 tonnellate in meno di gas inquinanti e si risparmierebbero oltre 4,5 milioni di litri di carburante a settimana. A Milano lo Smart Working (o lavoro agile) conquista spazi sempre maggiore sia nelle imprese private che negli enti pubblici (dal 2019 anche nelle attività manifatturiere grazie all’innovazione introdotta dall’Industria 4.0). Per lo sviluppo di questa modalità, i coworking – che prevedono la condivisione di un ambiente di lavoro e di risorse tra professionisti – giocano un ruolo fondamentale. Per maggiori info https://www.comune.milano.it/servizi/settimana-del-lavoro-agile

#4 Rallentare

Ridurre la velocità non rallenta il traffico, ma al contrario lo fluidifica, regolarizzandolo. Lo sanno bene gli urbanisti. Diminuire la velocità da 50 km/h a 30 km/h comporterebbe una riduzione del 30% degli ossidi di azoto, del 20% il monossido di carbonio e del 10% gli idrocarburi, oltre a una riduzione dell’inquinamento acustico. Barcellona adotta questa norma da tempo.


#5 Tecnologie distruggi smog

La pittura fotocatalitica è un brevetto italiano già sperimentato in diverse città, ora esportato anche in Cina: sono vernici che si possono usare nelle gallerie (vedi via Rombon a Milano) oppure sulle facciate delle case. Il loro principio attivo è un pigmento bianco, il biossido di titanio, che fissato con tecniche particolari, agisce da fotocatalizzatore sotto l’azione dei raggi ultravioletti. I principali fattori di inquinamento (biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene, ammoniaca, formaldeide, particolato atmosferico PM10) derivanti dagli scarichi delle auto, dalle emissioni delle fabbriche, dal riscaldamento domestico si depositano in superficie trasformandosi in sali inerti e innocui, facilmente lavabili. Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha stabilito che un metro quadro di superficie trattata con questa vernice è in grado di decomporre il 90% dell’inquinamento presente in 80 metri cubi di aria in un’ora. Bellissimo anche il murale milanese (Lambrate – Iena Cruz) anti-smog

BARBARA VOLPINI

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