Dovremmo fare una class action contro Roma per danno d’immagine

degrado roma - new york times
degrado roma - new york times

Probabilmente Roma ci costa più come danno di immagine che per gli sprechi e i debiti.
Quando si pensa alla Francia si pensa a Parigi, Londra è l’Inghilterra, Berlino è l’immagine della Germania. Questa è la funzione principe di una capitale: rappresentare in tutto il mondo i cittadini di un Paese. Questo vale anche per Roma: non è una semplice città, è la nostra capitale, quella in base a cui tutto il mondo ci guarda e ci giudica. Come capitale ha più onori, ad esempio ricevere il denaro dal resto del Paese, ma anche oneri: in primis quello di comportarsi bene perchè altrimenti danneggia l’immagine di tutti gli altri.
Il declino rovinoso di Roma sta innescando un drammatico peggioramento del giudizio internazionale sull’Italia. Agli occhi di uno straniero ogni cittadino italiano, che provenga da Milano, Bari o Bolzano, è visto come fosse un romano. E più scade l’immagine di Roma più tutti noi ne dobbiamo pagare le conseguenze. E’ ora di pensare a un gesto di grande impatto: quello di chiedere i danni a Roma.

La Giurisprudenza: un Comune può chiedere un risarcimento per danno di immagine

Il codice civile consente a ogni cittadino di procedere per lesione del diritto d’immagine al risarcimento per danno patrimoniale e per danno non patrimoniale. Quindi i cittadini potrebbero unirsi in una class action contro Roma. Ma l’atto più forte sarebbe se il risarcimento fosse promosso da un’intera città: la nostra Giurisprudenza ha esteso anche ai Comuni la possibilità di tutelarsi per danno d’immagine.
La sentenza n. 12929/2007 della III Sezione civile della Suprema Corte di Cassazione ha di fatto uniformato la tutela risarcitoria per lesioni di diritti non patrimoniali fra persone fisiche e giuridiche, «allorquando si verifichi la lesione di tale immagine è risarcibile, oltre al danno patrimoniale, se verificatosi, e se dimostrato, il danno non patrimoniale costituito dalla diminuzione della considerazione della persona giuridica o dell’ente che esprime la sua immagine».
La sentenza 4542/2012 della terza sezione civile della Cassazione ha in seguito specificato che va risarcito «il danno all’immagine o al prestigio del Comune e della sua amministrazione, quale danno non patrimoniale». Sulla base di questo Milano potrebbe chiedere i danni a Roma. Vediamo quali e perchè.

I danni per la perdita d’immagine dell’Italia

#1 I media
Tutte le notizie che escono sulla gestione fallimentare della capitale portano fango all’Italia. In questi ultimi anni sono stati pubblicati numerosi articoli denigratori verso Roma gettando discredito sul nostro Paese. Giornali americani francesi, tedeschi, soprattutto, descrivendo Roma ci hanno massacrato.

#2 I turisti
Ogni anno arrivano a Roma 8 milioni di turisti stranieri. Turisti e giornalisti internazionali dopo aver visto Roma raccontano che gli italiani non sanno raccogliere la spazzatura, vivono nello sporco, sono persone non pulite che nella cura dell’ambiente mostrano di essere maleducate.
E ancora i prezzi maggiorati dagli ambulanti e nei ristoranti per i turisti stranieri, i posteggiatori abusivi, tutto questo si trasmette in un’ambasciata di 8 milioni di persone che dopo aver visto Roma tornano nel loro Paese raccontando ad amici e conoscenti quello che hanno visto nella nostra capitale. E spesso quello che hanno sperimentato non lo identificano come un aspetto specifico di Roma ma come una caratteristica italiana.

#3 L’etica del lavoro
Scarso senso civico e pigrizia sul lavoro si accompagnano ormai in ogni articolo sul Belpaese ricavato dalla nostra capitale. Roma rovina l’immagine della puntualità. Mostriamo al mondo che non siamo in grado di gestire i mezzi pubblici, che sono caotici, in ritardo e spesso non funzionano. Pigrizia, ritardi, assenteismo determinano un danno di immagine per i milioni di imprese e di italiani che lavorano all’estero e che vengono giudicati nullafacenti. La conseguenza di questo è che a parità di capacità, un lavoratore italiano viene spesso pagato di meno. Così come un’impresa italiana a parità di servizio viene pagata con un prezzo inferiore.

#4 Istituzioni retrograde
Roma è l’Italia come immagine e per le istituzioni. Le istituzioni che hanno sede a Roma e che governano il nostro Paese hanno un’immagine paludosa, opaca, sono tutte orientato al passato. Attraverso di loro trasmettiamo l’immagine di una civiltà in decadenza, l’immagine di nobiltà decaduta che poi è quello che Roma trasmette al resto d’Italia.
Perché le istituzioni utilizzano dei palazzi che sembrano dei musei?
Sarebbe come se il Louvre venisse usato per ospitare il governo francese.
Per trasmettere l’immagine di un Paese che si dà da fare dovrebbero usare palazzi dove si lavora.
Il governo è una cosa di lavoro, non un’entità di paludamenti. Sarebbe come se per gli spostamenti usassero ancora una Lancia del 1912. Non sarebbe funzionale e trasmetterebbe una pessima immagine. Allo stesso modo dobbiamo utilizzare palazzi e luoghi che devono essere moderni.
Quelli attuali sono un costo di funzionalità e anche di immagine, senza contare l’assurda logistica dei palazzi del potere di Roma.

#5 I costi sul debito
La solvibilità del debito pubblico è legata anche all’immagine che ha un paese. Quindi la capitale che è espressione di questa immagine, tipo Londra quando pensiamo all’Inghilterra o Parigi alla Francia, ha per forza ricadute sul giudizio di solvibilità. In Europa le banche e i politici quando attaccano l’Italia, la attaccano anche perché negli occhi hanno l’immagine di Roma. La pessima immagine di Roma determina un aumento dei costi sul debito che ci possono costare miliardi di euro.

#6 Il mancato guadagno
Il danno va valutato per quanto ci costa e per quello che ci impedisce di guadagnare. Il mancato guadagno è riconducibile soprattutto alla cattiva gestione del nostro patrimonio.
Nella classifica degli incassi dei musei di tutto il mondo, nelle prime venti posizioni appaiono solo i musei vaticani, al terzo posto. Ma il Vaticano non è l’Italia. Perché il museo capitolino non è il terzo o il quarto museo del mondo?
La città che ha il patrimonio artistico più grande di tutti è incapace di valorizzarlo. E questa trascuratezza nella gestione delle opere d’arte si estende a macchia d’olio.
Siamo il paese per beni artistici e culturali più ricco al mondo: un patrimonio che come ogni patrimonio dovrebbe fruttare e non essere un costo.

#7 La perdita per Milano
In un Paese normale Milano sarebbe più ricca proprio perché potrebbe sfruttare l’incredibile ricchezza del Paese in cui si trova. Invece diventa più povera a stare in un Paese amministrato da Roma: Milano sarebbe più ricca se fosse uno stato autonomo.
La ricaduta per Milano è disastrosa ed è ora che prenda in mano il suo destino. Le strade praticabili in un luogo civile sono due: farsi risarcire i danni d’immagine oppure pretendere l’autonomia.

Scritto con Duilio Forte

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Andrea Zoppolato
Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.