8 MEDICI ILLUSTRI di Milano: i grandi EROI del PASSATO

Nei giorni in cui proviamo tutti un'immensa gratitudine per medici e infermieri impegnati in prima linea nell'emergenza coronavirus, ricordiamo alcuni prestigiosi medici del passato di Milano

Nei giorni in cui proviamo tutti un’immensa gratitudine per medici e infermieri impegnati in prima linea nell’emergenza coronavirus, ricordiamo alcuni prestigiosi medici del passato di Milano. Milano, infatti, ha dato i natali o ha accolto molti medici illustri. Vediamone alcuni elencati in ordine cronologico.

8 MEDICI ILLUSTRI di Milano: i grandi EROI del PASSATO

#1 Luigi Sacco: pioniere dell’antivaiolo

Nacque a Varese nel 1774. Fu il pioniere della vaccinazione antivaiolosa. Egli infatti fece esperimenti e studi approfonditi sul vaiolo e per questo fu nominato direttore della vaccinazione dalla Repubblica Cisalpina.

Morì a Milano nel 1836 e fu sepolto nel cimitero di San Gregorio, non più esistente. Gli è stato dedicato uno degli ospedali più grandi di Milano.

#2 Agostino Bertani: il medico patriota

Nato a Milano nel 1812, fu medico dell’ospedale Maggiore di Milano dal 1840 e  partecipò attivamente alle V giornate di Milano.

Passò alla storia però per essere stato il medico di Goffredo Mameli, l’autore del nostro inno nazionale. Quest’ultimo infatti si ferì la gamba sinistra durante l’assedio di Roma e il Bertani decise, a seguito di una severa infezione, di amputargliela. Tale sofferta decisione si rivelò purtroppo inefficace in quanto Mameli morì dopo poco. Sua madre donò al Bertani una teca con i capelli del poeta.

Nel 1860 Bertani seguì Garibaldi e rivestì l’importante ruolo di segretario generale. Morì a Roma nel 1886. Il suo nome è iscritto nel Famedio al Cimitero Monumentale.

#3 Ambrogio De Marchi Gherini: precursore dell’anestesia generale (e fu lui a curare Garibaldi ferito ad una gamba)

Dal 1839 al 1873 svolse il ruolo di chirurgo presso l’Ospedale Maggiore. Sperimentò e introdusse l’anestesia generale con etere e cloroformio.

Fu medico di Alessandro Manzoni e amico di Mazzini. Ebbe come paziente Giuseppe Garibaldi e gli curò la famosa gamba che il mitico patriota si ferì nel 1862 nell’Aspromonte.

#4 Carlo Forlanini: inventore del pneumotorace che guarì i malati di tisi

Nacque a Milano nel 1847. Figlio d’arte (suo padre era anch’egli medico), divenne celebre per la pratica da lui inventata del pneumotorace, che guarì tanti tubercolotici.

I suoi studi erano infatti sempre indirizzati verso la pneumologia in quanto la madre gli era stata strappata in tenera età dalla tubercolosi. Morì nel 1918 e riposa nel Famedio.

#5 Luigi Mangiagalli: il costruttore di ospedali

Nato a Mortara nel 1850, si laureò in medicina a Pavia nel 1873. Mangiagalli aveva una forte personalità e un’eccezionale capacità di lavoro. Tali caratteristiche gli valsero la nomina a direttore del comparto ginecologico dell’ospedale Maggiore di Milano.

Fu il sostenitore della creazione di due importanti ospedali della nostra città: gli Ospedali Clinici di Perfezionamento e l’Istituto dei tumori.

La sua cultura umanistica profonda si mostrò infine nella creazione e fondazione dell’Università degli studi di Milano, a partire dal 1923.

Milano ha ricambiato questi due ‘doni’ intitolando la clinica ginecologica da lui fondata in via della Commenda e intitolandogli una strada in zona Città Studi.

 

#6 Anna Kuliscioff: la “dottora dei poveri”

Nata a Sinferopoli, in Russia, nel 1855 con il nome di Anna Rozestejn. A causa delle sue idee rivoluzionarie fu costretta a scappare dalla Russia zarista e cambiò il nome in Kuliscioff. Incontrò nel 1877 Andrea Costa, un rivoluzionario italiano, e insieme si trasferirono in Italia.

Nel 1885 venne accolta all’università di Pavia da Camillo Golgi con cui collaborò con una ricerca sulla febbre puerperale. Si laureò a Napoli nel 1886 e, dopo la specializzazione in ginecologia, si trasferì a Milano dove cominciò ad esercitare come medico.

Anna aveva stretto amicizia con Alessandrina Ravizza, celebre filantropa, e insieme a lei, si recava nei quartieri più miseri di Milano dove offriva assistenza ginecologica alle donne povere. Questo le valse l’epiteto: ‘dottora dei poveri’. Morì a Milano nel 1925 ed è sepolta al Cimitero Monumentale.

#7 Virgilio Ferrari: il medico sindaco

Nato nel 1888, si laureò con Camillo Golgi nel 1914 in medicina presso l’Università di Pavia e divenne assistente di Forlanini. Fu per quasi 40 anni primario del sanatorio Vittorio Emanuele II di Garbagnate Milanese. Esercitò la professione nel quartiere di Vialba, dove si guadagnò l’epiteto di ‘dottore dei poveri’ poiché curava i pazienti senza farsi pagare.

Nel 1931 fu arrestato per aver favorito la fuga di Filippo Turati e fu messo al confino. In seguito, nel 1944 fu arrestato e inviato al campo di concentramento di Bolzano, dove fu fatto lavorare come medico.

Dopo la liberazione divenne il secondo sindaco di Milano. Morì nella casa di riposo di Via Panigarola nel 1975. Anche il suo nome è iscritto nel Famedio.

#8 Umberto Veronesi: l’avanguardista della cura dei tumori

Celeberrimo oncologo, nacque a Milano nel 1925. Si laureò in medicina nel 1951 e si specializzò a Pavia. La sua attività è stata incentrata sulla prevenzione e cura del tumore. Studiò in particolare il carcinoma mammario.

E’ stato il primo ideatore e propositore della quadrantectomia, tecnica che ha dimostrato essere di minor impatto estetico e psichico rispetto alla mastectomia. Veronesi fu anche il creatore dell’analisi del linfonodo sentinella, tecnica avanguardistica che trova spazio nel processo di diagnosi nel carcinoma mammario. Veronesi ha donato a Milano un fiore all’occhiello: l’istituto europeo di oncologia, centro sperimentale di respiro internazionale che da anni è punto di riferimento per le malattie oncologiche insieme all’Istituto dei tumori. Morì a Milano nel 2016.

GIULIA PICCININI

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