Frontiere chiuse per l’estate? Inizia la caccia ai TURISTI lasciati fuori dall’Italia

E’ uno dei settori più colpiti dalla crisi. E i turisti stranieri che non verranno in Italia fanno gola a molti paesi che si stanno già organizzando per “accaparrarsi” questa grossa fetta di mercato

credit: europatoday.it

L’allarme per il turismo in ginocchio a causa del coronavirus era già stato lanciato a febbraio, quando ancora ci si poteva spostare liberamente. Ora sappiamo con certezza che il turismo è uno dei settori più colpiti dall’epidemia, in Italia e nel mondo. Ma non ovunque allo stesso modo.

Frontiere chiuse per l’estate? Inizia la caccia ai TURISTI lasciati fuori dall’Italia

In Italia il settore del turismo vale tra il 12 e il 13 per cento del PIL ed occupa più di tre milioni di lavoratori. Negli ultimi anni, il turismo domestico (quello degli italiani in Italia) ha risentito pesantemente della crisi, mentre il turismo estero è cresciuto costantemente e fino ad oggi gli stranieri hanno rappresentato circa il 50% delle presenze totali. D’altronde il Bel Paese è sempre stata una delle mete preferite dai turisti, soprattutto del Nord Europa. Se guardiamo la provenienza dei turisti stranieri, infatti, la Germania è al primo posto con quasi 59 milioni, pari al 27% di quelle straniere totali. A grande distanza seguono Stati Uniti (14,5 milioni), Francia (14,2 milioni), Regno Unito (14), Paesi Bassi (11).  La Russia è al decimo posto (5,4 milioni) seguita dalla Cina con 5.3 milioni.

Mentre da Bruxelles la Commissione europea annuncia l’arrivo di “ulteriori misure” per aiutare il settore turistico in vista della stagione estiva, ci sono nazioni che hanno già cominciato ad organizzarsi, soprattutto per “accaparrarsi” la grossa fetta di turisti che quest’anno non potranno o non vorranno venire in Italia.

#1 Croazia: corridoi turistici Covid-free

Con Spagna, Italia e Francia temporaneamente chiuse, la Croazia punta a promuovere le sue spiagge e si propone al turismo internazionale come meta di vacanze sicure con l’obiettivo di intercettare i turisti del Nord Europa, in particolare tedeschi e svedesi.

Negli ultimi giorni sono infatti apparse sui giornali tedeschi alcune interviste al ministro del turismo croato, Gari Cappelli, in cui si celebravano i successi della Croazia nel contenimento del virus (poco più di 2mila casi accertati e 67 decessi) e la volontà di rendere accessibili le spiagge croate ai turisti stranieri, creando dei «corridoi» autostradali europei o dei ponti aerei che Croatia Airlines si impegna a realizzare. Unica condizione, una sorta di “passaporto Covid-19”, ovvero un certificato sanitario rilasciato nel Paese d’origine che attesti la negatività al virus.  A confermare il progetto è stato lo stesso Cappelli che, al termine del vertice tra i ministri del Turismo dell’UE, ha detto che è stata discussa la possibilità di istituire “corridoi turistici”, sempre tenendo conto delle considerazioni degli epidemiologi per la riapertura delle frontiere per la libera circolazione dei turisti.

Ad oggi la Croazia ha già raggiunto degli accordi bilaterali per la creazione di questi «corridoi» con Slovenia e Austria, Ungheria e Repubblica Ceca. Ma manca la Germania, la gallina dalle uova d’oro che con 3 milioni di turisti l’anno scorso ha contribuito al 15% degli introiti del settore in Croazia. “Il nostro premier è molto interessato a confrontarsi con la Germania su questo tema», ha dichiarato il ministro Cappelli al quotidiano Die Welt “Noi crediamo di poter garantire una stagione in sicurezza ai turisti, croati e stranieri, attraverso controlli rigorosi”.

#2 Turchia: certificazione Covid-Free

Anche il ministro del turismo turco, Mehmet Nuri Ersoy, è già attivo nel far ripartire il turismo internazionale verso il Paese in maggio. Per riavviare le attività turistiche, la Turchia punta ad istituire una sorta di passaporto sanitario e un nuovo programma di certificazione che rechi la dicitura “coronavirus free”.

Il programma di rilancio turistico include formazione per i lavoratori, piani per la sterilizzazione di veicoli, hotel, aeroporti e ristoranti e la certificazione sanitaria con la quale i turisti stranieri dovranno dimostrare di non avere il coronavirus. La stagione turistica dovrebbe riaprirsi gradualmente dopo maggio. “Nella prima fase mi aspetto arrivi dai paesi asiatici” ha dichiarato il ministro Ersoy “mentre nella seconda fase potrebbero arrivare turisti anche da Germania e Austria.  Russi e britannici, invece, molto probabilmente non si vedranno prima della fine di luglio”.

Ahmet Aras, sindaco della località turistica di Bodrum, ritiene che il piano sia realizzabile e possa andare a beneficio del Paese. “Supportiamo il programma di certificazione – ha dichiarato Aras – I turisti preferiranno alcune destinazioni rispetto ad altre e vogliamo essere pronti ad accaparrarci i flussi stranieri”. A questo scopo, il sindaco ha istituito una commissione per gestire il cambiamento e rilanciare una destinazione capace di muovere ogni anno 1,5 milioni di turisti stranieri.

#3 E l’Italia?

Gli alberghi riapriranno il 4 Maggio ma ad oggi per il turismo non è stato fatto granché, tranne qualche forma di finanziamento e la regolamentazione dei cosiddetti voucher “salva-vacanza“. Dario Franceschini, ministro della Cultura e del turismo, l’ha definito così: «un incentivo che consenta da un lato di dare liquidità e sostegno alle imprese e dall’altro di aiutare le famiglie con un reddito medio-basso ad andare in vacanza avendo sostegno economico».

L’Italia punta quindi a risollevarsi grazie al turismo domestico. Di strategia per ri-attirare gli stranieri e incentivare il turismo dall’estero, ad ora, nemmeno l’ombra. Anzi, si è prospettato il rischio che la prossima estate i confini dell’Italia possano rimanere chiusi, in entrata e in uscita. Già solo il fatto che ci sia questa possibilità tiene alla larga i turismi stranieri che stanno pianificando le loro vacanze.

Solo qualche località, come Sant’Antioco e Fano, ha provato a mettere in campo dei programmi per creare delle destinazioni turistiche Covid-free.  Eppure ci sono zone al Sud dove il Coronavirus è stato quasi debellato e che potrebbero diventare destinazioni turistiche sicure, pronte a ri-accogliere i turisti di tutto il mondo.

FONTI

 https://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/coronavirus-quali-le-conseguenze-per-il-turismo-in-italia

https://europa.today.it/lavoro/corridoio-turisti-germania-croazia.html https://www.eturbonews.com/571108/traveling-with-health-certificate-turkish-tourism-sets-rules-for-visitors/

LAURA COSTANTIN

 

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