La CITTÀ IDEALE del FUTURO è già in costruzione: un “paradiso” per ogni forma di vita

"AI City" è il suo nome. Un "paradiso" non solo per gli umani ma anche per tutte le altre forme di vita: quella vegetale, animale e persino la vita artificiale. Ecco come e dove sarà

credit: Terminus Group

E’ già in costruzione la città ideale del futuro: “AI City” è il suo nome. Vediamo dove la stanno costruendo e quali caratteristiche avrà.

La CITTÀ IDEALE del FUTURO è già in costruzione: un “paradiso” per ogni forma di vita

Fonti: Elle Decor e Infobuildenergia


L’uomo si interroga de sempre sul futuro delle città e su come potrebbe essere una città perfetta. Il primo a pensare ad una città ideale fu Platone ma il termine “utopia” fu ideato solo nel 500 da Thomas More. Da quel momento si sono susseguiti una serie di filosofi e architetti che hanno tentato di ideare una città utopica anche per muovere critiche nei confronti della realtà a loro contemporanea. Si è arrivati così progetto di “Al City”, una città ideale già in costruzione.

# AI City, la città ideale del futuro, è un grande “smartphone”

credit: infobuildingenergia.it

Ancora la città perfetta non è stata trovata ma Bjarke Ingels, fondatore dello studio BIG, e Victor Ai, fondatore e CEO di Terminus Group stanno presentando proprio in questi giorni il progetto per la città intelligente che intende essere la città ideale del futuro. I due ideatori hanno deciso di presentare il progetto al Web Summit 2020, che si svolge dal 2 al 4 dicembre ed è definito il “conclave dei sommi sacerdoti della tecnologia”. Dove sorgerà questo futuristico progetto? Ovviamente in Cina, a Chongqing, la città più popolata al mondo.



BIG Unveils AI CITY for Terminus Group in Chongqing, China from BIG on Vimeo.

In realtà la città per quanto futuristica ha già iniziato ad essere una realtà concreta, infatti i lavori per AI City sono iniziati lo scorso aprile, e darà vita ad un paradiso non solo per gli umani ma anche per tutte le altre forme di vita: quella vegetale, animale e persino la vita artificiale. Non si può non notare la definizione che ne danno i due progettisti “It’s a big smartphone”, che richiama volutamente la realtà che ci aspetta negli anni a venire; Entro il 2025 oltre 75miliardi di dispositivi avranno l’accesso a Internet e l’interconnessione dovrà essere messa al centro di ogni ambito socio-culturale.

# Non solo digitalità: vi sarà simbiosi tra uomo, natura e tecnologia

credit: Terminus Group

Nonostante la città sia stata progettata per essere dotata di intelligenza artificiale, un aspetto centrale anche nella sua architettura è la “coesistenza ecologica tra uomo, natura, clima e tecnologia”. Gli edifici dalle coperture incurvate richiamano il profilo di una montagna e vi sono cortili interni con gli uffici e i servizi pubblici ma senza una barriera fisica tra natura, edifici e intelligenza artificiale.

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Giardini e alberi monumentali spuntano qua e là in spazi alcuni coperti e altri scoperti ma la ciliegina sulla torta è proprio un grande giardino pensile coperto che può sembrare un semplice giardino ma al tramonto si trasforma nel più grande display digitale della Cina.

Ci sarà un grande parco tecnologico in cui si svolgeranno eventi sportivi, mostre d’arte e fiere di prodotto. Il prezzo ecologico di tutto ciò sarebbe elevatissimo se non si fossero studiate delle soluzioni alternative efficienti. La mobilità all’interno di AI City sarà del tutto sostenibile e intelligente, con e-bike e veicoli robotici, senza il bisogno di targhe alterne e ZTL.

# Una città tecnologica ma a misura d’uomo

credit: Terminus Group

Adesso potreste pensare che la città ideale del futuro sarà fredda, impersonale e governata da robot che lentamente prenderanno il nostro posto. E invece no. La tecnologia sarà solo a misura d’uomo e l’architetto afferma che “le porte della città si aprono automaticamente perché sanno chi sei, l’ospitalità è fatta di macchine, ma è molto accogliente”.

credit: Terminus Group

Sarà anche un tentativo di ricostruire quei rapporti sociali necessari per l’uomo che nelle grandi metropoli spesso si perdono e permangono solo nelle piccole cittadine: la città sarà “come un villaggio dove tutti si conoscono e si salutano”. Per tale scopo non mancheranno caffè e piccoli mercati, per permettere alle persone di creare dei luoghi di ritrovo e di socialità.

Fonti: Elle Decor e Infobuildenergia

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ROSITA GIULIANO

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