Nube tossica a Milano: come si difende l’organismo e cosa mangiare per depurarci dai VELENI dell’aria

milano vista da montevecchia (foto 17/10)
milano vista da montevecchia (foto 17/10)

Desta particolare preoccupazione l’odore acre causato dagli incendi di Quarto Oggiaro e di Nova Milanese degli ultimi giorni avvertito in diverse zona della città, ma soprattutto i potenziali effetti negativi sull’organismo.

Il sistema di depurazione dell’organismo

Come per l’inquinamento legato al traffico veicolare, anche nel caso di nube derivante da incendio di rifiuti aumentano i livelli di particolato aereodisperso che consiste in una miscela eterogenea di particelle solide e liquide sospese in aria che varia continuamente in termini di dimensioni e composizione chimica nello spazio e nel tempo.

I componenti del particolato sono eterogenei: solitamente vengono isolati componenti biologici, metalli pesanti, acqua legata alle particelle, solfati, nitrati, carbonio organico ed elementare e sottoprodotti di combustione pericolosi chiamati idrocarburi policiclici aromatici come naftalene e benzopirene. Il particolato viene classificato in base al diametro in micrometri delle particelle isolate (abbiamo il particolato ultra-fine (PM-0.1), fine (PM-2.5) e grezzo (PM-10). Va da sé che più sono presenti microparticelle e maggiore sarà la loro capacità di penetrazione nell’organismo se inalate. Non solo, i rischi per la salute possono perdurare per lunghi periodi a causa della sua sospensione in aria per settimane o mesi e della sua capacità di essere trasportato per centinaia o migliaia di chilometri.

Il nostro organismo cerca di difendersi come può. Esistono barriere fisiche e sistemi di depurazione interni che aiutano il nostro corpo a neutralizzare le sostanze chimiche ingerite attraverso l’aria o attraverso i cibi. E’ noto che le ciglia presenti nel naso e il muco che ricopre le nostre vie aeree sono in grado di filtrare le particelle più grossolane. Queste si depositano nella trachea o nei bronchi e vengono espulse grazie ai colpi di tosse o agli starnuti. Cosa succede invece quando vengono inspirate particelle più piccole? Queste purtroppo si depositano nel tratto respiratorio con maggiore velocità, hanno una capacità di penetrazione maggiore e non si fermano a livello degli alveoli polmonari ma entrano nel corrente circolatorio.

I danni a carico dei tessuti delle vie respiratorie sono provocati principalmente dai metalli presenti nel particolato, che determinano aumento dello stress ossidativo. Questo a sua volta induce infiammazione vascolare.
Nello specifico è noto che il passaggio di particelle PM-2,5 dai polmoni al corrente circolatorio sia in grado di stimolare risposte infiammatorie in grado di favorire il processo aterosclerotico.

Il nostro organismo è dotato di uno straordinario sistema di depurazione interno. Non solo le nostre cellule sono programmate per difendersi dall’azione dei radicali liberi prodotti ma è anche dotato di specifici sistemi di detossificazione. Questi ultimi sono presenti nel nostro fegato. Esistono due fasi di detossificazione epatica. Nella prima le tossine subiscono modificazioni chimiche che rendono i metaboliti più reattivi e potenzialmente più dannosi. E’ con la fase II che le tossine che hanno subito il primo passaggio vengono rese più solubili in acqua in modo da favorirne la loro espulsione. La seconda fase è quindi essenziale alla completa eliminazione/neutralizzazione degli inquinanti e tossine presenti nel nostro organismo . Purtroppo la continua esposizione a tossine endogene e quelle di provenienza dall’esterno induce congestione del fegato per eccessivo sovraccarico dei sistemi di detossificazione. Si crea una sorta di collo di bottiglia in cui la fase I supera la fase II, che porta ad un accumulo di radicali liberi che a loro volta impoveriscono il corpo del principale antiossidante endogeno, il glutatione.

Al fine di promuovere la rimozione di sostanze nocive dal corpo, è essenziale garantire che la disintossicazione di fase II funzioni senza impedimenti.

Le strategie a tavola

1# Consumare più verdure crucifere 
E’ noto da tempo lo straordinario effetto protettivo delle crucifere.
Alcune delle crucifere, appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae, includono rucola, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo rosso, verde, cinese e verza, cavolfiore, bietola, cavolo, ravanello, rapa, cime di rapa, wasabi, pak choi, crescione. La molecola superstar che accumuna tutte queste verdure è il sulforafano, un composto di cui particolamente ricchi i broccoli. Che succede quando conusmiamo verdure ricche di sulforafano? Si riducono le sostanzeinfiammatorie nel nostro organismo. Non solo, in quanto  agente chemioprotettivo, il sulforafano diminuisce anche l’incidenza, il numero e la velocità di sviluppo dei tumori mammari.
Fateli cuocere al vapore o per pochi minuti: verranno preservate le vitamine più termolabili come le vitamine del gruppo B e la preziosa vitamina C.
 
2# Cannella sul cappuccino 
Alcuni lo fanno già da tempo perchè la cannella in polvere conferisce un delicato aroma speziato al cappuccino, altri più informati, sanno che la cannella aiuta a mantenere più stabile la glicemia Ebbene, esiste un nuovo motivo per consumare cannella: migliorare i processi di detossificazione epatica. Nella cannella è stato individuato un composto, definito cinnamaldeide, che conferisce un odore e un sapore caratteristici alla cannella, e che è in grado di attivare i geni coinvolti nella difesa cellulare antiossidante e antinfiammatoria e nella protezione dei mitocondri. Ne beneficia anche il glutatione e  gli enzimi che agiscono nella fase II di detossificazione epatica.
 
3# Bevi tè Roiboos
In realtà non si tratta di vero tè, in quanto non derivato dalla Camelia Sinensis, esplica una significativa  attivazione degli enzim fase II a livello epatico.
Quanto? 2-3 tazze al giorno, anche di sera perché a differenza del tè non contiene eccitanti che possono disturbare il sonno. 
 
4# Colora di giallo i tuoi piatti: curcuma a go-go
La curcuma e in particolare il suo principio attivo più studiato, la curcumiuna, è in grado di prevenire il consumo di glutatione. 
Allo stesso modo è stato dimostrato che la curcumina previene la disfunzione mitocondriale e riduce l’epatotossicità indotta da metalli come arsenico, piombo, mercurio, rame, cromo e cadmio.
 
5# Mangia frutti ricchi di resveratrolo e quercitina
Il resveratrolo, presente in  uva, mirtilli e mirtilli rossi, aumenta l’espressione degli enzimi antiossidanti (superossido dismutasi) e glutatione perossidasi in modo concentrazione-dipendente, che spiega gli effetti protettivi vascolari di questo fitonutriente.
La quercetina (un flavonoide trovato in alimenti vegetali come mele e cipolle) ha aumentato i livelli di glutatione e di enzimi antiossidanti di difesa tra cui la superossido dismutasi, la glutatione transferasi e il glutatione perossidasi. 
 
6# Consuma grassi e oli sani
Olio d’oliva: nei volontari di mezza età è stato dimostrato che un’integrazione con tre grammi al giorno di olio d’oliva per quattro settimane prima dell’esposizione al particolato ambientale è in grado di ridurre i livelli dei principali marker infiammatori.
Altre fonti straordinarie di grassi sani sono la frutta a guscio (noci, mandorle, nocciole) e i semi di canapa decorticati o di lino. 
 
DEBORA CANTARUTTI
 

Leggi anche:
10 città stato del mondo che possono ispirare Milano
* E ora Milano Città Stato! Se non lo fa l’Italia, si può chiederlo all’Europa
Milano Città Stato sarebbe un bene soprattutto per l’Italia
Primo passo del consiglio comunale verso Milano Città Stato
Corrado Passera: Milano Città Stato è il più interessante progetto che ci sarà in Europa nei prossimi anni
“Proviamoci. Mi impegnerò personalmente”. Beppe Sala a Milano Città Stato

VUOI CONTRIBUIRE ANCHE TU A TRASFORMARE IN REALTA’ IL SOGNO DI MILANO CITTA’ STATO?
SERVE SCRIVERE PER IL SITO, ORGANIZZARE EVENTI, COINVOLGERE PERSONE, CONDIVIDERE GLI ARTICOLI, PROMUOVERE L’ISTANZA, AIUTARE O CONTRIBUIRE NEL FUNDING, TROVARE NUOVE FORME UTILI ALL’INIZIATIVA.
SE VUOI RENDERTI UTILE, SCRIVI A INFO@MILANOCITTASTATO.IT(OGGETTO: CI SONO ANCH’IO)