Dal Rinascimento al Safe Sex: dopo ogni grande EPIDEMIA è CAMBIATO il MONDO. Succederà anche dopo il Covid?

Un’eredità che dimostra come il genere umano sia sempre stato in grado di cogliere una lezione utile dalle tragedie

campagna progresso sull'aids - 1989

Milioni di morti, ma non solo quelli, le epidemie hanno segnato profondamente anche il nostro modo di vivere. Molte delle cose anche positive che oggi diamo per scontate sono proprio il frutto della risposta che le società del tempo diedero ai mali che le affliggevano. Il lascito del Rinascimento fu forse quello più eclatante come ricorda Eugenio Spagnuolo in un articolo su Business Insider di cui pubblichiamo alcuni spunti.

Dal Rinascimento al Safe Sex: dopo ogni grande EPIDEMIA è CAMBIATO il MONDO. Succederà anche dopo il Covid?

Estratti dell’articolo Dal Rinascimento al preservativo: l’eredità inattesa delle grandi epidemie della storia di Eugenio Spagnuolo su Business Insider. 


# La peste nera del 1.300 segna la fine del Medioevo e la nascita del Rinascimento

Credits: greenme.it

“È una semplificazione, ma molti storici ne sono stati sedotti: la peste nera che nei primi anni del 1300 funestò l’Italia e l’Europa segnò di fatto la fine del Medioevo e l’ingresso in una nuova epoca di speranza, da cui prese le mosse il Rinascimento. Le migliaia di morti che il morbo si lasciò dietro misero infatti in crisi la concezione medievale della vita, scuotendo le certezze della fede, che aveva dominato fino ad allora, e stabilendo una nuova economia: la manodopera a buon mercato cominciò a scarseggiare e chi ebbe la fortuna di resistere poté godere di un trattamento salariale migliore, mentre i signorotti persero via via il loro potere sui servi.”

# La peste bubbonica del 1630, contribuì al declino delle città-stato italiane ma fece nascere i sistemi di igiene moderni

Credits: cronachediverona.it

“La peste bubbonica raccontata da Manzoni nei Promessi Sposi “secondo lo storico J. N Hays, autore di Epidemics and Pandemics fu un grave colpo per l’economia delle Città Stato italiane: le paralizzò e in buona misura contribuì al loro declino.” I più importanti centri basati sul commercio e le esportazioni come Milano, Firenze, Venezia attorno alla metà del 1500 videro finire il loro periodo d’oro. Da quanto successo “come ha spiegato l’economista Carlo Cipolla, tra i massimi studiosi dell’economia delle pestilenze, le nostre città seppero rispondere al crollo dell’economia” attraverso la creazione di “sistemi efficaci di prevenzione sanitaria e stabilendo nuove pratiche di salute pubblica” a beneficio anche delle future generazioni.”

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# Dalle epidemie di colera si svilupparono le grandi capitali europee come le conosciamo oggi: Parigi e Londra gli esempi più eclatanti

Credits: slidepalyer.it – Sistema fognario di Parigi

L’ottocento fu il secolo delle epidemie di colera in Europa e negli Stati Uniti e ed “è da esse che bisogna partire per capire lo sviluppo delle grandi capitali europee.” L’epidemia di Parigi del 1832 fu una spinta decisiva alla realizzazione all’imponente rete fognaria della capitale francese e per il restyling monumentale della città dalla metà del 1850 quando “Haussmann, il prefetto urbanista chiamato da Napoleone III, per far fronte all’epidemia mise la prima pietra dei grandi Boulevard di oggi liberando il centro di Parigi dai vicoli pittoreschi ma degradati de “i Miserabili”.

Dopo l’epidemia di colera del 1854 anche Londra “approvò il piano per la costruzione di una rete fognaria di 2.100 km“. Non solo, perché grazie all’intuizione del medico Jon Snow si diede impulso all’uso dei Big Data odierni a vantaggio della salute pubblica: il medico riuscì a individuare “una relazione diretta tra una fontana di Broad Street a Soho da cui sgorgava acqua inquinata e l’epidemia, appuntando i decessi di un mese su una mappa del quartiere” creando una prima raccolta di dati disponibile al pubblico.

# Anche Napoli fu stravolta urbanisticamente dopo l’epidemia del 1884

Credits: lacooltura.it

Anche il Regno d’Italia dopo l’epidemia di colera che colpì Napoli nel 1884 annunciò “un “risanamento”, che prevedeva lo sventramento delle zone più degradate della città. Molte strade e quartieri furono abbattuti e al loro posto spuntarono larghe arterie come Corso Umberto I, oggi una delle zone commerciali più importanti della città. “La Napoli attuale è sicuramente in parte il risultato delle trasformazioni conseguenti all’epidemia di colera”.

# L’influenza spagnola H1N1 portò alla nascita della moderna sanità pubblica

epidemie
Vittime dell’influenza spagnola nei letti di un ospedale del Connecticut, nel 1918. Credits: Royston Leonard

Quanto successe durante l’epidemia di influenza spagnola è simile a quello che stiamo vivendo con il Covid: chiusura di scuole, chiese e teatri e tutti con una mascherina sul volto, al punto che negli Stati Uniti qualcuno ne fece anche questione di libertà civili.” L’alta diffusione e i milioni di morti portarono “le popolazioni di Europa e Nordamerica ad assimilare le regole della moderna salute pubblica: la fumigazione, l’uso di antisettici e le crociate contro gli sputi oltre all’introduzione dei servizi igienico sanitari.”

Il lascito più importante fu certamente “l’idea di un sistema sanitario pubblico”, in quanto fino al quel momento solo la classe media e i ricchi poteva farsi curare da un medico. Nel 1919 fu aperto a Vienna “l’ufficio internazionale per la lotta alle epidemie, precursore dell’attuale Organizzazione Mondiale della Sanità” e successivamente diverse Nazioni introdussero nei successi governi i ministeri della salute pubblica.

# Il lascito dell’epidemia di AIDS fu la fine della rivoluzione sessuale e la nascita del Safe Sex

campagna progresso sull’aids – 1989

L’’AIDS ha fortemente segnato gli anni 80 e 90 del secolo scorso e il suo lascito più evidente è di sicuro il preservativo merito del “dottor Everett Koop, capo della salute pubblica negli Usa che capì la portata dell’emergenza e fece distribuire brochure informative sulla prevenzione e l’uso dei condom nelle case degli americani. Così il preservativo divenne il simbolo di una rinnovata coscienza delle malattie sessuali.

Oltre a questo l’AIDS segnò “la fine della rivoluzione sessuale e la diffusione di una maggiore consapevolezza del rischio legato all’uso delle droghe.

# Dopo il Covid quale insegnamento trarre e cosa potrà emergere di positivo

credits: open.online

Il lockdown forzato in casa, le limitazioni delle proprie libertà nelle vita quotidiana con i negozi chiusi, il lavoro da remoto, le mascherine da indossare sul viso e il distanziamento tra le persone: sono queste le cose negative che il Covid ci consegna oltre ai 2 milioni di decessi e quasi 100 milioni di contagi nel mondo. Il virus ci ha insegnato come le distanze si riducano molto più velocemente di quanto fatto dalla globalizzazione, che in parte ne è causa, e che il mancato rispetto della natura e l’antropizzazione abbiano presentato il conto da pagare all’uomo.

Da quanto è successo e ancora in corso, potrebbe nascere una concezione diversa della presenza dell’uomo sulla Terra, più alleato e rispettoso dell’ambiente, più aperto alla condivisione e all’empatia, capace di ripensare le città non solo come luoghi di lavoro ma luoghi in cui creare le migliori condizioni in cui vivere.

Estratti dell’articolo Dal Rinascimento al preservativo: l’eredità inattesa delle grandi epidemie della storia di Eugenio Spagnuolo su Business Insider

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