Partorire in casa? Con il kit a domicilio come in Olanda

Mia mamma è nata in casa. La mia nonna pure. La mamma della mia nonna anche. E le ecografie, le vitamine, le visite dal ginecologo? Seeee: molte, molte di meno rispetto al tran tran a cui sono abituate le donne in dolce attesa, oggigiorno. Tutte, tranne le olandesi per le quali c’è la possibilità di vivere la gravidanza con la loro ostetrica personale.

La professionista delle nascite segue infatti passo passo la gravidanza della futura mamma.

Che potrà così partorire in casa.

In Olanda 1 parto su tre avviene in casa

Secondo quanto riportato da Eticamente.net, “in Olanda, il parto naturale in casa fa parte della filosofia odierna ormai da anni: un parto su tre avviene infatti in casa, dove un’ostetrica, una puericultrice, e un operatore sanitario che si occupa dei bambini da zero a sei anni, aiutano la donna durante il parto e nei giorni successivi”.

E addirittura: “In Olanda le donne in gravidanza ricevono un kit per partorire in casa“.

Cosa contiene il kit per il parto domestico

Il kit arriva un mese prima del lieto evento e contiene garze, lenzuola di plastica, pannoloni, gel disinfettante per le mani, assorbenti materni, detersivo delicato per i panni, ovatta e un pupazzo bianco per il bebè con una luce.

Dispositivi medici? Nessuno.

A chi viene recapitato? A tutte le mamme incinte che hanno un’assicurazione sanitaria.

E se si partorisce in ospedale? Allora il kit viene donato ad una Onlus che opera in Africa. “E anche in ospedale, comunque, il sistema è ben diverso da quello italiano: i tempi sono infatti molto rapidi e la neo mamma viene dimessa dopo solo sei ore dal parto. Una situazione agli antipodi rispetto alla nostra cultura italiana” prosegue il portale, che prosegue con la testimonianza di Alessandro Saccoccio.

La testimonianza: come una donna italiana partorisce in casa in Olanda

[Cit:Eticamente.net]

Alessandro Saccoccio è un impiegato in una ong ambientale in Olanda da oltre 10 anni.

Lui e la sua compagna aspettano infatti un bambino e hanno già ricevuto la scatola in questione.

“Se la donna è in buona salute, con un parto a termine e una gravidanza senza problemi il parto a casa non ha nessuna controindicazione. Il trasferimento in ospedale accade solo nel 20% dei casi di chi partorisce a casa, in 30 anni di esperienza ho assistito solo a tre emergenze. In Italia, secondo un recente studio il 20% delle donne vorrebbe partorire in questo modo, ma spesso vengono spaventate e, purtroppo, chiedono informazioni alle persone sbagliate…“.

In effetti i dati dell’ultimo rapporto Cedap dimostrano come solo lo 0,1% del totale dei nascituri vengono partoriti in casa.

Si tratta tra l’altro di un dato approssimativo, perché, anche se le schede del Cedap sono obbligatorie e vanno compitale, in alcune regioni come Lazio e Toscana nella scheda non è indicata la voce parto a domicilio.

Marta Campiotti , presidente dell’Associazione Nazionale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità, dice a riguardo: “Il nostro Paese ha subito una rivoluzione culturale tra gli anni 50′-60′. E in questo periodo che è subentrata un’ospedalizzazione di massa con il crollo della figura professionale delle ostetriche. Mentre in Olanda hanno un ruolo ancora molto importante: sono loro che si occupano del parto…

Parto in casa o parto in ospedale?

Sempre secondo i risultati di un’altra ricerca olandese riportati da Eticamente.net: “Il parto in casa conferisca un minor rischio sia per le donne al primo parto che, soprattutto, per quelle al secondo e terzo parto, rispetto a complicanze quali eclampsia, grave emorragia post-parto e necessità di rimozione manuale della placenta.
Lo studio evindenziava come un parto, per essere veramente naturale, debba esserlo in tutte le sue fasi. Vale a dire: senza l’utilizzo di farmaci, senza interventi ostetrici manuali o strumentali”. 

Chi può partorire in casa?

Secondo le Linee Guida per l’Assistenza al parto a domicilio dell’Associazione Nazionale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità, posso partorire in casa solo le donne definite “a basso rischio“, che possono dunque partorire in casa con assoluta sicurezza. Le linee guida specificano che devono arrivare a termine della gravidanza in buona salute, con una pressione normale e un’anemia fisiologica. Il bambino, invece, deve essere cresciuto bene ed essere in presentazione cefalica. Il travaglio, infine, deve iniziare spontaneamente. Le ostetriche operano sempre in due e l’ospedale non deve essere lontano più di 30-40 minuti dalla casa. – Cit. Eticamente.net

Se fosse anche a Milano…

Milano città stato intende mettere al centro il cittadino dandogli ogni libertà di scelta. Quindi anche se partorire a casa.
Ma ve lo immaginate? Se così fosse addio Fatebenefratelli, Mangiagalli, San Paolo… verrebbe sedata l’atavica lotta del “in quale ospedale di Milano sei nato” – che già dice molto della milanesità di un cittadino, in virtù di un eventuale più radicato senso di appartenenza alla propria casa e a Milano tutta.

Fonte: www.adnkronos.com
Fonte: www.eticamente.net/39663/olanda-kit-per-il-parto-in-casa.html