Un altro primato di Milano: il boom della CANNA(bis) legale

cannabis light

Va bene, l’abbiamo capito, siamo primi in Italia per tantissime cose: la qualità della vita, la mobilità condivisa, il numero delle social street. Abbiamo persino il panettone più grande del mondo. Ma Milano vanta anche un altro primato, un po’ meno noto e certamente poco pubblicizzato: quello della più alta concentrazione di grow shop di tutta Italia.

Cosa sono

Di cosa stiamo parlando? Un growshop è un negozio specializzato in prodotti derivati dalla cannabis e per la sua coltivazione. Legali perché presentano un principio attivo di THC inferiore al limite previsto dalla legge, che attualmente è dello 0,2% (contro il 15 della marijuana), e pertanto privi degli effetti psicoattivi tipici della droga leggera che da questa deriva.

Si differenziano in genere a seconda della tipologia di prodotti che vengono commercializzati, prendete appunti: gli headshop vendono articoli per fumatori (accendini, posaceneri, cartine, cilum, narghilè, bong e vaporizzatori), gli hempshop prodotti realizzati con la canapa (abbigliamento, cosmetica, alimenti, libri, riviste, dvd), gli smartshop sono specializzati in sostanze psicoattive legali come integratori o composti di origine naturale e sintetica. Infine i seedshop offrono semi di cannabis a scopo collezionistico. Spesso un growshop è tutto questo e molto altro: punti di riferimento per gli amanti della canapa, info point e angoli degustazioni di prodotti alimentari.

 

 

Ne abbiamo fatta di strada da quando, nel lontano 1837, l’Antica Farmacia di Brera in via Fiori Chiari fu presa in gestione da un tal, guarda caso, Carlo Erba, fondatore della prima industria farmaceutica italiana, i cui esperimenti sull’hashish e sulla canapa indiana portarono alla prima medicina a base di cannabis per curare il mal di testa.

Poi la cannabis è stata tabù fino ai giorni nostri, almeno fino a quando una legge del 2016 ha legalizzato la vendita della qualità a più basso contenuto di THC. E da lì il mondo è esploso. Dietro allo slogan, più pubblicitario che di sostanza, ADESSO SI PUÒ, i negozi che commercializzano la canapa light sono nati come funghi un po’ in tutta Italia, ma soprattutto a Milano, che è diventata in brevissimo tempo la prima città con 51 esercizi, seguita da Brescia e dalle provincie di Monza Brianza, Bergamo e Varese. E sempre a Milano il giro d’affari sembra inarrestabile, crescendo  costantemente ad un ritmo di circa il 50 per cento.

 

Dove trovarli

Così, alle prime piantine arrivate dall’Austria nel primo negozio italiano di viale Tibaldi, Hemp Embassy, sono seguite tante altre aperture in varie zone della città, attratte dagli alti profitti che questo mercato in erba promette di offrire. I più noti sono EasyJoint Milano Moscova, lo store ufficiale del primo marchio a commercializzare questo prodotto in Italia, Flower Farm Arena in zona Parco Sempione, Green Town a Porta Venezia, Green House Milano dietro al Monumentale, l’hemp shop bio/vegano Green Utopia, in zona Lodi.

L’anno scorso in aprile una folla di fan ha preso d’assalto nel primo giorno di apertura il punto vendita di J-Ax “Mr. Nice”, in via Bertini a Chinatown, dove ad accogliere i primi clienti c’era il rapper in persona. Qui si vende la “Maria Salvador”, ovvero “la marijuana più buona del mondo”, che lui stesso produce e commercializza in esclusiva.

 

cannabis light 

In città hanno cominciato a operare anche catene specializzate come Cannabis Store Amsterdam, dove si trova un po’ di tutto: biscotti, bibite, patatine, felpe, cappellini e zainetti di scuola, sempre marchiati con una grande foglia verde. E infatti i gadget vanno forte soprattutto tra i ragazzi, mentre al banco si trovano i prodotti di punta. Ma ormai la cannabis light si può trovare un po’ dovunque, dai tabaccai, dai kebabbari, nelle sale di slot machine.

 

Cosa trovate

Cosa cerca esattamente la gente nei cannabis shop? I gestori sostengono di avere soprattutto una clientela adulta e consapevole, che usa la cannabis legale per i suoi effetti rilassanti, ansiolitici e antinfiammatori. E, visti i prezzi, diremmo anche con una discreta possibilità economica, dal momento che può arrivare fino a 10 o 15 euro al grammo.

Fra i prodotti più richiesti, al primo posto le infiorescenze di canapa a contenuto legale di THC. Al secondo i semi di cannabis, che in Italia vengono commercializzati per i collezionisti (ne esistono almeno 300 varianti), mentre al terzo si confermano gli articoli per la coltivazione e il giardinaggio, dalle lampade ai fertilizzanti, dalle serre domestiche ai manuali.

 

Aprire un cannabis-shop?

Vi volete cimentare con questo nuovo e promettente businness? L’iter non è molto diverso da quello di qualunque altra attività commerciale perché, paradossalmente, non è necessaria nessuna licenza. Se inizialmente aprire un grow shop rappresentava un vero e proprio atto sociale e politico, con il quale si manifestava il proprio appoggio al consumo della canapa e al movimento antiproibizionista, ormai è evidente che l’obiettivo è soprattutto la liberalizzazione dei portafogli.

E’ stato stimato che per aprire un grow shop, tra autorizzazioni, location e rifornimento magazzino,  sia necessario un investimento di circa 30mila euro, che può scendere della metà se si opta per un un franchising. Questo a fronte di un fatturato che si aggirerebbe, a  detta di alcuni gestori, sul milione di euro all’anno. Tutto sommato un investimento vantaggioso, dove, ahimè, il rischio d’impresa consiste principalmente nelle oscillazioni del legislatore italiano, che al momento consente a tutti di lavorare una sorta di limbo normativo. Difficile prevedere se, quando e come questo vuoto verrà colmato. Male che vada, avrete comunque a disposizione vaste quantità di ansiolitici ad uso personale.

 

ROBERTA CACCIALUPI

 

Leggi anche:
* 10 città stato del mondo che possono ispirare Milano
* E ora Milano Città Stato! Se non lo fa l’Italia, si può chiederlo all’Europa
* Milano Città Stato sarebbe un bene soprattutto per l’Italia
* Primo passo del consiglio comunale verso Milano Città Stato
* Corrado Passera: Milano Città Stato è il più interessante progetto che ci sarà in Europa nei prossimi anni
* “Proviamoci. Mi impegnerò personalmente”. Beppe Sala a Milano Città Stato

VUOI CONTRIBUIRE ANCHE TU A TRASFORMARE IN REALTA’ IL SOGNO DI MILANO CITTA’ STATO?
SERVE SCRIVERE PER IL SITO, ORGANIZZARE EVENTI, COINVOLGERE PERSONE, CONDIVIDERE GLI ARTICOLI, PROMUOVERE L’ISTANZA, AIUTARE O CONTRIBUIRE NEL FUNDING, TROVARE NUOVE FORME UTILI ALL’INIZIATIVA.
SE VUOI RENDERTI UTILE, SCRIVI A INFO@MILANOCITTASTATO.IT (OGGETTO: CI SONO ANCH’IO)

 

 

 

 

 

Come In Un Bosco