SPAGNA, il triste primato: è ora il paese con più contagi in Europa

La Spagna ha superato l'Italia, diventando il primo paese in Europa e secondo al mondo per numero di contagi da Coronavirus. Come decessi incalza con 12.418 decessi il triste primato mondiale dell'Italia a quota 15.887

Madrid - Calle Toledo - 05/04/2020 (Fonte: INSTG madrid_monumental)

La Spagna ha superato l’Italia, diventando il primo paese in Europa e secondo al mondo per numero di contagi da Coronavirus. Il sistema sanitario è in forte crisi e la situazione economica preoccupa, con 300.000 disoccupati in più solo nel mese di marzo. Ecco cosa sta facendo lo stato iberico per arginare l’epidemia. 

Dati: 5 aprile (fonte: worldmeter)


SPAGNA, il triste primato: è ora il paese con più contagi in Europa

 

spagna coronavirus

I numeri

I contagi superano quota 130.000. Come decessi la Spagna incalza con 12.418 decessi il triste primato mondiale dell’Italia a quota 15.887.


restrizioni spagna

14 marzo: proclamazione dello stato di allarme nazionale

Le misure restrittive in Spagna vengono annunciate per la prima volta il 13 marzo, dopo che in meno di un giorno si sono registrati 1.063 casi. Il governo spagnolo invita le comunità locali a chiudere le scuole per due settimane, e alcune di loro assumono misure restrittive ulteriori. A Madrid viene disposta la chiusura di musei, teatri e cinema. In Catalogna vengono isolati quattro paesi, con limitazioni agli spostamenti che riguardano circa 70mila persone.

La situazione precipita velocemente e il 14 marzo il premier Pedro Sánchez, con la moglie e la ministra delle pari opportunità positive, approva un decreto straordinario con cui proclama lo stato di allarme in tutta la nazione.

 

coronavirus arte spagna

Le restrizioni

Assieme all’Italia, la Spagna è la nazione europea che ha implementato le restrizioni più rigide adottando un lockdown totale, applicato per cittadini e imprese:

# chiusi bar, ristoranti, musei, monumenti, negozi, teatri, cinema

# cancellati eventi culturali, attività sportive e ogni forma di riunione e incontro pubblico. Vietati anche le feste più popolari del paese come la Feria de Abril di Siviglia, e la Liga di calcio sospesa a tempo indeterminato.

# ferme le attività dei tribunali

Rimangono aperti solo supermercati, farmacie, tabacchi. È consentito uscire anche per motivi di lavoro e per prestare assistenza domiciliare agli anziani.


I controlli

Non sono previsti documenti o certificazioni da portare con sé per attestare il motivo dell’uscita ma le trasgressioni vengono punite con multe dai 100 ai 600 euro.

Viene avviata un’operazione militare che prevede pattugliamenti delle strade delle principali città per monitorare il rispetto delle regole imposte dallo stato di allarme e il governo spagnolo schiera l’esercito in sette città, tra le quali Madrid, Valencia, Saragozza, Siviglia.


Madrid è la città più colpita

37.584 contagi e 4.941 morti Madrid è la comunidad autonoma più colpita davanti alla Catalogna che registra però più alti tassi di crescita. Le cremazioni proseguono 24 ore su 24 e il Palacio del Hielo, una pista di pattinaggio all’interno di un centro commerciale, è stata riconvertita ad obitorio per le persone morte di COVID-19.

La quarantena non basta: le restrizioni sono state prolungate fino al 9 aprile

Il 25 marzo il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez si rivolge alla nazione e chiede ai cittadini di rimanere forti e uniti nella lotta al coronavirus.
“È una guerra, siamo di fronte a un’emergenza sanitaria ed economica che non abbiamo mai visto prima” dice il premier “dobbiamo restare uniti e seguire le regole, facendo ciascuno la propria parte”. Anche re Felipe VI interviene per «dare fiducia» al Paese.

Malgrado le forti misure restrittive, i casi di contagio e i morti continuano ad aumentare e il 29 marzo il governo decide di introdurre nuove restrizioni, approvando un decreto che rimarrà in vigore almeno fino al 9 aprile e che limita ulteriormente le attività produttive, bloccando tutte quelle non essenziali.
L’obiettivo è di ridurre ulteriormente la mobilità nei giorni lavorativi, portandola ai livelli del fine settimana: «I lavoratori che svolgono attività non essenziali dovrebbero rimanere a casa», dichiara Sánchez.

Photo by Tania Mousinho on Unsplash

Piano di aiuti con 200 miliardi di euro

Il 17 marzo, il premier spagnolo annuncia quella che ha definito “la maggiore mobilitazione di risorse economiche della storia della Spagna”: un piano da 200 miliardi di euro per “creare uno scudo sociale al servizio dei cittadini” ed evitare il collasso dell’economia.

Il piano del governo prevede un pacchetto di prestiti, garanzie di credito e assistenza finanziaria diretta da 200 miliardi di euro, di cui 117 miliardi di garanzie pubbliche e 83 di privati.

Le misure approvate per far fronte all’emergenza economica comprendono:

# sostegno economico per i lavoratori temporanei che hanno perso il lavoro e i gruppi più vulnerabili

# blocco degli sfratti e estensione dei contratti di locazione in scadenza

# concessione di micro-crediti a interessi zero per pagare gli affitti

# rinvio dei pagamenti dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi e per alcune piccole e medie imprese

LAURA COSTANTIN

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