Dismission Impossible: Come fare per dimettersi

come dare le dimissioni
come dare le dimissioni

Con questa testimonianza, cominciamo la rubrica dei tutorial per risolvere pratiche con la pubblica amministrazione. Se qualcuno ha testimonianze e consigli su altre pratiche, può contattarci scrivendo a: info@milanocittastato.it

A fine marzo ho deciso di dimettermi da dove lavoravo.

Giorno 1. Il giorno dopo scopro che per dare le dimissioni non basta darle mandando una raccomandata all’azienda, ma esiste una procedura obbligatoria: le dimissioni telematiche. Questo come effetto del Jobs Act.
A questo punto mi informo e vedo che ho due possibilità: o lo faccio personalmente ma, per farlo, devo procurarmi il codice Pin dell’Inps, oppure posso chiedere supporto da quelli che nella legge sono stati definiti “soggetti abilitati”, ossia i patronati (i cosiddetti CAF) o le organizzazioni sindacali. Non il rappresentante sindacale d’azienda perché lui non può fare nulla, ma devi andare alla sede del sindacato che preferisci.
Non avendo il codice INPS e pensando che sia più lungo come iter, decido di rivolgermi all’organizzazione sindacale consigliatami dal mio rappresentante sindacale.

Giorno 2. Mi reco nella sede di un sindacato in zona Cadorna. Arrivo e inizio a chiedere informazioni sulla procedura per ‘fare’ le dimissioni. Rimangono tutti perplessi e mi dicono di aspettare qualche minuto per dirmi chi era “aware” di questa novità.
Dopo 5 minuti mi mandano all’ufficio di questa signora che appare abbastanza contrariata di essere stata indicata come responsabile e mi dice che “purtroppo non le possiamo essere di aiuto”.
Alle mie insistenze replica: “Scusi, ma lei è iscritta?”.
No.
“Mi spiace ma questo è un servizio che diamo ai nostri iscritti”.
Ed io: “Supponiamo che io mi iscriva, possiamo fare tutto subito?”
“No, purtroppo abbiamo già provato a fare questo, pur avendo i codici. Non funziona”

Giorno 3. In azienda vado dall’ufficio del personale e faccio notare che dopo due giorni sono ancora allo stadio di partenza.
Mi dicono: “Se vuoi provo a contattare il CAF che ci aiuta col 730 e vediamo se loro sono in grado a inserirti con le dimissioni telematiche”. Per due ore silenzio. A quel punto mi metto al telefono a chiamare qualche altro CAF. Dopo un paio che mi fanno capire che ci sono dei problemi, finalmente uno mi dice: “Sì, siamo in grado di farlo, funziona tutto. Venga però entro le 16.30 perché poi chiudiamo tutto”.
Siccome si erano fatte già le 16, mi fiondo in taxi e appena entro mi ritrovo in Africa. Sì, perché nella sala ad attendere c’erano tutti immigrati africani. A un certo punto una signora viene da me e mi chiede cosa mi serve. Alla mia risposta mi dice: “Sì, lo facciamo, ma mi deve compilare una serie di moduli e si deve iscrivere alla CISL. Sono 60 euro”.
“Ma io non mi voglio iscrivere a un sindacato per potermi dimettere!”
Se non si iscrive il servizio non glielo diamo”.
Al che chiamo il mio ufficio del personale per sapere se avevano avuto aggiornamenti dal loro CAF. Ma ancora no.

Mi ricollego al sito del governo per trovare un altro soggetto abilitato. Trovo una lista di patronati. Ne scelgo uno e chiamo. Una ragazza mi risponde: “Sì, lo so. Purtroppo non ci hanno ancora fornito i codici di accesso”. Mi spiega che comunque per iniziare la pratica mi devo iscrivere. Ma io mi rifiuto di dovermi iscrivere per poter esercitare un mio diritto.
Torno in azienda che sono passate le 17. Purtroppo non sono ancora riuscita a dare le dimissioni.
Protesto e in azienda mi dicono di presentare dimissioni in bianco, anche se non hanno valore. “Tranquilla te le faremo valere”.
Ma io non sono tranquilla anche perché per la legge esiste solo la modalità telematica. Quindi chiamo quella del CAF convenzionato. Mi dicono “se vuole la aiutiamo e le facciamo un prezzo speciale di 20 euro”.
Ma ancora dico che non voglio pagare per esercitare un mio diritto. E lei dice “lo so, ma vede il governo ci ha assegnato una pratica senza darci alcuna risorsa, quindi noi ce le dobbiamo trovare da noi”.
A questo punto decido per l’altra opzione.

Giorno 4. Faccio delega al mio suocero per recuperare agli uffici INPS il PIN dispositivo. Attenzione! Il Pin può essere anche chiesto via internet. Peccato che delle 16 cifre di cui è composto, 8 arrivano subito via mail e le altre 8 arrivano via posta e ci vogliono circa 10 giorni. E anche quando hai tutte le 16 cifre, il PIN non è dispositivo ma lo devi attivare per renderlo dispositivo.
Alle ore 11, in possesso del mio PIN dispositivo accedo al servizio via internet e scopro che il PIN dispositivo di 16 cifre ha una durata di 2 secondi perché appena lo inserisci il sistema ne genera uno nuovo che sostituisce quello che hai in mano.
A quel punto riesco ad inserire le mie dimissioni telematiche. Però attenzione: non sono ancora definitive perché lo diventano solo dopo altri sette giorni, tempo necessario perché tu possa esercitare il diritto di recesso.

Nota: Il giorno dopo un mio collega è stato spostato internamente da un ufficio all’altro dello stesso gruppo, ma collocato in un’altra nazione. Per la legge deve dare le dimissioni. Su mio consiglio va all’INPS e si fa dare il codice. Io l’ho affiancato nella procedura di inserimento delle dimissioni telematiche ma il sito non andava. Usciva che il server non funzionava o si bloccava. Questa cosa è andata avanti dalle 10 fino al pomeriggio. C’è riuscito solo alle 16, dopo aver perso la giornata intera.
Quindi anche col PIN non è detto che tu riesca ad dimetterti.

RICAPITOLANDO

Cosa si deve fare per dimettersi?
E’ obbligatorio dare le dimissioni telematiche. Per farlo ci sono due modi:

  1. Farlo da soli, ma per farlo occorre procurarsi il PIN andando negli uffici dell’INPS oppure chiederlo per via telematica su www.inps.it (sconsigliato, vedi sotto)
    2. Rivolgersi a un soggetto abilitato (sindacati o patronati) ma per farlo occorre iscriversi da loro.

Cosa non fare assolutamente
Chiedere il PIN per via telematica (www.inps.it). 8 cifre arrivano via mail, ma le altre 8 arrivano via posta. Potrebbero passare anche più di 10 giorni prima di avere un PIN che si dovrà poi rendere dispositivo.

Sconsigliato
Iscriversi a pagamento a un’organizzazione sindacale o a un soggetto abilitato per la procedura, esclusivamente per poter procedere alla pratica. L’iscrizione dura poi un anno.

Consigliato
Recarsi all’INPS (eventualmente delegando qualcuno) per ottenere il codice dispositivo e poi inserirlo via web sul sito indicato.

IL SUGGERIMENTO DI MILANO CITTA’ STATO AI LEGISLATORI PER RENDERE PIU’ SEMPLICE LA PROCEDURA

Per rendere tutto più semplice basterebbe poter ottenere il PIN Dispositivo completamente per via telematica, ricevendo tutte le 16 cifre del codice via mail o via sms e non metà via mail e metà con posta ordinaria.

PER OGNI INFORMAZIONE: Cliclavoro – FAQ – Dimissioni