La proposta: riaprire le SCUOLE utilizzando parchi, fattorie, musei e impianti sportivi

La proposta delle Coldiretti e l'esperienza di altri Paesi per riaprire le scuole: tre location di Milano dove poter tenere delle lezioni alternative, in sicurezza

La fase 2 avanza, i tavoli di discussione sono molteplici, eppure una cosa è certa: la tecnologia è uno strumento didattico, valido e necessario, ma non può essere l’unico, come lo è stato in questi mesi di lockdown.
Ecco allora che le esperienze dei paesi nordici insegnano, e il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, con una lettera indirizzata ai Ministri dell’Istruzione Lucia Azzolina, delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e Pari Opportunità e Famiglia Elena Bonetti, fa la sua proposta: utilizzare le oltre 3mila fattorie didattiche presenti sul territorio italiano che “possono salvare il lavoro di mamme e papà accogliendo i bambini in sicurezza con attività educative a contatto con la natura nei grandi spazi all’aria aperta”.

La proposta: riaprire le SCUOLE utilizzando fattorie, parchi, musei e impianti sportivi

 

La proposta della Coldiretti: le fattorie didattiche

Le fattorie didattiche, grazie ai loro spazi, sono luoghi ideali per accogliere piccoli gruppi di bambini e consentire una gestione ottimale dell’attività scolastica nel rispetto delle distanze e delle norme di sicurezza. Agricoltura e agri-cultura, inoltre, rappresentano una forma di educazione alternativa che privilegia la scoperta dell’ambiente rurale, l’origine degli alimenti e le tecniche di lavorazione dei prodotti tipici, attraverso il contatto con la campagna, gli animali e la vita contadina.


La Lombardia è la prima regione agricola italiana e i prodotti tipici del territorio lombardo contano 31 Dop e Igp e 42 vini Doc, Docg e Igt. Oltre alle specialità locali.
E le province lombarde sono tutte ben rappresentate. Qualche esempio?
#L’Agriturismo Ca’ de Alemanni a Pescarolo ed Uniti in provincia di Cremona
# l’Agriturismo La Vigna a Lomazzo in provincia di Como
#l’azienda agricola Sempreverde a Morbegno in provincia di Sondrio
# l’Agriturismo Al cavallino bianco a Cassano Valcunvia in provincia di Varese
# l’Agriturismo Le colline a Villa D’Almè in provincia di Bergamo
# l’azienda agricola Cà del Lupo a Palazzolo sull’Oglio in provincia di Brescia
# l’Agriturismo Cascina Grazzanello a Mairago in provincia di Lodi
# l’Agriturisimo Cascina Baracca in Località Molino d’Isella, in provincia di Pavia

Per le fattorie didattiche a Milano, leggi qui


Lezioni all’aperto: una parte della scuola italiana, Milano compresa, le adotta già

Scozia, Germania, Danimarca e oggi anche la Francia, sono pioniere e fautrici delle cosiddette lezioni all’aperto, intese non solo come uscite nei cortili, ma gite e lezioni tenute direttamente al parco pubblico o in altri luoghi di interesse tipo i musei.
Tenere i bimbi e i ragazzi all’aperto rinforza il loro sistema immunitario e diminuisce lo stress di chi vive in città.
“Non esiste tempo buono o tempo cattivo per stare all’aria aperta, esiste il giusto equipaggiamento”: questo il motto di due istituti comprensivi, Lucca Due e Lucca Tre, che da tempo hanno scelto il modello delle “lezioni all’aperto” nella loro didattica.


A Milano, invece, è la scuola primaria statale Rinnovata Pizzigoni che fa da apripista: “Il centro è il mondo, e l’aula è uno dei tanti luoghi per studiare».


Si va a scuola in Danimarca

Grandi spunti e insegnamenti arrivano dai paesi nordici, che hanno fatto della creatività il loro fil rouge anche in campo educativo. Se mancano gli spazi, se il distanziamento sociale è difficoltoso, dove mandiamo i bambini a studiare? A questa domanda, in Danimarca hanno risposto proponendo musei, zoo e stadi o tutti quei posti che al momento sono chiusi per ragioni sanitarie.
In Danimarca sono chiusi al pubblico, per esempio, il Parco divertimenti del Giardini Tivoli, i musei cittadini, lo stadio e lo Zoo di Copenaghen.

Anche l’Italia sta valutando esperimenti di quest’ordine: il report Scuola aperta, società protetta del Politecnico di Torino ha ipotizzato la creazione di comunità familiari che possano gestire all’aria aperta mini-gruppi di bambini.


Tre location per lezioni alternative a Milano 

Ma se volessimo usare la fantasia e immaginarci i nostri figli a fare lezione in posti meravigliosi a Milano? Gli spazi che ci siamo immaginati al momento sono chiusi e inacessibili e quando sono aperti sono sempre molto affollati, ma in questa fase 2 sarebbero a loro disposizione…

# Il Planetario

Vero nome, Civico Planetario Ulrico Hoepli. Lo si trova all’ingresso dei Giardini Pubblici Indro Montanelli, in corso Venezia 57. Il progetto dell’edificio si deve all’architetto Piero Portaluppi, che scelse uno stile neoclassico. Oltre ad avere il giusto spazio, i ragazzi potrebbero imparare i differenti aspetti della volta stellata e appassionarsi di costellazioni e di osservazione astronomica.

# L’Accademia di Belle Arti

Fondata nel 1776, L’Accademia si trova all’interno del Palazzo di Brera, in cui convivono il Ginnasio, le Scuole Palatine per le scienze giuridiche e filosofiche, l’Osservatorio astronomico, i Laboratori di Fisica e di Chimica, l’Orto Botanico, la Biblioteca Teresiana, l’Accademia delle Scienze e la Galleria dei dipinti. Con la sua Biblioteca di arte contemporanea, situata nei livelli sotterranei dell’edificio e illuminata da un grande lucernario, sarebbe un luogo ideale dove tenere qualche lezione alternativa. Fosse anche solo perchè i circa 35.000 volumi potrebbero stimolare qualche giovane intelletto.

# La Fondazione Prada

Il complesso museale è uno spazio eclettico, voluminoso, affascinante, caratterizzato da diversi padiglioni, alcuni recenti come la torre, altri che occupano gli spazi della ex distilleria “Società Italiana Spiriti” risalente al 1910.
All’interno si trovano una galleria d’arte contemporanea permanente con opere di vari artisti tra cui Jeff Koons, Walter De Maria, Pino Pascali, Damien Hirst, Carsten Höller, e molte esposizioni temporanee. La conoscenza dell’arte contemporanea, unita a lezioni interdisciplinari potrebbero aprire la mente degli studenti.

Altre idee? Le leggiamo volentieri tra i commenti.

BARBARA VOLPINI 

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