VILLA LITTA: un restauro ancora da completare per il gioiello di Affori

Mancano ancora degli affreschi, la vecchia porta e il "muro del pianto" di Affori per riportare la villa al suo antico splendore

villa litta

In quello che un tempo era un borgo di campagna, poi diventato estrema periferia, in seguito periferia e ora zona semicentrale dell’area metropolitana, tra residui di archeologia industriale, vecchie case, parchi e capannoni industriali, è incastonato un gioiello una antica elegante residenza, ricca di storia e di fascino, immersa nel verde di un parco secolare, costeggiato dalla ferrovia: parliamo di Villa Litta.

VILLA LITTA: da gioiello di campagna a rifugio dal caos cittadino

Era la Villa degli Afforesi, uno dei luoghi iconici del Municipio 9. Si accede entrando attraverso un’alta cancellata e subito si rimane esterrefatti da tanta sobria ed armoniosa bellezza perfettamente inserita nel giardino all’inglese. Tutto a un tratto ci si interroga con stupore su quante e quali meraviglie la Città di Milano possa offrire in maniera del tutto inaspettata. Spesso, purtroppo, si tratta di tesori celati gelosamente, che andrebbero però valorizzati in ben altra maniera.

L’edificio era utilizzato come residenza estiva e come luogo di ritrovo della nobiltà milanese nel tardo Seicento e per tutto il Settecento, con feste, sfarzo ed eventi mondani tipici dell’epoca.

Nell’Ottocento divenne uno dei più importanti salotti intellettuali di Milano, abitualmente frequentata dal Manzoni e dal pittore Francesco Hayez.

La struttura

La dimora è oggi costituita da un edificio principale a tre piani, dal quale si allungano brevi corpi laterali, a delimitare una piccola corte delle carrozze. Su questa si apre un portico, riproposto sul lato opposto, verso il parco. Le facciate presentano elementi decorativi a fasce e cornici, con alcuni balconi dalle elaborate ringhiere in ferro. Anche gli ambienti interni sono caratterizzati da particolare ricchezza decorativa. Degno di nota è il salone principale o “Salone delle Arti”, teatro di periodiche manifestazioni culturali.

Gli interventi: il “muro del pianto” di Affori

Al restauro mancano alcuni affreschi. La vecchia entrata di Villa Litta è abbandonata in mezzo ai campi, viene chiamata dei Sirenei, è il frutto dell’architettura del 1700 quando si era riscoperto l’egizio. Dove c’erano le scuderie, è rimasto solo un muro bianco, soprannominato il “Muro del pianto” di Affori.

Ai giorni nostri il parco è molto utilizzato dai cittadini e la villa ha una vivace attività socio-culturale, in particolare con l’organizzazione dei matrimoni a mezzanotte, come quello organizzato per Antonio Cabrini: in due anni sono venute alla Villa Litta circa 50.000 persone con 350 matrimoni all’anno. Progetto futuro: farla diventare il centro propulsivo di cultura (es. fatto FuoriScala con artisti della Scala)

 

ANDREA URBANO

 

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