Dati Gimbe: Dove il VIRUS è CIRCOLATO di più i CONTAGI crescono MENO

La fondazione Gimbe mostra il posizionamento delle regioni in relazione alle medie nazionali di prevalenza, per numero di casi 100.000 abitanti, e l'incremento settimanale dei casi. Lo studio nel dettaglio


Nelle ultime tre settimane calcolando il tasso di crescita dei contagi c’è una spaccatura in Italia. Da un lato la Campania guida le regioni del Sud con tassi di crescita giornalieri dal +2% fino a quasi il +5%. Dall’altro le regioni del Nord in gran parte sotto all’1%. La fondazione Gimbe mostra il posizionamento delle regioni in relazione alle medie nazionali di prevalenza, per numero di casi 100.000 abitanti, e l’incremento settimanale dei casi. Lo studio nel dettaglio.

Dati Gimbe: Dove il VIRUS è CIRCOLATO di più i CONTAGI crescono MENO

# Campania quasi al 24% di incremento di casi, Lombardia al 2% con un -4% rispetto alla media


Il grafico mostra che le regioni che sono state colpite più duramente nelle prima fase ora vengono toccate marginalmente. Rispetto alla media nazionale che registra un incremento del 6% di casi, ci sono solo 8 regioni al di sotto con la Lombardia che riporta la crescita più bassa al 2%. A seguire l’Emilia Romagna al 3%, Piemonte, Valle d’Aosta e Marche al 4%, Molise al 4,5% e le province autonome di Trento e Bolzano rispettivamente al 5% e appena sotto il 6%. 

Poco sopra la media troviamo l’Abruzzo al 6,5%, la Calabria, il Veneto e la Liguria al 7%, il Friuli Venezia Giulia all’8%, nelle posizioni più critiche Sardegna, Umbria e Sicilia tra il 15% e il 16%, per finire la Basilicata al 18% e la Campania, la peggiore al 24% di incremento percentuale su base settimanale con +18% sopra la media.

# La Calabria è ferma a 100 casi ogni 100.000 abitanti, all’estremo Trento arriva a 1.200

Riguardo la crescita di casi ogni 100.000 abitanti, si va dalla crescita più bassa della Calabria con 100 casi alla provincia di Trento con 1.200. Tutte le regioni sopra la media per percentuale di incrementi, escluse Veneto e Liguria, si trovano sotto la media nazionale riguardo l’aumento di casi ogni 100.000 abitanti, tutte comprese tra 150 e 450 casi, salvo la Calabria appunto ferma a 100. 



Veneto e Liguria registrano rispettivamente una crescita di 600 e 950, le Marche sono in piena media nazionale di 550, mentre le altre regioni che stanno sotto la media di aumento percentuale Bolzano con 700 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti, Emilia Romagna e Piemonte tra gli 800 e i 900, a seguire Lombardia e Valle d’Aosta con 1.110 e all’ultimo posto la provincia di Trento con 1.200 a + 650 oltre la media, oltre il 50%.

# Le regioni più a rischio sembrano Veneto e Liguria, a seguire Campania e Trento, le più sicure Molise e Marche

# Le regioni più sicure
Le ultime evidenze significative emergono prendendo il grafico complessivamente nei suoi quattro quadranti. Infatti troviamo le regioni più in sicurezza di colore verde, in basso a sinistra, che sono Molise e Marche ovvero le uniche che rimangono entro la media nazionale, sia dell’incremento percentuale sia di quello relativo al numero di casi ogni 100.000 abitanti.

# Le regioni moderatamente sicure
Nel quadrante in basso a destra troviamo tutte le regioni che nonostante siano oltre la media nazionale rispetto al numero di casi ogni 100.000, rimangono entro la media di aumento percentuale, ovvero quella da tenere più sotto controllo, e in questo caso si può notare che ad eccezione di Veneto e Liguria trovano poste le regioni più colpire nella prima fase. La Lombardia risulta la più sicura con un incremento del 2%, che significa un -4% rispetto alla media, a fronte di un aumento dei casi di 1.100 ogni 100.000 abitanti.

# Le regioni moderatamente a rischio
Nel quadrante in alto a sinistra sono collocate tutte le regioni che mostrano un aumento percentuale di casi da sopra a molto sopra media, partendo dall’Abruzzo con il 6,5% per arrivare alla Campania che con un incremento del 24% si vede a +18% rispetto alla media. Tutte le regioni inserite in questo quadrante devono essere tenute sotto controllo, soprattutto se oltre alla crescita percentuale esponenziale si assisterà al superamento delle media dei casi ogni 100.000.

#Le regioni più a rischio in assoluto
Posizionate nell’ultimo quadrante in alto a destra con il colore rosso, ci sono quelle regioni fuori media nazionale per tutti e due gli indicatori. Veneto e Liguria sono quindi quelle più a rischio avendo rispettivamente +50 casi ogni 100.000 abitanti e +1% di incremento sopra la media e +400 casi ogni 100.000 abitanti e +1,5% di incremento percentuale. Va detto che l’aumento percentuale, pur essendo sopra la media nazionale, è per tutte due le regioni molto in prossimità, in aggiunta il Veneto registra pochi casi sopra la media.

In sintesi pur trovando queste due regioni del nord da attenzionare, il massimo riguardo va dato alla Campania e al contrario nessun pericolo pare esserci più per le regioni più colpite nella fase critica, che potrebbero essere molto vicine all’immunità di gregge.

# Il professore Remuzzi: raggiunta una immunità in Lombardia. La ricerca svedese 

Un’ipotesi che vedrebbe conferma nel Professore Remuzzi, secondo il quale tra l’immunità da anticorpi e quella data dalle cellule T, si possa superare la soglia dell’immunità del 60%. “Se il 20% in Lombardia ha gli anticorpi e il doppio verosimilmente ha le cellule T, possiamo dire che in Lombardia arriviamo al 60% di immunità“. Aggiungendo che: “Ad oggi in Lombardia il numero degli infettati in proporzione alla popolazione è fortunatamente molto basso, tant’è che siamo la terzultima regione italiana per indice di diffusione del virus Sars-CoV-2″.

Leggi anche: Prof. Remuzzi: “In LOMBARDIA si è superata la soglia del 60% per l’IMMUNITÀ“

L’ipotesi di Remuzzi trova riscontro anche in una ricerca svedese, pubblicata da Tom Britton presso l’Università di Stoccolma ad agosto, che dice: “Solo il 20 per cento dell’immunità fa una grande differenza, perché coloro che sono stati infettati all’inizio dell’epidemia erano i più suscettibili al coronavirus e i più socialmente attivi“, grazie alla presenza dei “superdiffusori” del del Sars-CoV-2.

Leggi anche: 🔴 Una ricerca DANESE: “La pandemia in Svezia potrebbe essere terminata”. Effetti simili anche per la Lombardia?

# La Great Barrington Declaration: per alcuni tra i più autorevoli medici del mondo il virus va fatto circolare tra giovani e adulti in buona salute per costruire l’immunità di gregge

Sempre sulla stessa linea dell’immunità di gregge è appena arrivata da oltre 5.000 medici e scienziati internazionali la “Great Barrington Declaration”, secondo cui la misura del lockdown è stato più deleterio che benefico per la salute delle persone. Secondo il loro parere per raggiungere l’immunità di gregge il virus deve circolare tra le persone meno a rischio, senza chiudere uffici, scuole e tutte le altre attività, proteggendo al contempo le persone anziane e con patologie seguendo una strategia di “protezione mirata“.

Leggi anche: “Il VIRUS va fatto CIRCOLARE”. oltre 5.000 MEDICI internazionali FIRMANO per il ritorno alla vita normale

# L’Università di Edimburgo: i lockdown rimandano solo il problema ma alla fine producono più morti

I lockdown “rimandano” i decessi “e impediscono che si formi l’immunità di gregge” portando nel lungo periodo “a un aumento totale delle morti”. Questo infine lo studio dell’Università di Edimburgo pubblicato il 7 ottobre da numerose testate internazionali. 
 
 

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Publiée par Milano Città Stato sur Mardi 2 juin 2020

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